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Rosato 2021

Rosato 2021 SanlorenzoDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2022


TipologiaIGT Rosato
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: PODERE SANLORENZO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Non smetterò mai di ringraziare l’azienda Leone de Castris nata con Piero e Lisetta nel 1925, per avere imbottigliato e commercializzato nel 1943 il primo rosato italiano. Sì, perché al di là dei duri e puri che “o bianco o rosso” (peggio per loro!), questa tipologia di vino è una manna, ma ancora oggi da noi fatica ad avere una propria carta nei ristoranti.
Eppure non c’è regione che non si cimenti nel produrlo, tanto da essere presente in gran parte delle denominazioni di origine.
A Montalcino, ad esempio, ancora non ha conquistato un suo posto al fianco delle altre DOC e DOCG (Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, Moscadello di Montalcino), come se non se lo meritasse…
Nemmeno la DOC Sant’Antimo lo prevede, quindi chi lo fa deve proporlo come IGT Toscana, ma perché mai? Perché sono ancora troppo pochi a farlo? Beh, fosse anche vero, certamente non è un incentivo a metterlo in programma.
Ma per quanto riguarda noi che lo beviamo, alla fine quello che conta è che sia buono, e quello di Luciano Ciolfi lo è sin da quando ha iniziato a farlo nel 2014 (in un’annata “minore”, guarda un po’). Ora non fa in tempo a commercializzarlo che finisce subito, qualcosa vorrà dire no?
Bene, la 2021 non smentisce quanto ho appena scritto, con un colore appena più carico della buccia di cipolla, con sfumature granate, mostra un bouquet decisamente piacevole, dall’impatto floreale, come a ricordarci che il sangiovese sa anche di rosa e viola, poi vira veloce verso la melagrana, l’arancia, la ciliegia candita, il ribes rosso e quella vena agrumata che lo rende particolarmente invitante.
In bocca se ne frega dei sui 14,5 gradi alcolici, è diritto e diretto, velatamente tannico, freschissimo e con un frutto davvero gustoso, arricchito da rimandi ad erbe aromatiche e spezie quasi piccanti.
Ha struttura, carattere, ma anche quell’afflato che lo rende godibilissimo, magari con dei saltimbocca di cernia, con speck e salvia…

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