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Sorsi di birra

Tripel Karmeliet

Stile
Titolo alcolometrico
Birrificio
Formato
Prezzo

Strong belgian ale
8%
Brasserie Bosteels
0.75 cl
B (da 5,01 a 7,50 Euro)

Birra Tripel Karmeliet - Brasserie BosteelsSi tratta di una birra prodotta con tre cereali (orzo, frumento e avena) sia maltati che crudi. Viene realizzata con tecniche moderne seguendo, però, una ricetta, risalente al 1679, dei monaci carmelitani (da cui il nome) dell’Abbazia di Dendermonde. Non lasciatevi ingannare dall’indicazione “tripel” che solitamente viene impiegata per le trappiste di elevata gradazione alcolica ma assolutamente non così zuccherine. La Tripel Karmeliet è, infatti, una birra decisamente dolce che risulta, all’assaggio, leggermente squilibrata anche dal punto di vista alcolico.
L’aspetto è dorato carico con una schiuma abbondante e cremosa. Al naso emerge in maniera predominante l’aroma intensamente maltato. Si percepiscono sentori di frumento, speziati (di vaniglia) ed erbe aromatiche (di alloro). Il fruttato è riconducibile agli agrumi canditi (limone ed arancia) purtroppo sacrificato dal punto di vista della freschezza perché tende ad essere prevaricante una marcata nota di miele, distillato e confettura di frutta gialla. Anche al gusto ritroviamo le stesse sensazioni di malto ed alcol. La progressione nel bicchiere diventa, così, piuttosto pesante e poco dinamica. Non trova nel finale il giusto guizzo per risollevarsi, buona da assaggiare ma difficile da bere andando oltre un primo generoso bicchiere. L’abbiniamo a formaggi grassi e sapori decisi. Sfiora solo le tre chiocciole.
Voto: @@

 

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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