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La Recantina e il Montello Rosso, le tinte rosse delle colline asolane

Recantina

Non solo Prosecco nelle colline del Montello e dei Colli Asolani, il Consorzio Vini Asolo Montello tutela infatti una piccola produzione vinicola autoctona, la Recantina e il Montello Rosso, vino che dalla vendemmia 2011 ha ottenuto la DOCG.
Oggi la ricerca e la valorizzazione delle varietà e delle realtà autoctone ha sempre più peso, viste anche le crescenti richieste di un mercato attento all’unicità dei prodotti.
Così il Consorzio Vini Asolo Montello ha puntato i riflettori, oltre che sulla qualità e sulla specificità dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG, anche sulle varietà e denominazioni in rosso; parliamo dunque di Recantina e di Montello Rosso, quest’ultimo ottenuto dall’uvaggio di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e/o Carmenere e Merlot. Due rossi che con la forza e la tenacia dei produttori si stanno facendo spazio sul mercato, trovando sempre più consensi.
Vini, quelli dei Colli Asolani e del Montello, che nascono in un’area in cui è tutelata la biodiversità e dove la vite convive con le altre coltivazioni, in una alternanza di boschi e fonti d’acqua che ne disegnano l’unicità del paesaggio.

Cartello Asolo Prosecco

In occasione dell’ottava edizione dell’Asolo Wine Tasting, che si è svolto lo scorso maggio presso la sede di Palazzo Beltrami di Asolo, è stato possibile partecipare all’interessante Masterclass condotta dal presidente del Consorzio, Armando Serena (al momento dell’evento, ora, notizia freschissima, il nuovo presidente è Ugo Zamperoni, viticoltore di Maser e vicepresidente della Cantina Montelliana dal 2016, ndr), insieme al suo vice Franco Dalla Rosa. Durante l’incontro sono emerse le potenzialità sia del vitigno Recantina, sia della denominazione del Montello DOCG.
La Recantina è una varietà autoctona a rischio di estinzione, vitigno coltivato da quasi quattro secoli nel Trevigiano, praticamente scomparso all’inizio del Novecento e oggi recuperato grazie a un lungo lavoro di ricerca. Citata più volte da l’Agostinetti già verso la fine del Seicento, come una tra le migliori varietà del trevigiano, poichè “queste benedette uve recandine per il gran utile che rendono poiché fanno molta quantità d’uva fa vino buono e bello” e perché i vini con essa prodotti si conservano senza problemi.

Abbazia di Sant'Eustachio

Oltre l’attenzione prestata alla difesa dei vitigni locali e al recupero di cloni autoctoni, in piccoli vivai, va sottolineato l’impegno di un ristretto gruppo di giovani molto attivi nel Consorzio, che si sta adoperando in una continua ricerca che sperimenta e recupera proprio varietà e tradizioni antiche.
Negli anni cinquanta di Recantina non se ne trovava quasi più, solo un’azienda nel trevigiano ne conservava qualche esemplare, così se ne è iniziato lo studio e la moltiplicazione selezionando il biotipo Forner, fino a raggiungere la DOC.
Coltivato da una decina di aziende in scarsi 10 ettari totali, predilige i terreni magri, vista la sua natura vigorosa e produttiva. Per l’occasione è stato possibile assaggiare ben quattro campioni prodotti con questo vigoroso vitigno e in successione sei di Montello Rosso Docg.

