PODERE SANLORENZO

Indirizzo: Podere Sanlorenzo, 280 – 53024, Montalcino(SI)
Telefono: +39 0577 832965, +39 339 6070930
Fax: +39 0577 832965
WWW: sanlorenzomontalcino.it
Email: info@poderesanlorenzo.net


laVINIum – 11/2007
A distanza di quattro mesi sono tornato a trovare Luciano Ciolfi, giovane e ambizioso vignaiolo che dagli inizi del terzo millennio si occupa anima e corpo della sua azienda, Podere San Lorenzo, con la consulenza dell’enologo Claudio Gori. Di Luciano e del suo sogno di fare un grande Brunello e, perché no, un altrettanto grande Rosso di Montalcino, vi avevo ampiamente parlato in questo articolo. Ho degustato tutto quello che era possibile, dalle botti e dalle vasche, ricavandone un’impressione generale davvero positiva.
Qui le condizioni sono ottimali, la terra è quella giusta, siamo in collina a oltre 500 metri di altitudine, zona sempre ventilata. Le uve maturano bene, gli interventi difensivi sono assai rari e contenuti, non ci sono praticamente rischi di attacchi di muffe indesiderate. Luciano spera molto e attende pazientemente che il suo primo Brunello, annata 2003, sia pronto per essere messo in commercio (la prossima primavera). Assaggiato a più riprese, sta dimostrando una freschezza e una vivacità che non fanno percepire neanche lontanamente i limiti di quella che è stata una delle annate più calde e siccitose della storia. Si evolve bene, straordinariamente pulito ed equilibrato, con tannini che stanno polimerizzando in modo esemplare. E’ già un gran piacere degustarlo mentre matura in botte.
Per ora sono in commercio il Rosso di Montalcino 2004 e 2005, quest’ultimo valutato ben 92 punti dalla brava giornalista americana Kerin O’Keefe, sposata con un italiano (simpaticissimo) e residente in Italia dal 1989, autrice fra l’altro di uno splendido libro dedicato a Franco Biondi Santi, della collana I Semi di Veronelli Editore. Due vini che evidenziano, nonostante le piante siano ancora giovani, le enormi possibilità di questa azienda. Io stesso, pur non essendo stato così generoso nei miei giudizi, non ho potuto fare a meno di innamorarmi di questi vini, un esempio di quanto possa essere grande il sangiovese quando le condizioni sono quelle giuste.
Certo Luciano ha le sue preoccupazioni, sa bene quanto sia difficile emergere nella zona del Brunello: oltre 200 imbottigliatori in un lembo di terra che fa da perimetro al comune di Montalcino. Ma soprattutto alcuni nomi che fanno da punto di riferimento e condizionano non poco sulla strada da intraprendere per riuscire a guadagnarsi la giusta fetta di mercato. Perché ancora oggi, negli States, che rimangono gli acquirenti più ambiti, vanno forte certi vini, potenti, rotondi, dal colore impenetrabile, con tratti che ovviamente non rispecchiano né le peculiarità del sangiovese, né tantomeno quelle del territorio ilcinese. Sono vini fatti in cantina, studiati per il mercato e per le guide, che vincono premi e costano cari, ma continuano ad essere richiesti. Poco importa se quei vini non hanno eleganza e finezza, da quelle parti non sono richieste, si mangia e si beve in modo assai diverso.
Ne abbiamo parlato a lungo, non è facile trarre conclusioni in un senso o in un altro. E’ bello pensare di fare il proprio vino, ma è necessario che il frutto delle proprie fatiche non rimanga in cantina, bisogna rientrare dei costi altrimenti si chiude. Le cose però non stanno andando affatto male. Nonostante non ci sia ancora il Brunello che è il vino che trova una maggiore risposta sul mercato, il Rosso sta andando benissimo, si vende soprattutto all’estero, ma progressivamente sta conquistando spazi importanti anche da noi. Come ho più volte detto a Luciano, le condizioni per fare due grandi vini ci sono tutte, è giusto sperimentare, fare prove, verifiche, ma non bisogna farsi prendere troppo la mano, altrimenti si finisce per perdere la strada da cui si era partiti e il vino non ne trae alcun vantaggio.
Il prodotto finale non deve essere frutto di un caso né deve essere fatto per compiacere questa o quella moda, perché ciò che piace oggi domani sarà diverso, c’è una sola vendemmia all’anno e cambiare direzione non è così facile, soprattutto se non si sa più da dove si era partiti. Sono convinto che i vini di Podere Sanlorenzo riscuoteranno grandi successi, perché hanno dalla loro un equilibrio e una piacevolezza che raramente si può riscontrare in gioventù, se non nei vini molto “lavorati”, che perdono però il più delle volte quelle sfumature, quella straordinaria bellezza che li rende unici e irripetibili.
A gennaio del prossimo anno, con molta probabilità, Luciano avrà modo di presentare in anteprima in un locale di Roma, il suo Brunello 2003 (che si chiamerà Bramante) e una mini verticale del Rosso di Montalcino. Sarà un’ottima occasione per conoscere questi eccellenti prodotti e anche per colloquiare e confrontarsi con lui. Bere buoni vini è una gran cosa, ma conoscerne l’autore e il suo pensiero è un tassello fondamentale per comprenderli meglio.

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Brunello di Montalcino2010da 25 a 50 euro@@@@@
Brunello di Montalcino Bramante2003da 15 a 25 euro@@@@
Brunello di Montalcino Bramante2003da 25 a 50 euro@@@@
Brunello di Montalcino Bramante2004da 25 a 50 euro@@@@
Brunello di Montalcino Bramante2004da 25 a 50 euro@@@@
Brunello di Montalcino Bramante2005da 25 a 50 euro@@@@
Brunello di Montalcino Bramante2006da 25 a 50 euro@@@@
Brunello di Montalcino Bramante2007da 25 a 50 euro@@@@
Brunello di Montalcino Bramante Riserva2006oltre i 50 euro@@@@@
Rosato2014da 7,50 a 10 euro@@@@
Rosso di Montalcino2004da 7,50 a 10 euro@@@
Rosso di Montalcino2005da 10 a 15 euro@@@
Rosso di Montalcino2006da 10 a 15 euro@@@@
Rosso di Montalcino2009da 10 a 15 euro@@@@
Rosso di Montalcino2010da 15 a 25 euro@@@@
Rosso di Montalcino2012da 15 a 25 euro@@@@@

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