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MilleEottantatre 2017

Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2024


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: petit verdot
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: USIGLIAN DEL VESCOVO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medo: da 90 a 100 euro


Riguardo l’annata 2017 ricordo che ai tempi si è detto peste e corna, spesso a sproposito. Nessun mette in dubbio che abbia rappresentato, e rappresenti tuttora, una delle annate più torride e siccitose del nuovo millennio; forse le prime di una lunga serie ahimè, che ancor oggi fa discutere e allarma i produttori di tutto il mondo. Nonostante tutto ciò chi ha lavorato bene in vigna è riuscito a portare a casa uve sane e con un buon livello di acidità. Alludo soprattutto a tutti quei produttori che hanno riversato la massima attenzione al grado di maturazione delle uve, all’epoca vendemmiale e alla valorizzazione della parete fogliare o altre tecniche agrarie funzionali.
Ciò che sto riscontrando negli ultimi mesi, soprattutto riguardo i vini rossi di tale annata, è un buon equilibrio di fondo reso tale da una sapidità e freschezza perfettamente allineate. Indubbiamente nei grandi rossi da invecchiamento, il fatto che siano passati soltanto sette anni dalla vendemmia, è sintomo di uno stadio della vita del vino leggermente avanzato; pur tuttavia ritengo che non sia scritto da nessuna parte che i vini debbano invecchiare necessariamente 30 o 40 anni. Aver degustato oggi il Costa Toscana Rosso Petit Verdot Milleeottantatré 2017, e aver riscontrato ancora una volta quanto sopra descritto è l’ennesima conferma che la mia tesi è corretta.
Devo anche riconoscere che l’uva francese petit verdot, tra i terreni sabbiosi e ricchi di fossili marini delle colline pisane, ha trovato un felice habitat dove potersi esprimere appieno. Usiglian del Vescovo, solida cantina situata in Località Usigliano – Palaia (PI), è ben consapevole riguardo tutto ciò; ormai da anni dedica un’attenzione maniacale a questa etichetta. Il vino in questione affina per circa 24 mesi in tonneaux di primo passaggio, più altri 18 mesi in bottiglia prima della vendita.
Rosso rubino alquanto impenetrabile con venature violacee. Estratto notevole. Il respiro è spigliato, distinguo erbe officinali qua e là puntellate da ricordi di timo, lentisco, lavanda e grafite. La spezia è dolce e sinuosa, intervallata da pennellate floreali che virano su toni lievemente appassiti. Trascorsi 20-25 minuti dalla mescita affiorano i terziari mediante note di caffè, tabacco e cuoio; gran bella evoluzione. Il motivo che mi spinge ad attribuire la quinta chiocciola si ricollega all’incipit del mio articolo, ovvero al grande equilibrio di questo vino figlio di un’annata non facile ma che sta regalando soddisfazioni in parte inaspettate.
Abbinato ad un buon peposo toscano sa il fatto suo.

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