Vranec Hermes 2015 Dalvina

Come ho ricordato in un articolo precedente, la Repubblica di Macedonia è uno dei Paesi del vino non ancora scoperti, apprezzati e sviluppati in Europa, ma è rimasto povero pur essendo un paradiso naturale di vigneti, montagne, laghi e fiumi, dove la vita si muove a un ritmo diverso, tra la grandiosità di antiche rovine storiche e villaggi idilliaci rimasti pressoché invariati per secoli nella parte centrale della penisola balcanica. Si tratta di una superficie vitata di circa 33.500 ettari, di cui quasi 24.800 coltivati con 28 vitigni da vino che rappresentano lo 0,4% della superficie vitivinicola mondiale e che danno circa 3 milioni di quintali di uve per 1,2 milioni di ettolitri in 3 regioni vinicole composte da 16 distretti.
È il 25° Paese al mondo per produzione di vino, di cui il 40% viene imbottigliato sul posto da almeno 84 aziende (4 con capacità da 150.000 a 500.000 ettolitri, 5 con capacità da 50.000 a 150.000 ettolitri e 75 con capacità inferiore a 50.000 ettolitri) per un consumo interno di soli 10 litri l’anno pro-capite, pari al 15% in volume, mentre l’85% viene esportato anche sfuso (il 66% nell’Unione Europea). L’associazione Wines of Macedonia raggruppa e promuove dieci aziende che rappresentano circa il 50% della produzione totale di vino in Macedonia e il 90% delle esportazioni di vino imbottigliato nello Stato balcanico e che sono sempre più impegnate a migliorare la qualità e l’immagine dei suoi vini sui mercati regionali e internazionali: (in ordine alfabetico) Bovin, Dalvina, Dudin, Ezimit, Kamnik, Popov, Rigo Impex, Skovin, Stobi e Tikveš.

Anche se la Repubblica di Macedonia è uno stato giovane e diventato indipendente nel 1991, la sua civiltà ha radici profonde nella storia che risalgono a un periodo tra il 7000 e il 3500 a.C. a nord dell’antica Grecia, a est dell’Illiria e a ovest della Tracia. Il vino è sempre stato uno dei simboli del Paese. La vite veniva coltivata addirittura 4.000 anni fa. Molti reperti trovati negli antichi siti parlano della lunga tradizione della coltivazione dell’uva fatta dai Daci, poi dai Greci, quindi dai Romani che trasportavano il vino in anfore lungo l’antica strada consolare Via Egnatia fino ai porti di Durazzo e Salonicco e infine dai monaci cristiani.
Durante l’impero ottomano (dal XIV al XX secolo) la viticoltura e la produzione vinicola avevano sofferto la stagnazione. La prima cantina di età moderna fu aperta nel 1885 ed è oggi la più grande azienda vinicola (Tikves) nel sud-est dell’Europa ma, a causa della fillossera, la maggior parte dei vigneti era stata distrutta entro la fine della Grande Guerra e solo dopo sono stati ricostruiti innestando la vite domestica su radici americane.
Dopo la seconda guerra mondiale, la Macedonia era diventata il più importante produttore di vino della Jugoslavia, vinificando i 2/3 della produzione totale. Dopo l’indipendenza del 1991 le cantine statali sono state privatizzate e sono rifiorite anche le piccole proprietà famigliari.

La Dalvina Winery è un’azienda vinicola a conduzione famigliare fondata nel 2007 da Delco e Lidija Baltovski. Sono 370 ettari nella regione vitivinicola Strumicko-Radoviški della Povardarie, la regione sud-orientale della Repubblica di Macedonia. Si trova nel villaggio di Hamzali del comune di Bosilovo, vicino alla città di Strumica, nella Macedonia sud-orientale, nella larga valle dei fiumi Struma e Strumeshnica che ha un’altitudine di 380 metri ed è circondata dalle montagne Ograzhden e Belasica, tra cui spira una brezza costante che arieggia i vigneti e mantiene bassa l’umidità. Il clima qui è di tipo mediterraneo moderato, con circa 210 giornate di sole in media durante l’anno, poca pioggia e una temperatura media dell’aria di 20,2 °C nel periodo vegetativo della vite, perciò la sanità delle uve è garantita.
Il terreno è prevalentemente sabbioso con un’eccellente esposizione al sole che illumina queste dolci colline che sono diventate famose per i suoi pomodori e peperoni e che hanno delle località dalle condizioni eccezionalmente adatte alla coltivazione delle uve, alcune in parcelle di circa 30 anni con Vranec, zupljanka e rkaciteli coltivate in parte con i vitigni autoctoni vranec, zupljanka (chasselas blanc), rkaciteli e in nuove vigne piantate su distese più ampie con cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot, syrah e carménère. Il terreno e il clima mediterraneo arricchiscono i vini di aromi e sapori che rendono succosi e fruttati anche i vini più complessi.