Abbazia di Sant'Eustachio
Nervesa vista dal Monastero benedettino

Il Montello, come ricordato prima è prodotto con un uvaggio di vitigni di impronta internazionale, che come affermato da Serena, ben si sono adattati al clima locale e che in questi luoghi assume una sua sua spiccata personalità. Possiamo trovarlo nella tipologia Montello Docg e Montello superiore Docg, nel primo caso è previsto un affinamento di 18 mesi, mentre nel secondo si passa ad almeno 24. Il versante collinare composto da terreno argilloso, favorisce infatti la maturazione delle uve, dando vita a vini di grande spessore e armonia.
Prima di entrare nel vivo degli assaggi, merita menzione l’interessante storia di Ermenegildo Giusti, che dal 2000 dà vita alla Giusti Wine, recuperando un patrimonio paesaggistico e storico artistico davvero unico. Vissuto in Canada dall’età di 19 anni, ma di origine veneta, fa ritorno al suo paese natale, Volpago del Montello. La sua era una famiglia contadina e questa sua nascita agreste l’ha sempre portata nel cuore. Così una volta rientrato in Italia, decide di valorizzare al massimo il suo territorio e in prima battuta concorre alla valorizzazione della Recantina, nel pieno rispetto della sua storia e tradizione. Successivamente si impegna anche per la valorizzazione e il successivo restauro dell’Abbazia benedettina di Sant’Eustachio, situata nella storica cittadina di Nervesa, meglio nota come “Nervesa della Battaglia”, nome attribuito dopo le cruente battaglie del Piave della prima guerra mondiale.

Nervesa della Battaglia

Originaria di un primo insediamento monastico dell’XI secolo proprio sul panoramico colle che sovrasta, l’abbazia venne soppressa e sciolto il monastero, gli edifici furono ridotti a semplice luogo di culto. Nei primi anni del 1800 il colpo di grazia dovuto all’invasione napoleonica e al successivo palleggiare tra governo austriaco e Regno Italico. Infine le grandi battaglie della I guerra mondiale, tra il Piave ed il Montello, ridussero quel che restava ad un fatiscente ammasso di rovine. Un progetto ambizioso che, grazie agli accurati lavori di restauro iniziati nel 2012, le ha ridato dignità, fascino e vita; l’intervento ha riportato alla luce anche l’antico monastero benedettino, oggi sede di eventi, mostre e manifestazioni, un luogo unico per storia e paesaggio, circondato da bosco e vigne.

Vini in Degustazione

Sagrevit è tra le cantine più giovani della Denominazione, la sua Recantina Montello e Colli Asolani Doc 2017 ha una trama colorata non particolarmente fitta, esprime nuance di frutti di bosco e un sottofondo vegetale. Al palato si esprime con discreta eleganza e misurata potenza.

Bottiglie di Recantina

Si passa poi alla Recantina Montello e Colli Asolani Doc 2017 di Ida Agnoletti, anche qui la giovinezza del colore è espressa dalle tinte rubino e dai riflessi violacei; all’olfatto le tinte fruttare si fano più evidenti, senza dare accenno alcuno a note vegetali. Elegante e pulito al palato, dal tannino presente, dotato di buona freschezza e bevibilità.
Speziatura e balsamicità per la Recantina Montello e Colli Asolani Doc 2016, Giusti, un vino dove si succedono note di frutto e di tabacco, morbido e caldo al palato. Chiude la batteria la Recantina Montello e Colli Asolani Doc 2015, Pat del Colmèl, in questo caso le note boisé sono più integrate e armoniose. Tra i Montello Rosso Docg, risulta interessante il Montello Rosso Docg 2015, Martignago, siamo nel versante Sud, della collina, in un’area piuttosto calda e soleggiata; il vino esprime un frutto deciso all’olfatto, in particolare di ciliegia rossa, equilibrato, elegante e con un tannino ben gestito al palato.

Montello Rosso

Interessante anche il Montello Docg 2013 “Zuiter” di Montelvini, caratterizzato da un profilo olfattivo che suggerisce profumi freschi e balsamici. Vaniglia e tabacco ritornano in retrolfazione e al palato esprime morbidezza e freschezza.
Chiude la batteria il Montello Docg 2015 “Umberto Primo” di Giusti, campione in anteprima, che si distingue per le note di tabacco, che arricchiscono le suggestioni fruttate. Ancora bisognoso di affinamento, esprime ottime potenzialità.

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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