SELVANOVA

Logo SelvanovaIndirizzo: Località Squille, Via Selvanova – 81010, Castel Campagnano (CE)
Cell: +39 342 1240071
Sito: www.selvanova.com
Email: fattoriaselvanova@libero.it
Azienda BIO:


laVINIum 10/2020
Ho conosciuto l’azienda Selvanova cinque anni fa, durante un tour di visite organizzato da Campania Stories. C’era l’allora proprietario Antonio Buono e l’enologo Gennaro Reale, con il quale ho potuto degustare anche qualche annata più vecchia dei vini prodotti. Parliamo dell’area di Castel Campagnano, in provincia di Caserta, saltata alla ribalta per la presenza di vitigni come il casavecchia, il pallagrello nero e il pallagrello bianco.

Fattoria Selvanova

A volte cinque anni nel mondo del vino sono quasi mezzo secolo, infatti oggi non è più Antonio a occuparsi di Selvanova, ma la strada che aveva spianato in direzione di un’agricoltura intelligente e attenta all’ambiente, ha continuato il percorso da un paio d’anni con la Gesco, che ha fatto propria la stessa filosofia sotto il controllo del presidente Sergio D’Angelo, mantenendo Gennaro Reale come enologo aziendale.
Gesco è un gruppo di imprese sociali della Campania e uno dei principali del Sud Italia. Si occupa principalmente di gestione di servizi socioassistenziali e socio-sanitari. L’etica che guida il gruppo si ripropone anche a Selvanova, operando per mantenere la conduzione biologica iniziata nel 2000.

Fattoria Selvanova: la cantina

La cantina

La Frazione Squille, dove sorge l’azienda, ha una storia molto particolare, qui il fiume Volturno fino agli anni ’70 non aveva ponti che consentissero di raggiungere l’altra sponda, pertanto gli abitanti del luogo, in prevalenza contadini, per risolvere il problema adottavano un metodo quasi da antica tribù: una zattera, chiamata “Scafa”, trascinata con una corda tesa fra le due sponde, con la quale venivano traghettati uomini e animali, affiancata da un’altra zattera più piccola (detta “Londro” dai vini frizzanti bianchi e rosati che venivano prodotti), che aveva il ruolo di scialuppa di salvataggio nei casi in cui qualche malcapitato finisse in acqua. Questa attività di attraversamento era gestita dalla famiglia Luino; per ricordarla la Gesco ha scelto di dare il suo nome ai due vini fermi bianco e rosso attualmente prodotti e di utilizzare come logo di Selvanova un disegno stilizzato che rappresenta appunto la “Scafa”.

Selvanova vigneti

Si è avuta molta cura anche nella presentazione delle nuove etichette, che colpiscono immediatamente, grazie alla verve artistica della pittrice Alessandra Illiano, formatasi nel laboratorio artistico del Centro Diurno Dipartimentale di Riabilitazione Aquilone di Napoli, gestito proprio dal gruppo Gesco attraverso la cooperativa Era. Vengono rappresentati dei colorati insediamenti urbani situati sulle sponde del fiume, nel mezzo del quale c’è la zattera. Un’immagine che rasserena e non faticherà a farsi notare, seppure con garbo, sugli scaffali di enoteche e ristoranti.
Ma entriamo nel dettaglio di Selvanova, che dispone di 10,5 ettari vitati, impiantati tra il 1998 e il 2002, situati proprio davanti all’azienda, che digradano verso il fiume Volturno. Avendo avuto la fortuna di visitare l’azienda, posso dire che la vista è davvero suggestiva. I 10 ettari sono ripartiti su cinque distinti appezzamenti, ciascuno con proprie caratteristiche di esposizione e altitudine (il terreno è più o meno omogeneo argilloso-calcareo e l’allevamento è per tutti a Guyot):

Selvanova vigneti

Vigna del Belvedere, 2,50 Ha a pallagrello nero, impiantata nel 2000, esposta a sud-sudest a un’altitudine tra i 170 e i 220 metri s.l.m.; suolo a prevalenza argilloso-calcarea.
Vigna della Casina, 2,50 Ha di cui 1,5 a fiano e 1 a cabernet sauvignon, impiantata nel 2002 ed esposta a sud a un’altitudine tra i 120 e i 235 metri s.l.m..
Vigna di Sopra, 1,50 Ha ad aglianico, impiantata nel 2000 ed esposta a sud a un’altitudine di 200-250 metri s.l.m..
Vigna della Fontana, 2,50 Ha divisi fra aglianico (1,5) e pallagrello nero (1), impiantata nel 2002 ed esposta a sud-sudest a 180-200 metri s.l.m..
Vigna dello Stagno, 1,50 Ha di pallagrello bianco impiantata nel 1999, esposta a sud a un’altitudine di 200-250 metri s.l.m..
A breve entrerà a far parte del vigneto aziendale anche il casavecchia, vitigno a bacca nera tipico della zona che si è guadagnato la Doc Casavecchia di Pontelatone.

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Acqua Vigna2012da 10 a 15 euro@@@@
Acqua Vigna2012da 10 a 15 euro@@@
Aglianico Selvanova2008da 7,50 a 10 euro@@@
Milo2010da 15 a 25 euro@@@@
Pallagrello Nero Hero2012da 10 a 15 euro@@@@
La Corda di Luino Rosso2019da 7,50 a 10 euro@@@@
La Corda di Luino Bianco2019da 7,50 a 10 euro@@@@@
Londro Bianco Frizzante2019da 10 a 15 euro@@@@
Londro Rosato Frizzante2019da 10 a 15 euro@@@@

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