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Sorsi di birra

Orval


Stile
Titolo alcolometrico
Birrificio
Formato
Prezzo

Trappista
6%
Abbazia di Nostra Signora d’Orval
0.33 cl
A (fino a 5 euro)

Birra Orval - Abbazia di Nostra Signora d'OrvalLa costruzione del monastero di Notre Dame d’Orval risale al 1070 ad opera di monaci cistercensi provenienti dalla Calabria. Il simbolo dell’Abbazia, una trota con l’anello d’oro in bocca, ricorda un episodio di cui fu protagonista la contessa Matilde di Canossa “che seduta sulla riva della sorgente che forniva acqua al monastero, inavvertitamente lasciò cadere il suo anello nuziale. Turbata implorò la Vergine Maria che glielo facesse ritrovare e una trota emerse in superficie portando in bocca il prezioso anello. Meravigliata la contessa esclamò: “Questo luogo è veramente una valle d’oro!”, in francese “val d’Or”, che col tempo è diventata Orval.” Ancora oggi in questa comunità monastica, che è la più antica del Belgio, si produce questa originale trappista dallo stile unico e inconfondibile. Il risultato inimitabile è frutto di tre diverse varietà di malto, speciali qualità di luppolo e particolari colture di lieviti indigeni. Il prodotto finale viene conseguito dopo una tripla fermentazione. Il colore è un arancio dai curiosi riflessi rosati. Schiuma abbondante che sparisce velocemente nel bicchiere. Carbonica decisamente persistente. Il naso è ampio e complesso con netti sentori di agrumi in primo piano ed uno sfondo ricco di sfumature: dalla resina ai fiori, dalle spezie (pepe e chiodo di garofano) al cuoio. Al palato rivela un’inaspettata spinta balsamica che rinfresca ed impreziosisce una beva equilibrata e snella. Finale asciutto, molto secco e marcato dall’aromaticità del luppolo. Nonostante corpo e struttura notevoli si fa bere con grande disinvoltura. Proverei ad abbinarla ad un fritto per sfruttare al meglio le sue doti di effervescenza seguendo le vostre preferenze. Nel mio caso una saporita e delicata tempura di calamaretti.
Voto: @@@@@

 

Fabio Cimmino

Napoletano, classe 1970, tutt'oggi residente a Napoli. Laureato in economia, da sempre collabora nell'azienda tessile di famiglia. Dal 2000 comincia a girovagare, senza sosta, per le cantine della sua Campania Felix. Diplomato sommelier ha iniziato una interminabile serie di degustazioni che lo hanno portato dapprima ad approfondire il panorama enologico nazionale quindi quello straniero. Ha partecipato alle più significative manifestazioni nazionali di settore iniziando, contemporaneamente, le sue prime collaborazioni su varie testate web. Ha esordito con alcuni reportage pubblicati da Winereport (Franco Ziliani). Ha curato la rubrica Visioni da Sud su Acquabuona.it e, ancora oggi, pubblica su LaVinium. Ha collaborato, per un periodo, al wineblog di Luciano Pignataro, con il quale ha preso parte per 2 anni alle degustazioni per la Guida ai Vini Buoni d'Italia del Touring. Nel frattempo è diventato giornalista pubblicista.

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