Merumalia, la nobiltà del Frascati

Merumalia Wine Resort, dove il nome sottende l’unione delle parole latine “merum et alia”, ossia vino e altro, è il sogno realizzato di Luigi Fusco, pugliese di nascita, che trasferitosi a Frascati nel 1980, comprò questa splendida tenuta nel 1995.
Un luogo dove regna il relax e dove lo sguardo si perde a vista d’occhio, siamo nell’agro Tuscolano, alle pendici delle dolci colline di Frascati, luogo celebre per la battaglia che, secondo la tradizione, fu combattuta al principio del sec. V a. C. (499 a. C., secondo Livio), dai Romani contro i Latini, incitati da Tarquinio il Superbo, per mezzo del genero Ottavio Mamilio, proprio sopra il luogo in cui un tempo c’era il lago Regillo. Quest’ultimo si era creato nella bocca di uno dei più antichi crateri del Vulcano Laziale, luogo interessato da una intensa attività agricola, grazie al terreno particolarmente ricco di minerali e di sostanze nutrienti.

Certificata biologica dal 2015, Merumalia è anche un’Azienda ecosostenibile, il casale di inizio Novecento è stato infatti ristrutturato per trasformarlo in una accogliente casa di campagna, organizzata per offrire ospitalità e turismo esperenziale.
Il particolare microclima collinare con adeguate escursioni termiche, la composizione geologica di pura matrice vulcanica, fatta di lastroni basaltici e il suo suolo ricco di potassio, sono caratteristiche che contribuiscono positivamente al risparmio energetico e all’uso integrato di energie rinnovabili. L’azienda Merumalia, in particolare, si estende per circa 11 ettari, di cui uno interessato dall’oliveto e otto ettari e mezzo dai vigneti, che insistono su un terreno vulcanico di pietra basaltica. I vigneti sono coltivati a spalliera con densità superiore a 4.000 piante per ettaro e producono non più di 80 quintali di uva per ettaro.

L’azienda è certificata biologica per tutti i suoi prodotti ed è uno degli esempi di sostenibilità ecologica nella zona del Frascati, produce quattro etichette bio riconducibili alle denominazioni tutelate dal Consorzio Tutela Denominazioni Vini Frascati; troviamo anche due espressioni monovitigno, di Fiano e Ottonese, che hanno dimostrato una grande adattabilità a questi terreni, e completa la gamma il rosso a base Montepulciano e Syrah, riconosciuto come Roma Doc Rosso.

La cantina è stata costruita scavando all’interno di una collina e viene gestita con sistema domotico attraverso una temperatura a pavimento controllata, che cambia all’interno della stanza, anche per i singoli silos, mentre proprio sopra la cantina si estende un orto pensile con erbe aromatiche e ortaggi, che vengono poi utilizzati durante le degustazioni e gli eventi organizzati in Azienda.
L’acqua calda, necessaria non solo per il riscaldamento di tutti gli ambienti, ma anche per le normali operazioni in cantina, è prodotta attraverso un impianto a pannelli foto-termici integrato con una caldaia a biomassa (cippato da potature di vigna e uliveto). Il controllo computerizzato delle varie apparecchiature rende questo sistema energetico particolarmente efficiente.
Dodici ettari totali di terreno, di cui circa dieci di vigneto e uno di uliveto, l’impianto dei vigneti è datato 2003 e il primo imbottigliamento si riferisce all’annata 2013. La produzione totale si attesta sulle ventimila bottiglie, le varietà coltivate sono quindi in prevalenza vitigni autoctoni della regione, quali la Malvasia del Lazio e di Candia, il Greco Bianco (Grechetto) e il Bombino (Ottonese). Ad affiancare la famiglia Fusco nella produzione, c’è Lorenzo Costantini, enologo, produttore ed esperto conoscitore della vitivinicoltura del Frascati.
Tutti i vini prodotti affinano nei silos di acciaio, eccezione fatta per il Cannellino che viene fatto maturare in barrique per sei mesi.

