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Pfalz S-klasse Riesling trocken 2016 Schreieck

Cantina Schreieck

Mezzo mondo sa che per il Riesling non stravedo. Sono rare, direi rarissime, le occasioni in cui un Riesling mi piace davvero. Lo sa anche l’amico Wiktor Żelazny della Winoteka Burgundia di Katowice nella Slesia. Non sono molte le occasioni che ho per andare a trovarlo, ma ogni volta mi riserva qualche novità anche in questa tipologia di vini per cui stravedono invece gli altri miei amici polacchi, primo fra tutti Tomasz Prange-Barczyński di Magazyn Wino. Stavolta il buon Wiktor me ne ha proposti ben due di un unico produttore, dopo aver appurato che non mi era affatto dispiaciuto perfino il Sauvignon Blanc, stappato come bicchiere della staffa con quella ”scorza dura” del sottoscritto che non ne perdona una a quella foglia di peperone fattasi vino. Ebbene: tre vini aveva Wiktor in catalogo e in frigo: tre vini ho comprato. Questo produttore del land tedesco Rheinland-Pfalz (ovvero Renania-Palatinato) d’ora in avanti vedrà spesso il sottoscritto come acquirente, perché fa buoni vini che non fanno piangere il portafoglio.

vigneti nel Palatinato

Il Palatinato è la regione più meridionale di questo land, si estende fino al confine francese e all’Alsazia di Strasburgo in un paesaggio decisamente rurale ed è famoso sia per i pittoreschi castelli di cui è disseminato sia per produzione di vini di alta qualità. A tal proposito, vi anticipo subito un suggerimento. Quando ci s’immerge in luoghi tanto affascinanti, dove alti e variopinti castelli s’innalzano sulle alture fra i boschi, dopo aver goduto delle attrattive turistiche meglio preservate, come quelle dell’antico borgo di Maikammer nel circondario della weinstraße meridionale, ricco di agriturismi, enoteche, trattorie, ristoranti e sede di sani divertimenti fra passeggiate e manifestazioni di carattere storico e culturale, non si può tornare a casa senza un ricordo di cristallo o di porcellana e senza, soprattutto, qualche buona bottiglia. Il vino è parte del territorio anche qui, vive in simbiosi con esso, ne diventa ambasciatore ovunque e quando, anche dopo anni si apre una delle bottiglie acquistate sul posto, si rinnovano le stesse emozioni provate sul posto e l’animo ringiovanisce un po’.

Volker e Bernd Schreieck
Volker e Bernd Schreieck

In questo momento Maikammer ha poco più di 4.200 abitanti e si stende a circa 300 metri di altitudine sotto il Kalmit, la montagna più alta della foresta palatina (673 metri s.l.m.), in mezzo a un mare di vigneti. Per via del clima favorevole, oltre alla vite si coltivano anche altri frutti come i kiwi, i cedri, le noci, le castagne eccetera. In quasi nessun altro municipio del Palatinato c’è una densità così alta di aziende vinicole come a Maikammer. La vitivinicoltura e le aziende dell’indotto enoturistico sono l’attività economica più importante. Si tratta di circa 350 ettari, con circa 150 produttori di vino, più di 60 dei quali sono aziende agricole a ciclo produttivo completo.

Di vini fatti apposta per i turisti ne conosciamo tanti, forse troppi, che non sono di qualità e magari hanno le bottiglie artisticamente decorate, insomma faranno pure scena, ma non valgono una cicca. Qui di produttori di vino, vinothek, weingut, kellerei, weinberg, weinhotel ce ne sono tanti e almeno 4 hanno lo stesso cognome Schreieck, perciò vi consiglio vivamente di non confondervi. Parlo dei vini della Wein und Sekthaus Volker und Bernd Schreieck che sta in Hartmannstraße al numero 36 (coordinate GPS: lat. 49.307113 N, long. 8.127801 E), con la loro enoteca e un ristorante dato in gestione. In Mühlstraße 13 hanno pure una casa con 6 appartamentini per turisti attrezzati di tutto, dalla cucina al parcheggio, dal bagno al Wi-Fi fino al garage per le biciclette.

botti di legno e vasche d'acciaio

Volker e Bernd Schreieck con i loro famigliari e i giovani collaboratori coltivano le uve e producono i vini con una meritevole attenzione all’ambiente, basata su criteri ecologici, per mantenere la qualità del vino in armonia con la natura a un livello sempre alto, perché il punto di partenza di ogni buon vino in vigna. Qui ci sono terreni ricchi di humus, vigneti e vitigni selezionati, lavorazioni manuali su terreno e pianta, come zappatura, scalzatura, scorzatura, sgarzolatura dei germogli inutili, sfogliatura e sfrascatura delle viti nelle parti in ombra, cimatura dei tralci, diradamento dei grappoli, uve sane a basse rese per ettaro, ma in combinazione con la più moderna tecnologia in cantina e il controllo delle temperature. Secondo la legge enologica tedesca, la classificazione ufficiale della qualità di un vino è stabilita dal grado Oechsle (Oe) secondo una scala idrometrica che misura la densità del mosto, considerandola come l’indicatore più adeguato durante il processo di vinificazione.

