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Deltetto: vini e spumanti di Langhe e Roero in un costante gioco d’azzardo con la natura

Famiglia Deltetto

Lo scorso 6 luglio 2023, i vigneti delle Langhe e del Roero sono stati colpiti da una disastrosa grandinata. Il caso ha voluto che, proprio in quei minuti devastanti, fossimo al telefono con Carlo Deltetto, terza generazione di una delle aziende simbolo di quei territori. E mentre si chiacchierava dell’azienda, dei nostri assaggi, della sfida (vinta) sul Metodo Classico e di un’annata, la 2023, che stava facendo ben sperare, improvvisamente la grandine. Da amanti del vino di qualità, tifosi dei vigneron di valore, abbiamo percepito la preoccupazione e l’urgenza di soccorrere l’uva, lanciandoci, così, in un goffo tentativo di solidarietà, messi brutalmente di fronte alla realtà quotidiana della viticoltura. Si è trattato di un evento naturale inatteso e che rischia di trasformare la vendemmia in una catastrofe, ma paradossalmente ci ha rassicurato la saggezza del nostro interlocutore. Marco Deltetto, stoico, nei minuti che hanno preceduto la grandine, ci stava raccontando la soddisfazione di un’annata migliore delle precedenti. Una vendemmia che si annunciava leggermente ritardata rispetto alle ultime, caratterizzate da una siccità che li aveva costretti ad anticipare le danze, con vini dalla gradazione alcolica fin troppo importante. Quest’anno no. Tutto stava girando bene, fino al 6 luglio.

Deltetto vigneti

L’annata è lunga, lavoriamo in un costante gioco d’azzardo con la natura, diciamo che il disastro, almeno una volta all’anno, ormai lo mettiamo in conto. Andiamo avanti perché la passione è tanta. Cerchiamo di far tutto al meglio, ma la verità è che nel vino, se scegli di lavorare in un certo modo, l’uomo conta molto meno di quello che si possa pensare.”
Deltetto si trova a Canale (CN) e produce vini di Langhe e Roero, casa d’elezione dell’Arneis, vitigno autoctono piemontese a bacca bianca. Una storia vitivinicola che inizia a fine ‘800, con le prime bottiglie di Nebbiolo e Barbera nella vecchia cascina “I Lioni”. Il 1953 sarà l’anno della svolta: nonno Carlo, detto Carlin, fonda la sua cantina, conscio delle potenzialità del territorio. In tempi non sospetti, o meglio, quando non era (anche) una moda farlo, basa tutto su un’agricoltura etica e responsabile. E concretizza un progetto che folgora anche i suoi eredi: dal 2017 vigneti e vini sono certificati come biologici. La storia continua. Nel 1977 Antonio – figlio di Carlin – entra in azienda con il piglio dell’innovatore ed una grande passione per il Metodo Classico e i vini bianchi.

Il momento del remuage
Il momento del remuage

Arrivano le prime bottiglie di Roero e di Spumante Metodo Classico, con uve Nebbiolo e Arneis. Nel 1997, giusto vent’anni dopo, vengono piantate per la prima volta anche Pinot Nero e Chardonnay: da queste uve, nel 2000, nascerà il primo Spumante Metodo Classico prodotto con vitigni internazionali. Intanto c’era stato l’avvento della nuova DOCG Alta Langa e la decisione di spostare la produzione spumantistica sulle colline di Roddino. Oggi al timone ci sono Antonio con Carlo, Cristina e Claudia, nel segno e nello spirito di sacrificio di nonno Carlin.


I NOSTRI ASSAGGI


Alta Langa Blanc de Blancs 480m Riserva Brut Nature 2018
Uve Chardonnay in purezza, con fermentazione in barrique di rovere francese e spumantizzazione secondo il Metodo Classico. Giallo paglierino, bollicine fini, al naso ricorda, più che la panetteria, il suo dietro le quinte. Intensi profumi di lievitazione e di pane appena sfornato. In bocca è secco, teso e con un’interessante lunghezza finale. L’abbiamo affiancato ad un crudo di crostacei, un grande classico, ma che goduria.

Alta Langa Riserva Deltetto

Nebbiolo d’Alba Rosé de Noir Brut 2016
Uve Nebbiolo e Pinot Nero spumantizzate con Metodo Classico. Rosa cipria, perlage fitto e piacevoli profumi di viola e crosta di pane. Secco, dal tannino timido e in equilibrio, rilascia una buona persistenza. Fa pensare all’ora dell’aperitivo, ma l’abbiamo assaggiato con Patate, riso e cozze, la tiella barese, e ci sentiamo di sponsorizzare vivamente il pairing.

Nebbiolo d’Alba Brut Rosé 2016 Deltetto

Roero Arneis DOCG Daivej 2021
“Dai vej”, significa “i vecchi”: dunque è un vino che omaggia gli antenati. Uve Arneis in purezza, giallo brillante, profuma di frutta esotica con accenni floreali. Elegante, piacevolmente fresco, con un sorso che si rivela coerente con i suoi profumi. Intenso e persistente, qui ci siamo proprio divertiti: l’abbiamo assaggiato con un pollo biryani all’indiana, ben speziato e saporito.

Nadia Taglialatela

Deltetto 1953 – Roero e Alta Langa
Corso Alba, 43
12043 Canale (CN)
+39 0173 979383
info@deltetto.com

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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