Iniziamo la degustazione dal Fiano Lazio IGP 2017, di cui vengono prodotte circa 1500 bottiglie, un vino che si dimostra pulito e invitante; emergono delicate note agrumate e cenni di erbe aromatiche, non ha grande complessità, ma senza dubbio è caratterizzato da una discreta eleganza. Su altro registro gioca il Fiano Lazio IGP 2016, frutto senza dubbio di un’annata più equilibrata e regolare. In questo caso il profilo olfattivo del vino gioca su una complessità e ampiezza di profumi decisamente maggiore. Ritroviamo una fusione armonica di profumi floreali e fruttati con cenni agrumati, il sorso nel suo scorrere in modo genuino e dinamico, suggerisce lievi note di anice nel finale e lascia una piacevole e integrata traccia salina.
Altro registro è quello dell’8nese Lazio IGP 2016, dove il nome del vino gioca con il nome del vitigno, ossia l’Ottonese conosciuto con questo nome nel basso Lazio, ma, che altro non è che il Bombino bianco. Anche di questo vino ne vengono prodotte circa 1500 bottiglie. La 2016 ha senza dubbio una marcia in più rispetto alla 2017, in entrambi i casi ci troviamo davanti ad un prodotto che nella sua semplicità è estremamente piacevole e masticabile. La 2016 regala sensazioni olfattive fresche e agrumate, con cenni di fiori e frutta gialla, al palato il sorso è coerente e di buon equilibrio, con una vena sapida che gli dona lunghezza e persistenza.

Passiamo poi al vino, per così dire di ingresso tra quelli aderenti alla denominazione Frascati, il Frascati Terso 2016, composto da Malvasia di Candia e del Lazio per un 70%, Grechetto per il 20% e Fiano per un 10%. La produzione annua si attesta intorno alle 7000 bottiglie e il nome vuole indicare la pulizia del cielo. Qui l’intento è stato quello di restituire in modo semplice e diretto l’impronta del Frascati, ne viene fuori un vino coinvolgente e dinamico, con note di erbe aromatiche e suggestioni di lime e agrumi, di grande coerenza al palato, sottile ed elegante, terso e nitido come il suo nome.

È poi la volta del Frascati Superiore Primo 2016, nato appunto per primo, da qui il nome. Ci troviamo davanti ad un blend di Malvasia di Lazio per un 70%, Grechetto per il 20% e Bombino per il 10%; senza dubbio un vino che vuole primeggiare, esuberante anche nel colore, di maggiore morbidezza e con un approccio olfattivo decisamente più complesso. Connotato da profumi più carnosi e di frutta gialla, sapidità e acidità che giocano a rimpiattino al palato, dando consistenza e persistenza al sorso.
Chiude la gamma dei Frascati il Frascati Superiore Primo Riserva 2016, raffinato e di grande personalità, che si differenzia del primogenito “Primo” per un diverso affinamento. All’olfatto esprime grinta e personalità, anche qui i profumi agrumati di cedrina e di timo limoncino conquistano a prima olfazione. La vena sapida fa capolino e delinea la linea comune incontrata nei vini degustati. Struttura e acidità si fanno sentire e consentono abbinamenti, senza dubbio più complessi.
Sorprendente e peculiare si rivela il Cannellino di Frascati Canto 2016 Bianco Dolce DOCG, prodotto con Malvasia del Lazio e Grechetto, le cui uve sono state lasciate appassire in pianta prima di essere vinificate e il frutto della fermentazione è stato poi fatto maturare in barrique per sei mesi. Un vino godibile e per nulla stancante, profuma di albicocca disidratata, fiori di zagara, frutta secca, anice e zenzero candito, da sorseggiare non necessariamente con un dolce, piuttosto con qualche pietanza grassa, o con formaggi e pasticceria secca. È un vino dolce delicato e per nulla invadente.

Unico rosso di casa Merumalia è il Roma Vetus 2017, ottenuto da 80% Montepulciano e 20% Syrah, un vino che gioca su registri più morbidi e fruttati, caratterizzato da piacevoli note di frutta rossa, spezie come pepe nero, noce moscata e cardamomo. Vinificato quasi interamente in acciaio in cui sosta per 5 mesi e per 1/3 in barrique, per poi affinare in vetro per i successivi tre mesi prima della commercializzazione. Un vino piacevole e disimpegnato.
Un’azienda che dimostra passione per questa terra di adozione e testimonia, oltre alla profondità e storicità di questa denominazione, come senza dubbio il terroir sia l’anima indiscussa di vini ricchi di personalità.
Fosca Tortorelli
Merumalia Soc. Agricola
Vicolo Prataporci, 8 – 00044 Frascati (Roma)
Tel. 340 2998994 – www.merumalia.it