Le classi sono: Kabinett minimo 73 gradi Oe, Spätlese minimo 85 gradi Oe, Auslese minimo 95 gradi Oe, Beerenauslese minimo 125 gradi Oe, Trockenbeerenauslese minimo 150 gradi Oe. L’Eiswein è fatto con uve surmature che si lasciano congelare in vigna e vengono raccolte e pigiate al di sotto di -8 °C. Il Prädikatswein (in passato indicato con ”Qualitätswein mit Prädikat”) corrisponde al massimo livello di qualità per ogni tipologia secondo i Tedeschi, ma ci sono ottimi vini anche senza il Predicato, dunque perché non godersi anche questi altri vini? La scala Oe è ampiamente usata nelle cantine tedesche, svizzere e lussemburghesi, con leggere differenze, anche se per molti enoappassionati è un sistema che ignora le caratteristiche cruciali della qualità, perciò i produttori più seri adottano una classificazione qualitativa basata su criteri interni più severi. Volker e Bernd Schreieck sono andati ben oltre questa legge e curano gli stessi parametri di riferimento della qualità in vigna e in cantina che sono ormai adottati in tutto il mondo, dove si privilegiano attenti e ripetuti piani di controllo e analisi di laboratorio per la conoscenza delle mutazioni delle caratteristiche di uve, mosti e vini nei momenti chiave del processo enologico, dal decorso della maturazione tecnologica e fenolica dell’uva allo svolgimento della fermentazione alcolica e della macerazione, dalla fermentazione malolattica all’evoluzione dell’affinamento, sempre verificando il rispetto delle norme e dei requisiti in materia di sicurezza alimentare.

le botti e il vino

Potrebbero forse fare diversamente dopo aver scelto come logo dell’azienda un simbolo della tradizione che è anche un simbolo della tecnica? Parlo del “metro pieghevole”, proprio quello che usano i muratori di tutto il mondo per misurare più facilmente le lunghezze e che si continua a usare senz’alcuna modifica fin dal 1886. Questa semplice, ma importante, novità era stata creata dai fratelli Anton e Franz Ullrich che avevano una parte della loro fabbrica nell’attuale proprietà aziendale degli Scheieck, nella stessa Hartmannstraße. Volker e Bernd Schreieck decidono personalmente la classificazione qualitativa interna dei loro vini solo dopo numerosi assaggi di campioni di spillati dalle vasche d’acciaio inossidabile e solo dopo essersi pienamente convinti della qualità.

Hanno anche deciso d’informare ampiamente il consumatore modificando graficamente le nuove etichette per renderne più evidenti a vista i parametri fondamentali e facilitare la scelta al consumatori di tutto il mondo senza costringerli alla lettura e alla traduzione di una controetichetta. I loro vini sono sempre più caratterizzati sotto il profilo sensoriale, sono maggiormente contraddistinti da un’impronta varietale riconoscibile e si manifestano sempre meglio come l’espressione di un solido legame con il terroir di origine. In catalogo si specificano grado alcolico, residuo zuccherino e acidità totale per ogni bottiglia e per ogni annata, che non sono mai uguali per le influenze notevoli della natura. Sono vini artigianali, non industriali. Perciò fin dall’annata 2014 è possibile scegliere i vini anche sulla base del livello resa in campo grazie alla distinzione in tre linee di prodotti contraddistinte dai numeri 50, 100 e 200 che completano le nuove etichette. I Guts Weine ”50” provengono dai grappoli di 1 solo tralcio per ceppo e sono dei vini semplici confezionati in bottiglia da 1 litro. I Lagen Weine ”100″ provengono soltanto da 2 grappoli lasciati maturare su ciascun ceppo coltivato nelle parcelle che mostrano le condizioni pedoclimatiche più territoriali, più tipiche tra tutti i vigneti. I Großen Weine ”200″ provengono da 1 solo grappolo per ceppo che viene lasciato maturare un po’ più a lungo e a loro volta sono suddivisi in S-Klasse (che completano la maturazione in botti di legno) e ”im Barrique gereift”, che maturano in barriques di rovere di primo o di secondo passaggio.

Schreieck al completo

Dei tre vini mi è particolarmente piaciuto il Pfalz unsere S-klasse Riesling trocken 2016 Schreieck (tenore alcolico 13,5 %, residuo zuccherino naturale 8,0 g/l, acidità totale 8,2 g/l ). Quello dell’annata 2015 e quello del 2016 sono stati riconosciuti fra i migliori Riesling trocken alle due più recenti edizioni dell’Internationaler Riesling Wettbewerg organizzato a Neustadt da Meininger Verlag editore, che è un concorso meglio conosciuto come Best of Riesling, perché si tratta del più grande concorso di Riesling al mondo, cui hanno partecipato anche fino a 2.600 vini di 27 aree produttive in 14 Paesi di 3 continenti che sono stati giudicati da una giuria di 100 esperti. A me è piaciuto soprattutto perché il minimo residuo zuccherino non si sente nemmeno e il vino rimane asciutto e vispo, ma non si sentono neanche gli idrocarburi, che già m’infastidiscono in tanti altri Riesling. Questo vino è fruttato, sa di uva spina gialla, di agrumi e mele gialle, mentre la mineralità rimane piacevolmente sullo sfondo. Al palato è complesso, delicato e vispo, con un’acidità armoniosa che perdura anche nel finale, tanto che lo consiglierei con i pesci (non grigliati) e i frutti di mare, le insalate ricche, i piatti vegetariani e alcune pietanze dell’estremo oriente. Va servito non troppo freddo, tra i 12 e i 14 °C.

Mario Crosta

Wein und Sekthaus Volker und Bernd Schreieck
Hartmannstraße 38, 67487 Maikammer, Pfalz, GERMANIA
tel. +49.(0)6321.5067 e +49.(0)6321/999879, fax +49.(0)6321.952503
sito www.schreieck-maikammer.de
e-mail info@schreieck-maikammer.de

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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