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Barbaresco Bricco San Giuliano 2020

Barbaresco Bricco San Giuliano 2020 Pasquale PelisseroDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2024


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: PASQUALE PELISSERO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 29 a 35 euro


Non poteva mancare, in chiusura, un Barbaresco in Casa Pelissero. La storica Azienda di Neive, l’inizio dell’attività vitivinicola è datata 1921, oggi è nelle mani di Ornella coadiuvata dall’impegno e dalla serietà di suo figlio Simone. Non stiamo parlando di un Barbaresco qualunque, con tutto il rispetto per i Barbaresco qualunque – ammesso che esistano – l’etichetta in questione rimanda al cru San Giuliano di Neive, una delle 66 MGA (Menzioni Geografiche Aggiuntive) consentite dal disciplinare di produzione.
Nata da una frammentazione della menzione Gallina, con la statua dell’omonimo santo ubicata nel ciabot in cima al bricco, è da sempre una vigna (25 anni d’età) letteralmente venerata dalla famiglia Pelissero. Esposta a sud-ovest, a 300 m s.l.m. e ricca di marne e calcare, gode di pendenze notevoli; la resa è pari a 5000 ceppi/ha. In cantina si parte da una pigiadiraspatura soffice a temperatura controllata, la fermentazione dura 10-15 giorni dopodiché si effettua la malolattica; segue un affinamento di 2 anni in botti di rovere francese da 25 – 30 hl più sei mesi in vetro prima della messa in vendita. Vengono prodotte 8.000 bottiglie l’anno.
Il Barbaresco è a mio avviso il vino di Langa che in questi ultimi anni sta reggendo meglio l’aumento delle temperature, pur con qualche difficoltà s’intende. Ritrovo il più delle volte, soprattutto a livello gustativo, l’essenza dell’uva nebbiolo: freschezza, slancio, sapidità ed eleganza di beva. In poche parole, ho già descritto il Bricco San Giuliano 2020, figlio di un’annata definita ottima con vini che presentano le caratteristiche ideali per raggiungere un lungo invecchiamento.
Granato di media trasparenza con unghia color mattone, al naso squaderna tutta una serie di frutti rossi, tra cui ribes, lampone e arancia rossa sanguinella, gli stessi che aprono le danze. Con lenta ossigenazione erbe officinali, grafite, liquirizia, pepe nero e noce moscata.
Il tannino in questa fase è mordente, avverto un equilibrio ancora parzialmente inespresso; è più che normale tuttavia considerando la giovane età. Un vino in divenire dotato di carattere e stoffa. Quattro chiocciole ad un passo dalla quinta. Riguardo l’abbinamento ho optato per una guancia di manzo brasata al Barbaresco, con purè di patate e cipolle borettane caramellate.

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