L’Associazione Produttori del Ruché presenta i vini del territorio (seconda parte)
Fotografie di Danila Atzeni

Prima di dar seguito alla seconda parte dell’articolo dedicato ai vini del territorio e promossi dall’Associazione Produttori del Ruché (la prima parte la trovate qui), è doveroso da parte mia e della redazione di Lavinium, rendere omaggio a una donna speciale che ha contribuito immensamente alla crescita di questo territorio vitivinicolo piemontese in provincia di Asti. Lidia Bianco si è spenta a 78 anni lo scorso dicembre: sindaca di Castagnole Monferrato (AT) per 25 anni, donna d’immensa cultura, il suo impegno – giorno dopo giorno – l’ha riservato con tanto amore alla valorizzazione del vino locale e alle tante bellezze del territorio. Assieme a Don Giacomo Cauda, altro personaggio chiave della storia del Ruché, grazie a una visione d’insieme lungimirante pose le basi per il successo enologico internazionale del suddetto vino. Attorno alla fine degli anni Settanta i nostri due protagonisti, fianco a fianco, si impegnarono enormemente per la rivalutazione qualitativa del vitigno, progetto che nel 1987 vide come traguardo l’ottenimento della DOC. Oggigiorno il Ruché di Castagnole Monferrato viene prodotto in sette comuni dell’astigiano e nel 2010 ha ottenuto la DOCG.

Ruché di Castagnole Monferrato Fiurin 2020 Goggiano
Situata a pochi chilometri da Asti, nel comune di Refrancore, la Cantina Goggiano nasce nel 1951 per mano di Giuseppe, l’impostazione è quella di una piccola quanto attiva Azienda a conduzione familiare, tale lungimiranza è dimostra ampiamente dall’investimento fatto nei confronti del Ruché. Oggigiorno Michelangelo Goggiano continua il viaggio intrapreso dal padre con la stessa dedizione, implementando il contatto diretto col cliente e tutta una serie di attività molto importanti per lo sviluppo della Cantina. Il Fiurin 2020 si distingue per agilità e succo pur conservando doti di profondità, tanto al naso quanto al palato. Dapprima floreale, intenso, squaderna spezie dolci e un respiro balsamico leggero e stimolante. Timbro gustativo notevole, freschezza e rotondità ben bilanciate, media persistenza.

Ruché di Castagnole Monferrato Nobilis 2018 Tenuta Montemagno
Al timone di questa solida Cantina di Montemagno (At) troviamo Tiziano Barea, presidente dell’Azienda, coadiuvato da uno staff di assoluto livello capitanato da Gianfranco Cordero, enologo che collabora costantemente al progetto e che negli anni, assieme al suo team, è riuscito a conquistare importanti traguardi nazionali. Ho già recensito il Ruché di Castagnole Monferrato Nobilis 2018, circa 10 mesi fa, oggi trovo un frutto più carnoso, maturo, la spezia dolce è integrata con disinvoltura nel bouquet che rimane principalmente floreale, elegante e di assoluto livello; la distensione gustativa è notevole così come l’allungo finale incentrato su profonda sapidità e succo. Gran bel vino che tanto avrà da raccontare anche in futuro.

Ruché di Castagnole Monferrato Primordio 2020 Amelio Livio
L’azienda Amelio Livio nasce agli inizi del ‘900, bisogna arrivare sino all’84 perché la stessa prenda il nome dell’attuale proprietario. Amelio ha elevato parecchio lo standard qualitativo dei vini prodotti e il futuro di questa Cantina andrà sempre più verso questa direzione: Daniela, sua figlia, ha conseguito il diploma di enotecnica nel 2012, la sorella Arianna, diplomatasi geometra, ha scoperto successivamente una grandissima passione per la vigna. È un’impresa a carattere prettamente familiare, anche Marisa, moglie di Livio, negli ultimi anni ha dato un grosso contributo. Il territorio è quello di Grana (AT), comune inserito a pieno titolo nel disciplinare di produzione del Ruché. Il Primordio 2020 ha un respiro agile e spigliato, il floreale nitido e fresco rimanda molto al vitigno, la spezia dolce cesella l’insieme mostrando un’appartenenza al Ruché lodevole e incentrata su pepe nero, cannella e chiodo di garofano; amarena matura e terriccio bagnato chiudono il quadro olfattivo. In bocca non vanta una struttura da Mike Tyson fortunatamente, scivola con disinvoltura richiamando il dolce del frutto, una buona spalla acida e media persistenza.

