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Montalcino vede unite due grandi denominazioni: il Barolo incontra il Brunello

Wine tasting

Barolobrunello 2018 è senza dubbio una manifestazione itinerante e stimolante, proposta da WineZone sotto la guida del giovane Andrea Zarattini, che dopo l’edizione del 2016, è tornata in Toscana nelle giornate del 17 e 18 novembre scorso, riscuotendo consensi sia da parte del pubblico di appassionati, sia dalla stampa e dagli operatori del settore.
In questa due giorni le due denominazioni, di indiscusso rilievo, hanno condiviso le sale del Teatro degli Astrusi e del Palazzo dei Priori di Montalcino, in un dialogo sinergico, dando modo agli ospiti di approfondire e conoscere attraverso i racconti dei produttori e dei vini proposti, due realtà e due località ricche di fascino e di tante storie diverse.
Una selezione di poco più di 60 aziende, con una leggera prevalenza dei produttori di Montalcino, con numerose eccellenze e tante conferme delle premesse già assaporate durante l’anteprima Brunello, in merito al millesimo 2013.
Rispetto all’edizione 2016, la scelta delle due location e il numero chiuso a 250 accessi per ognuna delle due giornate di apertura, ha senz’altro favorito il dialogo e lo scambio tra i produttori e il pubblico, creando momenti di confronto con gli stessi.

Nocciolone Davide BarberoPiù di 200 vini in degustazione e non sono mancati anche assaggi gastronomici di alcuni prodotti delle due regioni di rilievo, in particolare due aziende langarole hanno raccontato la loro nocciola e i prodotti che da essa derivano. Interessanti soprattutto i prodotti dell’azienda astigiana Davide Barbero che ha attraversato la storia astigiana segnandola positivamente per ben sette generazioni, iniziando nel 1882 con il torrone friabile, re della città di Asti, dove sono ammesse solo nocciole Piemonte IGP, miele millefiori locale e albume fresco. Nel tempo sono nate ulteriori e golose varianti, come quella con pistacchi di Bronte o con mandorle pizzute di Noto. Ampio spazio viene dato al cioccolato, dal gianduiotto ai tartufi bianchi e neri, ai cioccolatini ripieni, fino ad arrivare al Nocciolone, un lingotto di cioccolato gianduia con nocciole Piemonte, ai deliziosi grissini rubatà ricoperti di cioccolato.

I formaggi dell'azienda agricola Fior di Montalcino
I formaggi dell’azienda agricola Fior di Montalcino

Non da meno i formaggi toscani dell’Azienda Agricola Fior di Montalcino, situato nel Podere Macina proprio a Montalcino, dove Francesco, Pietro, Giovanni e Raimondo oggi rappresentano la prosecuzione della famiglia sarda Chironi. Rivolti all’allevamento biologico, il loro formaggio si chiama Pecorino di Montalcino, ed è prodotto con il latte del proprio allevamento, nella tipologia Macina (un pecorino fresco) e Arciere ( ha una stagionatura di minimo tre mesi) e lo stagionato 13 mesi.

Tornando ai vini, sono davvero tante le etichette degne di essere menzionate, dai Rosso di Montalcino fino ai Brunello, molto interessanti le Riserve 2012 e un buon riscontro anche in merito ai Barolo 2014, annata dove si è distinto chi è riuscito a lavorare in modo attento e accurato in vigna.
Iniziamo dai migliori assaggi di Rosso e di Brunello e di Montalcino cercando anche di dare un’indicazione puntuale sulla posizione della cantina, visto che il sistema collinare di Montalcino presenta caratteristiche del suolo molto diverse per costituzione e struttura a seconda delle zone.
Il versante Nord-Est è infatti costituito principalmente da marne argillose di origine pliocenica con terreni galestro-argillosi alternati a masse di alberese; mentre il versante Nord-Ovest, anche se è quello meno sfruttato per la viticoltura e dove ancora si trovano grandissime estensioni di boschi, presenta il tipico terreno con calcare dallo scisto di galestro e alberese, alternato a zone di argilla o di detriti alluvionali. Se ci spingiamo a Sud in direzione del massiccio del Monte Amiata, nell’area Sud-Est i terreni sono composti da rocce arenarie e galestro con presenza di tufo di origine vulcanica, mentre il versante Sud-Ovest, quello orientato verso il mare e la Maremma, è il più caldo di tutto il territorio di Montalcino, dominato dai terreni galestrosi su cui hanno trovato spazio grandi estensioni di vigneti.

Baricci
Rosso e Brunello di Montalcino di Baricci

Iniziamo da Baricci, azienda che si trova sul nord-ovest di Montalcino a Colombaio di Montosoli, Già nel Rosso di Montalcino 2016 si evince la forza espressiva del territorio, regalando un sorso ricco e materico. Non è da meno il Brunello di Montalcino 2013 dai toni rubino e dal ventaglio olfattivo espressivo e variegato, spaziando dal tamarindo alla liquerizia, senza estromettere i carattere floreale di viola e il fruttato di ciliegia e marasca. Al palato è possente e fresco, lungo e con grandi prospettive.

Proseguiamo con le referenze dell’azienda Canalicchio di Sopra, con i suoi 60 ettari di terreno nel versante nord est della collina di Montalcino di cui 19 coltivati a vigneto. La loro Riserva viene prodotta solo nelle grandi annate e in quantità limitata, nel caso dell’annata 2012 è stata prodotta dai due vigneti più vecchi dell’azienda, per un 80% dalla Vigna Vecchia Mercatale e 20% dalla Vigna Casaccia; esprime all’olfatto profumi fruttati di mirtillo e sambuco nero, cenni floreali di violetta e tinte speziate di zenzero. Al sorso prevale la sua struttura, ma stupisce per la freschezza e verticalità.

