Quando a Montepulciano parlano i Nobili
All'Anteprima 2026 il focus su 2023, Riserva 2022 e annate precedenti

Sabato 14 e domenica 15 febbraio, presso la Fortezza Medicea, si è svolta l’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano 2026, dove sono state presentate le nuove annate a un folto panel di degustatori professionisti; le aziende partecipanti erano ben 57, un numero record con diversi nuovi ingressi. Un’occasione per valutare il Nobile 2023 e la Riserva 2022, più i consueti assaggi di annate precedenti.
Sono passati quasi 25 anni da quando ho iniziato a partecipare alle anteprime toscane, durante i quali ho visto tanti cambiamenti, nuovi ingressi, denominazioni che si sono staccate e viaggiano per conto loro, mode che finiscono e mode che nascono, territori che si evolvono, altri che faticano a vedere nuove strade, ma tutti sono ormai consapevoli che il clima è un elemento che incide in modo sempre più pesante sull’agricoltura, quindi anche sulla viticoltura.

Sapere interpretare un’annata, nonostante l’esperienza acquisita in tante vendemmie, diventa sempre più complesso e l’aiuto delle tecnologie in vigna, di strumentazioni che garantiscano un controllo sempre più capillare delle condizioni delle piante prende sempre più piede, per necessità. Sapere biologicamente le condizioni del terreno, analizzare l’aria, verificare l’umidità, cogliere i primi segni di un attacco parassitario, sono strumenti che aiutano sicuramente a scegliere meglio quando nutrire, se, quando e quanto trattare, quando vendemmiare e via discorrendo.

Poi c’è la cantina, il luogo dove forse incidono maggiormente le scelte del produttore, dove le differenze si accentuano e si determina il vino che verrà, dove a volte devi tentare di correggere qualcosa che è venuto a mancare prima. Differenze che spesso percepisci negli assaggi: un’azione leggera che cerca di non sovrastare quanto la natura ci ha messo a disposizione, una mano più decisa per ottenere un vino che abbia una maggiore spinta, una carica espressiva più marcata. La presenza più o meno evidente del legno, la ricerca di eleganza più che di potenza. Ognuno ha la propria visione ed è giusto così, l’importante è che ogni annata mantenga le proprie differenze.

La 2023, climaticamente, non è stata un’annata facile: l’autunno e l’inverno hanno portato abbondanti piogge (oltre 400 mm., di cui 73 a gennaio, 47 a febbraio e 47 a marzo), utili come riserva idrica per affrontare la nuova stagione; il sangiovese ha iniziato il germogliamento a fine marzo, il forte calo termico avvenuto tra il 4 e l’11 aprile (con temperature che a valle sono scese più volte sotto lo zero) lo ha rallentato, la crescita è rimasta moderata fino a tutta la seconda decade di maggio, poi le temperature si sono fortemente alzate producendo una immediata accelerazione del processo, grazie anche alle riserve idriche e all’elevata umidità relativa. Tra la fine di maggio e il 12 giugno si è svolta la fioritura. Ed è in questa fase così delicata che sono sorti i primi problemi; infatti, le frequenti piogge avvenute nelle ultime due decadi di maggio (12-15 giorni a seconda delle zone) e altrettanto importanti nella prima metà di giugno, hanno favorito l’attacco peronosporico sull’apparato fogliare.

Va detto che c’è stata difformità nella distribuzione delle piogge; pertanto, ci sono stati vigneti che hanno sofferto particolarmente l’attacco fungino e altri meno. In questo contesto l’intervento in vigna è stato estremamente complesso, gli interventi con i mezzi meccanici erano quasi sempre ostacolati dalle frequenti piogge che rendevano il terreno inagibile, i momenti per poter trattare con i fitofarmaci erano rari e brevi, inoltre l’eventuale pioggia successiva all’intervento ne riduceva l’efficacia. Proprio per queste ragioni le perdite causate dal patogeno, in alcuni casi hanno superato il 50% della produzione potenziale.
Nel mese di luglio è iniziata la fase calda, con temperature costantemente superiori ai 30 °C e punte oltre i 35 °C, la quantità di pioggia ha di poco superato quella di febbraio e marzo (47 mm.), ma si è concentrata in soli tre giorni (51 mm.).
Ad agosto il caldo è continuato ma verso la fine del mese le temperature massime hanno raggiunto i 40 °C, l’invaiatura si è svolta tra il 5 e il 15 del mese. Le temperature estive si sono protratte fino a metà settembre, senza mai superare i 30 °C; la maturazione è stata rapida nella prima fase, mentre dopo il 15 settembre ha subito un rallentamento; nel complesso, nonostante l’annata calda e piovosa, nelle zone migliori si è raggiunta una maturazione tecnologica e fenologica soddisfacenti. La vendemmia è stata effettuata tra l’ultima decade di settembre e la prima di ottobre.