Ruché di Castagnole Monferrato 2019 Bava
Cocconato è un piccolo borgo incantevole in provincia di Asti che, oltre ad essere noto per la squisita robiola che prende il nome del suddetto comune, rappresenta la sede storica della famiglia Bava. L’azienda alleva vigne in questo territorio sin dal 1600, ma è solo nel 1911 che costruisce tra queste stupende colline arroccate la sua prima cantina, inserita magnificamente nel contesto rurale. Ai giorni nostri ben 50 ettari di vigneti rappresentano il patrimonio dell’Azienda che sviluppa il suo operato tra Monferrato e Langhe. Grande attenzione nei confronti della salvaguardia del territorio grazie ad un’agricoltura sostenibile ad impatto limitato sull’ambiente: sfalci d’erba e resti della potatura utilizzati come concimi naturali, i pali, rigorosamente in legno, provengono da foreste rinnovabili, inoltre si attua l’inerbimento tra i filari che prevenire l’erosione del terreno e facilità l’astensione dall’utilizzo di diserbanti. Il Ruché 2019 Bava gioca una partita vincente, in primis perché figlio di un’annata che sto apprezzando sempre più, trovo interessante il livello d’intensità di profumi e la complessità ben allineata al frutto maturo e mai esasperato. In bocca segue la stessa linea d’onda, succoso, rotondo, piacevolmente ammandorlato sul finale, godibile da solo e soprattutto in abbinamento a piatti della tradizione astigiana.

Ruché di Castagnole Monferrato Riserva Genesi 2016 Cantine Sant’Agata
Siamo giunti alla terza etichetta proposta da Cantine Sant’Agata di Scurzolengo (AT), le altre due sono inserite all’interno della prima parte dell’articolo pubblicato lo scorso 30 novembre. Non poteva che essere un cavallo di razza, una Riserva: Franco Cavallero, titolare della Cantina, crede moltissimo in questo vino, personalmente condivido pienamente l’idea di produrre una Riserva in un’annata tanto straordinaria, anche per sfatare il mito che il Ruché sia un vino da bere entro pochi anni dalla vendemmia. Frutto di un appassimento d’uve di circa quattro settimane e tre anni d’affinamento in botte, il Genesi 2016 lo dimostra ampiamente, con quel suo respiro austero, aristocratico, dove i ricordi floreali e speziati si confondono con effluvi minerali di sottobosco e grafite, continua su cacao e cuoio, confettura di frutti di bosco; in chiusura canfora. La vitalità si manifesta anche al palato, rotondità ma anche freschezza, succo, con un tannino setoso che non si arrende e rimane incollato al palato per diversi istanti; finale godurioso e ancora tanta strada davanti a sé.

Ruché di Castagnole Monferrato Vigna del Parroco 2019 Ferraris
La seconda etichetta presentata da Luca Ferraris, Presidente dell’Associazione Produttori del Ruché, nonché titolare dell’omonima Cantina, prende il nome dal piccolo vigneto ubicato nei pressi della Chiesa di Castagnole Monferrato, comune dove si trova anche la sua Azienda. Per gli appassionati di quest’ormai nota DOCG piemontese è un luogo di culto, perché nel 1964 Don Giacomo Cauda, parroco del paese anche considerato il padre del Ruché, piantò proprio da queste parti la prima vigna interamente dedicata alla suddetta cultivar, la più vecchia del comprensorio, da considerarsi vero e proprio CRU, unico, all’interno della denominazione. Luca Ferraris nel 2016 fu scelto per continuare a tramandare il messaggio del suo predecessore, dunque degustare l’annata 2019 ha per me un significato enorme, considerando l’attenzione che ho sempre dedicato alla storia di questo territorio. L’intensità e la pulizia del comparto floreale è notevole, rosa e viola si rincorrono incessantemente intervallate qua e là da noce moscata, grafite ed un frutto croccante, vispo. Lo stesso rimanda alla succosità dell’amarena, del ribes rosso su uno sfondo molto elegante dai richiami balsamici di mentolo ed eucalipto; classe da vendere ed evoluzione sempre incentrata sull’eleganza mai sull’intensità esasperata. Anche il palato non è da meno stilisticamente parlando, inizialmente morbido, rotondo, ha la capacità di capovolgere il registro gustativo in pochi secondi, opponendo freschezza e verticalità ad un insieme mai così definito, lineare, convincente, lunghissimo; grande vino.

