Susanna Crociani e il suo Nobile vino

È sempre una bella esperienza incontrare Susanna (la foto non è mia ma è prelevata da Facebook), non solo perché fa dei vini stupendi, ma soprattutto perché è una persona con la quale fa proprio piacere stare in compagnia. Ne ha passate tante, chi la conosce lo sa, si è trovata a dover portare avanti l’azienda di famiglia tutta da sola, per l’improvvisa scomparsa del fratellone Giorgio. Lei, astemia, o almeno così credeva, ha dovuto rimboccarsi le maniche e imparare ad assaggiare il vino in ogni fase della sua evoluzione, non che non lo facesse anche prima, ma certamente erano occasioni più sporadiche, ora è un impegno pressoché quotidiano.
La sua devozione a babbo Arnaldo, scomparso 9 anni fa, il suo amore per Giorgio, la consapevolezza che in casa Crociani si possono fare grandi vini senza trucchi e scorciatoie, rispettando pienamente i disciplinari, con metodi assolutamente tradizionali e “puri”, sono stati la molla che le ha fatto decidere che l’azienda doveva andare avanti, per babbo e Giorgio, per questa terra ricca di storia e cultura, perché attraverso quei vini è come se la loro anima, le loro idee, la loro passione continuassero a vivere.
Il dolore non si può cancellare, né il vuoto che rimane dopo la perdita di persone care, ma si può lavorare per tramandare ciò che di buono hanno fatto e dato, per fare in modo che tutti, attraverso quei vini, possano conoscerli e percepire quella passione, quell’amore profondo che non mancano mai, si tratti del Nobile di Montepulciano, del Rosso di Arnaldo o del Segreto di Giorgio, un vino che aveva in proposito di realizzare e che l’impietoso destino non gli ha concesso. Susanna lo ha fatto per lui, con amore, pur riconoscendo che si tratta di un vino “diverso”, una piccola produzione, a scanso di equivoci un vino nato non per assecondare i capricci del mercato, ma semplicemente perché a Giorgio piaceva, una sfida e al tempo stesso l’espressione del suo gusto personale. No, non chiedetemi com’è, non ora, quello che ho scritto vuole essere solo un pensiero, un breve racconto, un omaggio a Susanna ma soprattutto a Giorgio, una persona cara che mi ha lasciato dentro una profonda nostalgia di quei momenti spensierati passati in sua compagnia.
Roberto Giuliani