Una brutta annata? Assolutamente no, quantitativamente ridotta ma qualitativamente più che buona, poiché è stata operata una cernita dei grappoli sia in vigna che in cantina, consentendo di portare in pressa solo uve sane e giustamente mature.
Allora dov’è il problema? Un problema c’è, ed è dato proprio dal fatto che a causa di questi cambiamenti climatici è sempre più frequente trovare vini con minore freschezza, maggiore sensazione di frutto molto maturo, un’alcolicità importante, in contrasto con un tannino ancora non del tutto integrato e a volte percezioni vegetali o amarognole sul finale (al netto di legni in alcuni casi ancora non integrati).
Aiuterebbe non poco uscire un anno più tardi, proprio per consentire a buona parte dei vini di scrollarsi di dosso quelle disarmonie che in questo momento non ne favoriscono la migliore espressione. Ciò nondimeno ci sono non poche punte d’eccellenza, a testimoniare che l’annata, se è stata ben interpretata, ha molte carte da giocare.
LA DEGUSTAZIONE
– 2023 –
Le Bèrne: naso un po’ etereo, ciliegia sotto spirito, fragolina di bosco, visciola, amarena, viola appassita, balsamico; sorso coerente, in via di assestamento, buona trama tannica, finale leggermente amaricante.
@@@@ (89/100)
Avignonesi: attacco molto floreale, iris, viola, rosa, ciliegia, si apre sempre di più su note di erbe aromatiche, prugna, macchia mediterranea; al palato ha buona freschezza, dinamico, progressivo, molto elegante, con un tannino praticamente risolto.
@@@@@ (92/100)
La Ciarliana: rubino scuro, concentrato, trama olfattiva con note di prugna matura e toni dolci, spunti pepati; al palato mostra una struttura importante ma ben gestita, uno stile riconoscibile, energia non del tutto libera di esprimersi.
@@@@ (88/100)

Boscarelli: rubino di buona trasparenza, non concentrato, si esprime fine, con una bella trama fruttata, soprattutto ciliegia e lampone, anche rosa, piacevoli effluvi agrumati; al palato si sente che è ancora molto giovane ma la materia è ottima, buona risposta fruttata, intenso e suggestivo, parla sangiovese, è un vino luminoso, salirà ancora.
@@@@@ (93/100)
Fattoria Svetoni: rubino classico, si apre poco alla volta mostrando un buon corredo fruttato, più maturo della media, non precisissimo, leggera macchia mediterranea, erbe aromatiche; al palato conferma una condizione irrequieta, soprattutto sul piano tannico ma non solo, finale leggermente amarognolo.
@@@@ (87/100)
Poderi Sanguineto I e II: rubino con venature granate, in progressione continua frutta e spezie, tabacco, grafite, liquirizia; all’assaggio rivela un tessuto di grande finezza, profondo e coinvolgente, ricco senza strafare, di esemplare bellezza, finale di notevole persistenza e fascino.
@@@@@ (94/100)
Il Molinaccio di Montepulciano “La Spinosa”: rubino medio, fragolina e ciliegia, rosa e cumino, molto fine e diverso da annate precedenti, anche floreale; in bocca stupisce per finezza e pulizia, si sente una mano più precisa che lo rende un vino particolarmente invitante, succoso, piacevolissimo.
@@@@@ (92/100)
La Braccesca: naso balsamico, si sente l’apporto del legno, una curiosa nota di rosmarino, poi pepe nero e noce; al palato conferma un contributo del legno che gli porta tannino aggiuntivo e una trama meno sciolta e aperta, con finale decisamente amarognolo.
@@@@ (86/100)
Le Bertille: fatica ad aprirsi, emerge una componente agrumata interessante di arancia rossa, poi melagrana e ribes; bocca freschezza, frutto che ritorna sempre con questa traccia agrumata, c’è una pulsione interna che promette un futuro sempre più interessante.
@@@@ (90/100)
Lunadoro “Pagliareto”: rubino cupo, naso altrettanto concentrato, molto estrattivo, frutto quasi in confettura, oliva nera al forno; la trama gustativa dà l’impressione di un vino ancora ingabbiato, dove il sangiovese fa un po’ fatica ad esprimersi.
@@@@ (87/100)
Manvi “Arya”: rubino di buona finezza, naso appena maturo, leggero incenso, ciliegia matura e fragola; al palato è ancora un po’ sbilanciato da un tannino non del tutto smussato, buona espressione fruttata, sfumature di cacao nel finale.
@@@@ (88/100)

