PASQUALE PELISSERO

logo Pasquale PelisseroIndirizzo: Cascina Crosa, 2 – 12052  Neive (CN)
Cell: +39 328 2028446 (Ornella)
Sito: www.pasqualepelissero.com
Email: info@pasqualepelissero.com


laVINIum – 10/2023

Non si può parlar di Langa, senza raccontare la storia di una famiglia che affonda le proprie radici in un territorio vitivinicolo tra i più vocati al mondo.

Pasquale Pelissero, paesaggio vitato

La storia del Piemonte è da sempre costellata di racconti che riguardano le famiglie, e non importa che esse appartengano a categorie nobiliari, borghesi o contadine sono sempre le persone a tramandare aneddoti, tradizioni, usi e costumi; e il vino è sempre protagonista. Mentre ai giorni nostri si fa un gran discutere circa il volano turistico scatenato dall’Unesco, a seguito della proclamazione (datata 2014) riguardante i Paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e del Monferrato, c’è chi continua ad inseguire il proprio traguardo lavorando con passione e tenacia; prendendo da tutto ciò soltanto il meglio.

Ornella e Simone Pelissero

Ornella e Simone Pelissero

Camminare per le vie di Barolo e Barbaresco, cito due tra i comuni più noti e battuti dal turismo internazionale, oggi ha un sapore diverso rispetto a 20-25 anni fa. I locali storici, tanto quanto quelli nuovi, continuano a lavorare seriamente ma hanno cambiato volto, e non parlo soltanto delle scritte in inglese che tra un po’ arriveranno prima di quelle in italiano. Si respira un’aria internazionale che indubbiamente stona, tuttavia in Italia non è la priva volta che ciò accade riguardo una zona vitivinicola, ed è ancora presto per tirare somme precise circa benefici e svantaggi. Ornella Pelissero, figlia di Pasquale colui che dà il nome alla storica Cantina langhetta, continua la tradizione familiare che vide gli albori nel 1921. Il suo nome è legato indissolubilmente al comune di Neive (CN), patria di alcuni tra i più grandi Barbaresco presenti oggi sul mercato.

Panorama sul Comune di Neive e sulla proprietà

Panorama sul Comune di Neive e sulla proprietà

La nostra protagonista ama visceralmente queste terre e ha trasmesso la stessa passione a suo figlio Simone: classe 1999, diplomato alla Scuola Enologica nel 2018, rappresenta la quarta generazione. L’impegno, la tenacia e la dinamicità innovativa dimostrate dalle “nuove leve” fa ben sperare per un futuro sempre più roseo. L’avventura in Casa Pelissero inizia grazie alla lungimiranza dei fratelli Giovanni e Giuseppe, con l’acquisto della Cascina Crosa dai Conti Cocito. Colui che più di tutti riuscì a consacrare la produzione del territo fu il figlio di Giuseppe, Pasquale, grande conoscitore delle vigne di nebbiolo che hanno reso celebre Neive e il Barbaresco, vino di punta dell’azienda.
L’Azienda produce 45.000 bottiglie e l’orientamento è rivolto agli autoctoni di langa tra cui dolcetto, freisa, nebbiolo, barbera, moscato e favorita; la quota rimanente è rappresentata da una piccola quota di sauvignon. Otto ettari di vigne a corpo unico attorno alla cascina. Percorrerla significa attraversare secoli di storia in cui la tradizione contadina ha lasciato segni indelebili sui tanti volti delle genti del posto. Dal cortile è possibile udire lo scoccare delle ore del campanile di Neive, facendo pochi passi inoltre si giunge ai filari del cru San Giuliano, una delle 66 Menzioni Geografiche Aggiuntive consentite dal disciplinare del Barbaresco. La famiglia Pelissero è proprietaria di un vigneto situato nella MGA sopracitata. La storica vigna di famiglia fu piantata negli anni Novanta da Pasquale: quattro ettari attorno ad un classico ciabot, ovvero una casetta in mattoni, o tufo, solitamente utilizzata dai contadini per custodire attrezzi agricoli o per ripararsi dalla pioggia.

