Londro Bianco Frizzante 2019
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2020
Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: fiano
Titolo alcolometrico: 11,5%
Produttore: SELVANOVA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
Vino BIO: sì
Il vino frizzante un vinello? Una volta forse. Bisogna distinguere, sotto questo termine c’è in comune solo il valore di sovrappressione (da 1 a 2,5 bar), ma il vino può essere frizzante naturale (quindi fermentato), oppure ricevere una bella insufflata di CO2, totalmente o parzialmente aggiunta, nel qual caso si definisce “gassificato” o “artificiale”. C’è una bella differenza fra i due metodi ed è bene informarsi prima di fare l’acquisto.
Il Londro Bianco appartiene alla categoria dei naturali, un fiano il cui mosto fiore, ottenuto dalla pressatura soffice dei grappoli interi, viene diviso in due parti: una svolge la classica fermentazione per ottenere il vino base, l’altra
viene congelata e utilizzata successivamente come liqueur de tirage per la presa di spuma in bottiglia. Ovviamente non c’è sboccatura, non è uno spumante, ma viene lasciato a contatto con i propri lieviti che troverete sul fondo della bottiglia e potrete scegliere se smuovere, ottenendo un vino più torbido ma con aromaticità più decisa e complessa, oppure lasciarli depositati e versarlo limpido. Inutile dirvi che un vino prodotto in questo modo ha poco senso non riunirlo ai propri lieviti.
Questa tipologia di vino è davvero interessante, ormai è piuttosto conosciuta e diffusa, soprattutto in Veneto ma anche in altre regioni, un ritorno al passato con le tecniche più precise di oggi.
Il risultato è un vino dal colore paglierino lucente con riflessi oro-verdi, una gradazione davvero contenuta che lo rende estremamente piacevole senza affaticare il fegato, profuma di ginestra e glicine, spiccate note agrumate di cedro e pompelmo, poi pera, uva spina, erba limoncella e finocchietto.
In bocca è un bel godere, fresco, stimolante, con un bell’agrume che torna deciso ma non pungente, un vino decisamente irresistibile e… digeribile, sì un termine non ancora del tutto sdoganato, ma che credo sia invece fondamentale come valore del vino. Digeribile, ovvero, che non lascia sensazioni spiacevoli dopo averlo bevuto, magari anche un po’ più del lecito, perché poco o per nulla manipolato, non particolarmente alcolico, con poca solforosa, equilibrato, estremamente piacevole. Dopotutto è un valore importante anche nel cibo, infatti un piatto può essere estremamente saporito, ricco, intenso, ma magari non facile da digerire. Così è il vino se troppo lavorato, il risultato è che a tavola la bottiglia non scende più di tanto, ogni sorso risulta pesante. Ecco quindi che il Londro si colloca in una fascia di frizzanti di livello davvero interessante.