Vecchia Cantina di Montepulciano “Cantina del Redi”: naso meno impreciso che in passato, qui il frutto emerge con chiarezza, polputo e stimolante, soprattutto prugna disidratata e amarena tostata, venature di erbe aromatiche; al palato non è del tutto rifinito, deve assestarsi, note di resina, tannino non fastidioso, un po’ di affinamento in bottiglia in più gli farà bene.
@@@@ (87/100)
Poliziano: rubino luminoso, buona espressione di frutto, prugna e ciliegia nera, poi erbe aromatiche e spunti pepati; c’è un progressivo cambio di rotta in quest’azienda, rispetto al passato il vino è più snello, maggiore scioltezza e bevibilità; al palato non è pacchiano, ha buona tessitura, tannino rifinito, buon ritorno fruttato, sapido e persistente.
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Marchesi Frescobaldi – Tenuta Calimaia: rubino intenso, naso spinto, molto fruttato di fragola, amarena e mirtillo, dolce, boisé; al palato mostra una trama altrettanto intensa, c’è freschezza, tecnicamente ineccepibile, ma un sangiovese meno “incapsulato” ne guadagnerebbe in personalità.
@@@@ (88/100)
Talosa “Alboreto”: rubino-granato di una certa profondità, naso maturo e anche boisé, si sente la ciliegia in confettura, il ribes nero; al palato ha ancora legno da smaltire, il frutto c’è, ma è un vino che ha bisogno di tempo per esprimere la propria natura.
@@@@ (87/100)
Tenuta Abbadia Vecchia: granato con ricordi rubini, naso un po’ impreciso, leggero frutto, fiori secchi, toni dolci, prugna, leggero pepe; l’assaggio rivela una trama ancora in divenire, alcuni contrasti da livellare e un sorso che si contrae a fasi alterne.
@@@@ (86/100)
Tenuta Aliotti “Conte Niccolo”: granato intenso, inizialmente emerge il legno, poi si libera verso un frutto compatto ma poco delineato; al palato offre la stessa visione, un tessuto non del tutto a fuoco ne riduce la serbevolezza; da rivedere in futuro.
@@@ (84/100)

Guidotti: granato classico, bella espressione di ciliegia, lampone maturo, spezie, si sente che ha molto da offrire e lo farà sicuramente; al palato conferma di avere le componenti necessarie per un futuro generoso, dalla freschezza alla tannicità nobile, aspetterei ancora altri 6 mesi.
@@@@ (90/100 a salire)
Tenuta di Gracciano della Seta: naso dall’impronta speziata, si schiude poco alla volta rivelando anche un bel frutto e un incedere che accalappia i sensi; al gusto ha giusta freschezza, finezza, buona progressione, non raggiunge i vertici di altre annate, ma è una delle migliori espressioni della 2023.
@@@@@ (92/100)
Raspanti: azienda di cui non ho memoria passata, pertanto il mio giudizio non ha possibilità di confronto con altre annate; qui ho trovato un vino poco preciso, anche con qualche eccesso di volatile; in bocca conferma che le sue componenti devono ancora amalgamarsi, il tempo potrebbe aiutarlo, ma ripeto, non ho riferimenti precedenti.
@@@ (84/100)
Tenuta Fontenuova: rubino luminoso, prugna, ribes nero, ciliegia, leggero mirtillo, spezie interessanti, effluvi balsamici; pur rivelando equilibri ancora non raggiunti, profila una trama di assoluto interesse, freschezza netta e un tannino importante ma con i bordi smussati, crescerà sicuramente.
@@@@ (90/100)
Tenuta Poggio alla Sala: a mio avviso è ancora marcato dal legno, sia al naso che al palato; rispetto ad altre annate qui mi sembra soffrire di più qualche imprecisione stilistica, la materia c’è, così come le sensazioni di frutto maturo, ma è ancora imbrigliato e non rivela appieno la sua identità.
@@@ (85/100)
Crociani: rubino granato medio, naso generoso, bella espressione di frutto, fragola e un guizzo agrumato, ciliegia matura, c’è anche la viola; al palato, nonostante l’estrema gioventù dovuta anche all’annata, rivela una materia di notevole fascino, succosa e non esente da freschezza, con un finale che promette ancora di più di quanto già offre.
@@@@@ (93/100)