Ancora appartenente al versante Nord sono l’azienda Capanna e Cava d’Onice, la prima è una piccola realtà enologica a conduzione familiare che cerca di rispecchiare nei suoi vini il carattere di Montosoli e di Sant’Antino, come si evince nel suo Brunello di Montalcino Riserva 2012, coerente ed espressivo. Interessante anche il Brunello di Montalcino Riserva 2012 di Cava d’Onice, che già fa percepire le sue potenzialità espressive, dal profilo olfattivo che gioca su toni speziati e note balsamiche che danno freschezza. Il sorso è pieno e dinamico, con un tannino fitto, ma già piuttosto integrato.

Meritevole di nota è il Brunello 2013 di Il Bosco di Grazia, azienda che si trova a sud-ovest di Montalcino, un brunello delicato e femminile, lungo e piacevole; convince anche il loro Brunello Riserva 2012, complesso e di grande espressività e lunghezza. Al confine sud-ovest della denominazione troviamo l’azienda Col d’Orcia, proprietà di Francesco Marone Cinzano dal 1973, che convince sia con il Brunello di Montalcino “Poggio al Vento” Riserva 2006, profondo, con tannini fini e vivi, di grande ampiezza e persistenza e con il suo Brunello di Montalcino 2013, ampio ed elegante all’olfatto e pieno e persistente al palato.

Ancora a Sud-Ovest ritroviamo la genuina realtà di Luciano Ciolfi, che nel suo Podere Sanlorenzo non smette di sorprendere, soprattutto per la crescita espressiva delle sue referenze; ritroviamo così una bella interpretazione del Brunello di Montalcino Bramante” Riserva 2013 (Anteprima), espressivo e deciso all’olfatto, con un tannino presente e di grande eleganza. Lo segue a ruota il Brunello di Montalcino 2013 dell’azienda Pietroso, preciso ed espressivo dai profumi intensi di ciliegia e tinte balsamiche di bacche di ginepro, elegante al palato, fresco, sapido e di struttura.

Ancora a Sud-ovest, troviamo l’azienda Talenti, che nel suo Brunello di Montalcino Riserva “Pian di Conte” 2013, profuma di marasca, cacao, foglie di tabacco, di grande concentrazione ed eleganza, sostenuto da un tannino maturo e appagante.. Ulteriore conferma il Brunello di Montalcino 2013 Vigna Loreto di Mastrojanni, sapido e materico al palato.

I Barolo di Diego Morra
I Barolo di Diego Morra

In merito alle referenze langarole, si inizia con il Barolo Monvigliero 2013 di Diego Morra, che ha buona profondità e profuma di fiori e spezie e rivela al palato forza ed eleganza, lungo e profondo. Segue il Barolo 2013 di F.lli, Alessandria, azienda di Monforte d’Alba, un vino corposo e intenso, dal bouquet delicato che vira tra note di violetta e sensazioni balsamiche.

Altra piccola realtà del Comune di Monforte d’Alba è l’Azienda Alessandria Gianfranco, il suo Barolo San Giovanni 2014 profuma di prugna rossa, tabacco e grafite, ampio e strutturato al sorso, con tannini incisivi e marcanti.

Il Barolo di Cascina Fontana
Il Barolo di Cascina Fontana

Situata nella frazione di Perno di Monforte d’Alba, l’azienda Cascina Fontana si compone di quattro ettari in diverse zone, il suo Barolo 2014 è un vino complesso e di carattere, con tannini setosi e acidità ben bilanciata. Passiamo al Comune di Castiglione Falletto con l’azienda Cavallotto, il suo Barolo Bricco Boschis 2013 profuma di prugna, ginepro e scorza d’arancia, il sorso è caldo e dinamico, di bella ampiezza e sapidità.

Sempre nel Comune di Castiglione Falletto, c’è la Cantina storica Vietti che colpisce per il suo Barolo Lazzarito 2014, dalla struttura robusta, elegante e lungo.

Convincono in pieno il Barolo Prapò 2014 di Ettore Germano, che sviluppa un bouquet intenso con note di frutta rossa matura, su sottofondo di spezie, intenso e avvolgente al palato e il Barolo Lazzarito Riserva 2012, che sviluppa un bouquet ampio con sentori fruttati di piccoli frutti rossi e intriganti note pepate, il sorso è avvolgente e persistente.

Brunello di Montalcino 2013 Baricci @@@@+
Brunello di Montalcino Riserva 2012 Canalicchio di Sopra @@@@
Brunello di Montalcino Riserva 2012 Cava D’onice @@@
Brunello 2013 di Il Bosco di Grazia @@@@@
Brunello di Montalcino “Poggio al Vento” Riserva 2006 Col d’Orcia @@@@+
Brunello di Montalcino 2013 Col d’Orcia @@@@
Brunello di Montalcino 2013 Riserva Bramante di Sanlorenzo @@@@@
Brunello di Montalcino 2013 Pietroso @@@@+
Brunello di Montalcino Riserva “Pian di Conte” 2013 Talenti @@@@
Brunello di Montalcino 2013 Vigna Loreto Mastrojanni @@@+

Barolo Monvigliero 2013 Diego Morra @@@@+
Barolo 2013 F.lli, Alessandria @@@@
Barolo San Giovanni 2014 Alessandria Gianfranco @@@@
Barolo 2014 Casina Fontana  @@@+
Barolo Bricco Boschis 2013 Cavallotto @@@@@
Barolo Lazzarito 2014 Vietti @@@@+
Barolo Prapò 2014 Ettore Germano @@@@
Barolo Lazzarito Riserva 2012 Ettore Germano @@@@+

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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