Ruché di Castagnole Monferrato 2019 Prediomagno
L’Azienda Vitivinicola Prediomagno, frutto della passione e impegno di Emanuela Novello e suo marito Giovanni, è situata nel comune di Grana in provincia di Asti. La loro attività si estende anche a Montemagno (AT), ci troviamo in una zona indubbiamente vocata del Basso Monferrato, caratterizzata da dolci colline e una cultura agricola e soprattutto enogastronomica tra le più solide dell’intero Piemonte, soprattutto per quanto concerne la tradizione. L’avventura è iniziata con l’acquisto di una proprietà comprendente la stupenda Villa che risale alla fine dell’Ottocento dalla quale è possibile ammirare il castello di Montemagno caratterizzato da affascinanti merlature ghibelline. Innovazione e tradizione, questi i due comandamenti che riassumono la filosofia aziendale. Lo dimostra ampiamente il Ruchè di Castagnole Monferrato 2019 che al naso risulta pulitissimo ed è il risultato di un lavoro impeccabile in cantina, dalla profondità del sorso è altresì palese che anche in vigna si è lavorato bene; d’altronde la stessa è ubicata nel comune di Grana (At), posta su un terreno calcareo argilloso e ben esposta. Respiro mediamente intenso, l’esuberanza non sa cosa sia, è sottile nelle sfumature di legno di rosa, geranio selvatico e frutti di bosco maturi, continua su pepe rosa e un curioso accento di macchia mediterranea. Medio corpo, notevole impronta salina e freschezza ben bilanciata, impegna senza strafare, non vuole in nessun modo appesantire nonostante i 14% Vol.

Ruché di Castagnole Monferrato San Marziano 2019 Poggio Ridente
Poggio Ridente, Cantina avviata da Cecilia Zucca con sede a Cocconato (AT), prende il nome da un vigneto a conduzione biologica molto caro alla sua titolare. Da queste parti l’altitudine è significativa, ben 491 mt sul livello del mare, è proprio qui che si trova il cuore dell’Azienda. La stessa conta 20 ettari, di cui 13 vitati, dove la biodiversità è di casa: vigne, boschi e siepi, ma non solo. Le uve vengono allevate e vinificate per ora in regime biologico, un domani – secondo l’obbiettivo di Cecilia – potranno entrare a far parte della sfera biodinamica. Nel 2009, allo scopo di realizzare un obbiettivo sempre presente nella mente della nostra protagonista, entra a far parte del patrimonio aziendale un ettaro circa di vigneto nel comune di Viarigi (AT), condotto sempre in regime biologico; da tutto ciò nasce il Ruché “San Marziano” che fino ad ora ha regalato grandi soddisfazioni alla Cantina. Avvicinando il naso al calice sottili sfumature floreali catturano la mia attenzione, violetta e rosa rossa su una speziatura fine, continua, la stessa domina il registro lasciando spazio qua e là ad incursioni di ribes rosso, arancia rossa sanguinella, tabacco in foglie, cannella e menta peperita; eleganza e ritmo, cambia di continuo anche ad oltre mezz’ora dalla mescita. Palato snello, succoso, privo di pesantezza, alcol ben amalgamato alla materia e un finale sapido e mediamente intenso; la freschezza è in netto vantaggio e convince proprio perché implementa il concetto di bevibilità che in un buon Ruché non deve mai mancare.

Ruché di Castagnole Monferrato 2020 Garrone
Garrone Evasio & figlio, realtà vitivinicola di Grana (AT) è un’Azienda a conduzione prettamente familiare. Condotta da Marco e Dante Garrone con l’aiuto di Cinzia, la moglie del primo. La proprietà è di 12 ettari, distesi sulle colline del Monferrato astigiano, divisi tra i Comuni di Grana, Montemagno e Castagnole Monferrato. La Cantina è da sempre legata anima e cuore al suo territorio d’origine, proprio per questo per salvaguardare l’ambiente applica principi di viticoltura sostenibile che garantiscono il più basso impatto possibile. Tanti gli esempi, uno fra tutti: monitoraggio continuo delle condizioni idrogeologiche dei terreni che assicurano assenza di dilavamenti e dissesti che talvolta danneggiano enormemente l’equilibrio dell’ambiente. Gran parte dei vigneti è stata impiantata nel ventennio compreso tra gli anni Ottanta e Novanta, altri risalgono a un periodo successivo. Il Ruché di Castagnole Monferrato 2020, frutto di due vigneti diverse, ha un naso goloso, mediamente intenso, caratterizzato da frutti dolci-acidi quali ribes rosso, ciliegia, pesca noce, intervallati da rimandi floreali di viola e un ricordo di grafite, pepe nero e argilla bagnata. In bocca il sorso è succoso, slanciato, tannino dalla grana fine e rotondità che si avverte soprattutto post deglutizione; lascia un ricordo piacevole, non eccessivamente lungo ma impeccabile a livello di pulizia.
Andrea Li Calzi