Tenuta Tre Rose “Santa Caterina”: rubino luminoso, naso di buona finezza, rosa, ciliegia, mirto, leggere erbe aromatiche; al palato è un po’ contratto con finale leggermente amarognolo, c’è buona risposta fruttata, acidità e tannino in via di integrazione, è la conferma di un’annata che ha bisogno di tempo per rivelarsi completamente.
@@@@ (88/100 in salita)
Bindella – Tenuta Vallocaia Selezione “I Quadri”: l’unica selezione presentata, che conferma di avere le basi per reggere bene anche un’annata come la 2023; bella espressione fruttata, ciliegia, fragolina di bosco matura, cenni di cipria; al palato ha freschezza, slancio, buona spinta fruttata, giovane ma promettente, finale succoso e persistente, affatto monocorde.
@@@@@ (92/100)
RISERVA 2022 (dell’andamento climatico dell’annata potete leggere qui)
Crociani: naso con un frutto ben espresso, ciliegia piena, anche prugna, arancia sanguinella, cenni ematici; bocca succosa, coinvolgente, dinamica, fresca, perfettamente integrata, eccellente materia, persistente e fine; la sua forza è nell’avere volume senza farlo sentire.
@@@@@ (94/100)
Bindella – Tenuta Vallocaia “Vallocaia”: preciso, prugna e ciliegia, liquirizia e balsamicità; al palato è coinvolgente, con buon equilibrio della materia, tannino ben gestito, in progressione, finale coinvolgente, cenni di pepe bianco e sale.
@@@@@ (92/100)
Manvi “Ojas”: lo stile di Puru e Sudha Manvi emerge sempre, anche qui il naso è un po’ rotondo, frutto tornito, affiora la viola, anche l’iris, cenni di pepe nero; all’assaggio c’è sempre questo gioco tra legno e materia, meno che in passato; a mio parere Puru sta cercando il giusto compromesso per rendere il vino appetibile ma senza spersonalizzarlo.
@@@@ (89/100)
Boscarelli: la finezza è un po’ il marchio di fabbrica di Nicolò e Luca, sto ancora aspettando di scoprire se c’è un solo Nobile poco interessante di quest’azienda. Le sensazioni olfattive sono invitanti, tornito da spezie dolci e arancia, ciliegia nera e prugna; elegante e fresco, profondo senza avere la pesantezza di certe riserve, ha classe e una capacità evolutiva sopra la media.
@@@@@ (93/100)
Canneto: materico, balsamico, molto frutto e tracce boisé ancora evidenti, cenni d’incenso; corpo deciso, del resto è una riserva, toni un po’ austeri e non del tutto liberi.
@@@ (85/100)
Le Bèrne: rubino granato profondo, frutto maturo e rotondo, prugna e amarena, cenni floreali; al palato ha materia, tannino ancora difficile nonostante il frutto maturo, c’è buona freschezza e possibilità di aprirsi meglio nei prossimi mesi.
@@@@ (87/100)
Tenuta di Gracciano della Seta: frutto maturo ma non arriva alla confettura, mirtilli e more, un po’ meno elegante del solito, cenni di zenzero; la trama tannica è ancora un po’ in tensione, buona vena acida e generoso ritorno fruttato, finale di grande persistenza.
@@@@@ (91/100)
Lunadoro “Quercione”: stranamente vegetale, poi arrivano cenni fruttati (pochi), più cerfoglio e cumino, zenzero; bocca non del tutto risolta, tratti atipici e un po’ spiazzanti.
@@@ (84/100)
Tenuta Abbadia Vecchia: naso dolce e gentile, speziato, frutti di bosco; al palato è leggermente acidulo e asciugante, ciò è dovuto a una materia modesta, poco da riserva, pertanto il sorso appare nervoso, non ancora in equilibrio.
@@@@ (87/100)
Carpineto: all’olfatto è ancora evidente il contributo del legno, c’è una maturità spiccata nel frutto scuro, corredato di spezie piccanti; non convince l’assaggio per una materia poco scorrevole, dai toni in parte evoluti, il frutto è scuro, corredato da note di tabacco e spezie.
@@@@ (86/100)