Verso Crosa, Neive

Giunti in loco è possibile ammirare la statua di San Giuliano che dà il nome allo storico cru di Neive – Non c’è documentazione certa ma c’era già quando nacque mio nonno Giuseppe nel 1901. Era falegname, e fece la porta e le finestre del ciabot. Mi piace pensare che questa vigna e questo vino siano il legame che unisce le nostre quattro generazioni di contadini di Neive: da mio nonno a mio figlio Simone – queste le parole di Ornella Pelissero. Colline ben esposte, e con pendenze notevoli, dove nascono il Barbaresco Bricco San Giuliano e il Barbaresco Riserva Bricco San Giuliano, due vini fortemente voluti dalla nostra protagonista. Nel 2007, anno in cui viene a mancare Pasquale, l’azienda produce solo il Barbaresco Cascina Crosa, l’etichetta storica di Casa Pelissero. – Siamo rimasti produttori legati alla tradizione – aggiunge Ornella – utilizziamo solo botti grandi e classici metodi di fermentazione. Situato a 309 metri sul livello del mare, il comune di Neive è certamente il più esteso del comprensorio, 609,48 Ha di vigneto, di cui 275,23 dedicati al nebbiolo da Barbaresco; gli abitanti sono 3.279.

Vigne di Neive

Vigne di Neive

Le origini come in tutta la zona sono lontane, si parla di una famiglia gentilizia romana del primo secolo a.C., Gens Naevia, ovvero stirpe di Nevio, da qui il nome Neive. Attorno al 1190 divenne comune, ed il suo territorio venne conteso ed influenzato dalle due città storicamente rivali, Asti ed Alba. Il Castello di Neive già nel XIX secolo fu stimato in tutta la nazione, grazie anche all’opera dell’enologo francese Luois Oudart, che si trasferì definitivamente e cominciò a realizzare vini di qualità notevole per l’epoca. Il comprensorio vitivinicolo del Barbaresco DOCG, costituito dal comune omonimo, Treiso, Neive e una parte della frazione San Rocco Seno d’Elvio nel comune di Alba, geologicamente parlando ha avuto origine nel Miocene; un po’ come tutta la Langa. Il suolo risulta compatto e solido e deriva dal ritiro del Mare Padano, si parla di circa 16 milioni d’anni fa. Il terreno è caratterizzato prevalentemente da argille, marne calcaree, marne bluastre, ma anche tufo, sabbie e gessi solfiferi; come per i più grandi territori vitivinicoli al mondo, la sovrapposizione e l’alternanza di questi strati fa sì che le viti regalino vini di grande complessità, eccellenza e notevole finezza, unite a corpo e struttura.

Vini Pasquale Pelissero

Lascio un’altra volta la parola ad Ornella perché i suoi ricordi sono significativi a mio avviso, testimoniano un atteggiamento, e un’attitudine se vogliamo, che in Piemonte spero non vada mai persa: “Sono cresciuta correndo tra i filari: il profumo del vino, della terra e dell’uva sono impressi nella mia memoria di bambina. Se c’è un ricordo, sono gli occhi di mio padre: si illuminavano quando era in vigna. Prendere in mano la sua eredità non è stato facile. È stato un lavoro impegnativo che ha richiesto tanto impegno“. Nelle prossime pubblicazioni dedicate alla famiglia Pelissero entreremo ancor più nel dettaglio, analizzando da vicino le vigne, i cru, e le peculiarità del comune di Neive e dei vini prodotti da Ornella e Simone.

Andrea Li Calzi

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Dolcetto d'Alba Cascina Crosa2022da 8 a 11 euro@@@
Barbera d'Alba Anna2021da 11 a14 euro@@@@
Langhe Nebbiolo Simone2022da 12 a 15 euro@@@

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