Maury Mas Amiel Vintage 2011

Anche nelle Barbagie sopravvive l’antica tradizione di vinificare in dolce alcuni tra i migliori grappoli del Cannonau, che ama tanto i territori più ardui e assolati dove riceve più forza e colore, un’uva focosa che in Spagna è chiamata Garnacha e nella Francia meridionale Grenache noir. Viene coltivata, infatti, nelle zone in cui piove soltanto d’inverno e che sono esposte al sole per più di 300 giorni l’anno. Il vento, che mantiene asciutte le bucce, è d’importanza fondamentale e non è un caso che le migliori doti organolettiche si sviluppino proprio nella Mancha, in Sardegna e nel Roussillon, terra francese sul tempestoso Golfo del Leone ai piedi dei Pirenei.
È proprio in quest’ultima che ci sono più di 2.500 ore di sole l’anno in un cielo perfettamente terso dai sette venti che lo attraversano, tra cui la benefica Tramontana. Il clima è mediterraneo e marittimo; a gennaio la temperatura minima in media è di 7°C e la media delle temperature giornaliere è di 9°C, mentre ad agosto la temperatura massima in media è di 26°C e la media delle temperature giornaliere è di 23,5°C. Le piogge, al massimo 650 mm l’anno di cui oltre 400 in inverno, sono bilanciate dai venti (una vera e costante benedizione) che puliscono i terreni e riducono le asperità delle zolle, ma soprattutto rendono velocissima l’evaporazione dell’acqua e l’asciugatura della pianta, delle foglie e degli acini, contribuendo alla difesa naturale dalle fitomalattie e dalle muffe alle quali il vitigno Grenache noir è particolarmente sensibile. Ecco perché qui ha trovato un ambiente ideale, proprio come nelle altre zone notoriamente ventose.
Si sa che quest’uva predilige i fianchi delle alture, dove produce vini forti e di colore intenso, poco acidi e meravigliosamente fruttati. Grazie alla sua naturale tendenza all’ossigenazione, è una varietà molto adatta per ricavarne grandi vini naturalmente dolci. Con le vendemmie precoci, anche se è già matura, dà vini di color porpora dai profumi variegati e complessi che ricordano gli aromi di tutti i frutti rossi. Le vendemmie tardive preferiscono invece una lunga elevazione in tini e botti (qualche produttore li tiene anche all’esterno degli edifici per sfruttare meglio le escursioni termiche tra notte e giorno) che conferiscono ai vini una capacità di conservazione in bottiglia praticamente sconfinata e una composizione di bouquet unica al mondo per l’ampiezza della gamma di aromi sprigionati in sequenza nei vari momenti della degustazione.
Ho assaggiato per la prima volta il Maury Mas Amiel a Cracovia nel 2003 ed era un Vintage 2000 prodotto da Grenache noir in purezza. Mi aveva particolarmente colpito per la suadente e crescente piacevolezza di aromi e sapori che cambiavano letteralmente da un goccio all’altro. Con l’aumento della temperatura nel calice, ma soprattutto per l’ossigenazione, liberava una tale complessità di aromi, sempre ben equilibrati eppure tanto distinti, da solleticare con armonia tutte le memorie e risvegliare ogni nota, una dietro l’altra con perfetta calma. Questa è una caratteristica che ho ritrovato in tutti i Vintage con l’etichetta viola che sono riuscito a degustare. Quello del 2005 è eccellente ancora adesso, ma esaurito, perciò suggerirei quello del 2011 che in questo momento, cioè molto giovane, ha un temperamento mediterraneo, focoso, sensuale.
Il colore è rubino intenso, scuro, e accompagna una paletta molto ampia di aromi che si liberano non tutti insieme, ma in successione. Mora selvatica, ribes nero, ciliegia scura Burlat, visciola, con note leggere di cacao e il pizzicorino del rafano. In bocca è succoso, ma fine, con la dolcezza del fruttato che sembra asciutta, oserei dire secca. Non molta acidità, una buona persistenza, un tannino ficcante, speziato, con un vago ricordo di fumo e di griglia. Il finale è gustoso, si avverte anche l’acacia e un tocco impalpabile di eucalipto. Tenore alcolico del 16% e zuccheri naturali residui per un centinaio di grammi al litro. Proviene dai fianchi collinari esposti a sud con terreni a pH acido e buon drenaggio, costituiti da sfaldamenti di scisto, ardesia e marna nera, ma di strato sottile (si trova la roccia già a 60-80 cm dalla superficie) e perciò molto lavorati per mantenere il buon drenaggio. L’età delle viti, allevate ad alberello (gobelet), è tra i 15 e i 35 anni. Resa media di 18 ettolitri per ettaro, densità tra 3.500 e 4.000 piante per ettaro. Vendemmia manuale fra l’ultima settimana di settembre e la seconda di ottobre. Doppia cernita manuale delle uve prima sulle stuoie e poi su tavola vibrante, poi diraspatura e pigiatura soffice.
Vinificazione in vasche di cemento vetrificato e poi di acciaio inox a controllo di temperatura. La fermentazione si fa a 25 °C e a metà circa si aggiunge al mosto un 5-10% di alcool etilico distillato da uve aziendali per non trasformare in alcool tutto lo zucchero naturale contenuto nell’uva che viene poi lasciata a macerare ancora da 15 a 20 giorni. La maturazione avviene in tini rabboccati spesso per limitare al massimo il contatto con l’ossigeno e procede in modo lento per 10 mesi fino all’imbottigliamento, senza filtrazione.
Domaine Mas Amiel si trova nella valle del fiume Agly, una trentina di chilometri a nordovest di Perpignan, in terra occitana, alle falde dei monti Corbières. È un mare di vigneti sotto le rovine del castello cataro di Quéribus, arroccato su un costone di roccia dolomitica, una zona brulla dai suoli scistosi e poveri. La tenuta si estende oggi su più di 220 ettari, di cui circa 170 vitati in oltre 130 parcelle, con viti di età anche oltre i 40 e i 50 anni. Fondata nel 1820, dal 1890 possiede una cantina storica con 30 grandi botti da 350 ettolitri in rovere austriaco per quelle riserve di vini dolci ossidati che devono invecchiare 20, 30, 40 anni, dopo una permanenza di 10 mesi nei tini e nelle botti (come i Vintage) e poi ancora un anno nelle oltre 1.000 bombonnes (damigiane) di vetro da 60 litri esposte all’aperto, prima di essere imbottigliate.
La proprietà, che apparteneva alla famiglia Dupuy dal 1907, è stata acquistata nel 1999 dall’energico magnate dei surgelati Olivier Decelle, che ne sta continuando il sogno. Si tratta di gente che sa amare la terra e preservare l’ambiente, infatti non usa il diserbo chimico, adotta la lotta ragionata ai parassiti e ha un ambizioso programma di ritorno progressivo a una fertilizzazione puramente organica, la nuova battaglia delle grandi cantine in Europa.
Mario Crosta
Domaine Mas Amiel
66460 Maury, FRANCIA
tel. +33.4.68290102, fax +33.4.68291782
sito www.masamiel.fr, e-mail caveau@lvod.fr