Tenuta Fontenuova: naso fresco, si sentono rosa e ciliegia, resina, arancia rossa; al palato ha freschezza, buona espressione di frutto, molto fine e piacevole, sangiovese in evidenza, bel vino dalla beva che ti conquista, bravo Giuseppe Raspanti!
@@@@@ (93/100)
Marchesi Frescobaldi – Tenuta Calimaia: si può discutere su uno stile un po’ troppo mirato, indirizzato, ma sul piano tecnico c’è poco da recriminare. Questa riserva è fatta bene, ha un legno ben dosato, frutto nitido (mirtillo e ciliegia matura); al palato è misurato, tannino quasi setoso, c’è rotondità, una dolcezza che non appesantisce; potrebbe andare oltre una certa prevedibilità? Certo.
@@@@ (90/100)
IL MEGLIO DELLE ANNATE PRECEDENTI
– 2022 –
Il Macchione: ciliegia, spezie, macchia mediterranea; un vino di sostanza, con un sorso pieno, fine e coinvolgente, sorretto da un’ottima acidità.
@@@@@ (92/100)
Podere Tiberini “Podere Le Caggiole”: inizialmente leggermente compresso, il frutto è sotto che cerca di emergere, poi decide di svelarsi ed ecco ciliegie e fragole in bella mostra, felce e resina di pino; in bocca è notevole, eccellente materia, estratta benissimo, freschezza viva e frutto piacevolissimo, beva trascinante.
@@@@@ (94/100)
De’ Ricci: ciliegia, gelso, spezie fini; fresco, fruttato, fine, molto piacevole, lungo, succoso, sapido, quasi irresistibile.
@@@@@ (93/100)
Il Conventino: naso di frutto appena maturo, ciliegia nera, pepe, ricordi di rosa gialla e salvia leucantha; al palato ha una viva freschezza, slancio, frutto che ritorna pieno e corredato da una buona venatura speziata, finale corroborante, non stanca neanche un po’.
@@@@@ (91/100)
Godiolo: prugna, amarena, manto speziato; in bocca è leggermente contratto ma ha una materia interessante che può sviluppare molto bene, frutta e spezie ritornano in compagnia di un tannino quasi vellutato.
@@@@@ (91/100)
La Combàrbia: crescono i vini di Gabriele Florio, il contributo di Giuseppe Gorelli sta dando i suoi frutti. Qui abbiamo un bouquet di assoluto interesse, con note di rosa damascena, ciliegia, melagrana e cenni pepati; al palato ha freschezza, progressione, il frutto è quasi masticabile, sa tanto di sangiovese.
@@@@@ (93/100)
Avignonesi Selezione “Poggetto di Sopra”: piccoli frutti, rosa, ciliegia, agrumi, buona ampiezza espressiva, balsamicità naturale, cenni di cardamomo; bocca coerente, fresca, dinamica, slanciata, elegante, bell’allungo senza asperità, c’è una buona energia.
@@@@@ (94/100)
– 2021 –
Palazzo Vecchio “Maestro”: una versione che mi sembra centrata, profuma di frutti di bosco e ginepro, anice stellato e leggera mentuccia; al palato ha altrettanta freschezza, piacevole, lineare, balsamico, mentolato, invita a berne.
@@@@ (90+/100)

De’ Ricci Selezione “Soraldo”: attacco molto fine, tanto floreale e con un bel frutto tornito, lampone maturo; bocca coerente, fresca, elegante, molto sangiovese, davvero bello.
@@@@@ (94/100)
Contucci Selezione “Mulinvecchio”: speziato, minerale, molto fine; al palato ha classe, struttura perfetta, ottima trama tannica, succoso e lungo, piacevolissimo, parbleu!
@@@@@ (94/100)
Villa S. Anna Selezione “Poldo”: buona definizione di frutto, ciliegia, fragolina di bosco, mela Red Moon; fresco, leggermente contratto, fine, non complesso quanto al naso ma si aprirà con il tempo.
@@@@@ (92/100)
Poderi Sanguineto I e II Riserva: il re della giornata, ciliegia, arancia sanguinella, ma anche prugna, spezie delicate, humus; bocca ricca, intensa, tannino perfetto, freschezza, che classe! Incredibile, lungo, pieno, articolato, tanto completo quanto trascinante nel sorso, unico, grande carattere, si riconosce tra mille.
★ (97/100)
– 2020 –
Luteraia: prugna e ribes nero, oliva, pepe; al palato ha una buona rotondità, freschezza integrata, legno che smussa senza appesantire, finale di liquirizia e spezie, rimanendo scorrevole. Ne emerge un vino che sa farsi apprezzare senza remore.
@@@@@ (92/100)
Montemercurio “Messaggero”: bouquet non solo fruttato, emergono baccello di vaniglia, alloro, ginepro, leggera liquirizia; al palato ha materia, profondità, tannino rifinito, buona freschezza, finale lungo e ampio.
@@@@@ (93/100)
– RISERVA 2020 –
Palazzo Vecchio: piccoli frutti maturi, ciliegia e fragolina, pepe; gusto appena dolce ma piacevole, buona freschezza e progressione, il frutto si esprime molto bene, la chiusura è speziata e piacevole.
@@@@ (90+/100)
Roberto Giuliani