Il vitigno più importante è il vranec, presente in tutte le zone vitivinicole del bacino del fiume Vardar e in minor quantità in altre zone, dove i terreni sono mediamente fertili e umidi. I vini giovani fatti con l’uva vranec hanno un colore chiaro purpureo con aroma di fragola e frutti di bosco. Le vendemmie sono fatte a mano nelle parcelle più vecchie e a macchina in quelle nuove. I vini maturi forti hanno un colore più scuro, di un rosso rubino intenso, sono ricchi di estratto e di sostanze naturali coloranti.
La cantina, che ha una capacità di circa 50.000 ettolitri per almeno 3,5 milioni di bottiglie e il resto sfuso, si trova proprio tra i vigneti e gli operai provengono dai villaggi vicini. È stata progettata per applicare un sistema ecologico e sostenibile dalla vigna alla bottiglia nel rispetto del patrimonio vitivinicolo tradizionale dato dalle proprietà uniche delle uve, del suolo e dei microclimi della zona, ma sviluppandole dinamicamente con l’uso di tecnologie e attrezzature all’avanguardia.
La cantina è basata sul principio di gravità con la tecnologia più recente, dall’arrivo dell’uva alla vinificazione, tutto è automatizzato in modo tale che solo 6 persone lavorino in azienda sotto la direzione di Zoran Peev e con la consulenza dell’enologo Goran Milanov dell’Istituto Agrario di Skopje. L’area di ricevimento delle uve, dove gli operai le selezionano, smistano e puliscono ulteriormente, mentre sono sul nastro trasportatore per la diraspatura e poi la pigiatura, è stata costruita a un livello più alto rispetto al resto delle attrezzature e degli impianti di cantina per usare la gravità durante le varie fasi del processo di vinificazione, risparmiando energia elettrica, aumentando l’efficienza e riducendo la manipolazione dei mosti e dei vini. Per le più pregiate si fa un trasferimento automatico con una pompa peristaltica che può trasportare l’uva senza danneggiarla. I serbatoi sono termocondizionati. Per i vini rossi, Dalvina utilizza il processo di vinificazione del délestage. Dopo che sulla sommità del serbatoio si è formato un cappello, il vino viene pompato dal fondo del serbatoio originale, separato e messo in un altro serbatoio temporaneo.

Nel serbatoio originale il cappello rimasto viene filtrato per rimuovere soltanto i semi d’uva, i vinaccioli, poi il vino che era stato pompato nel serbatoio temporaneo torna subito a ricongiungersi con il cappello ormai costituito solo da polpa e bucce per fermentare. Ne risultano vini con i colori più stabili, i tannini meno duri e gli aromi più fruttati. I lucernari sul tetto offrono un’ottima illuminazione naturale dell’ambiente di lavoro. Le barriques sono di rovere macedone. Come buon esperimento per testare vini diversi ci sono anche una ventina di barriques di rovere francese e americano. La linea premium di Dalvina di vini rossi da singoli vitigni si chiama Tiver e offre Cabernet Sauvignon, Merlot e Vranec, ma uno dei preferiti in luogo è la cuvée Ar-Magedon, una superba miscela di Cabernet Sauvignon, Merlot e Vranec che invecchia 18 mesi in barriques.

Per i vini bianchi, Dalvina produce Chardonnay, Chardonnay Barrique, Riesling, Sauvignon Blanc e altri due da uve autoctone zupljanka e rkaciteli. L’elevata acidità delle uve rkaciteli offre al naso note rinfrescanti di agrumi e una mela verde croccante (non troppo aspra) al palato. Il loro Astraion, un vino bianco affumicato prodotto con l’uva zupljanka, noto anche come chasselas blanc, è un vino corposo, fresco, asciutto e fruttato. Superba maestria si trova nella loro linea Godsin di vini prodotti con l’uva muscat trollinger. Normalmente, questo vitigno è usato come uva da tavola o per preparare la rakija, ma Dalvina ha perfezionato un processo per farne due vini, uno è un rosé semi-secco e l’altro è un rosso rubino. Dalvina produce 3,5 milioni di litri di vino all’anno. Il 15% di questo è vino sfuso. Per le bottiglie da 1 litro (20% del fatturato) si utilizzano tappi a vite. I tappi di marca DIAM sono utilizzati per gli altri vini. L’obiettivo è di raggiungere una produzione annua di 8 milioni di bottiglie.

Il vino Hermes Vranec 2015, arrivatomi tramite gli amici che sono stati a Mundus Vini e che gli hanno assegnato la Gold Medal, proviene dal vitigno omonimo ed è stato prodotto a rese basse. Le viti di vranec hanno bisogno di molto sole e in questa zona danno risultati notevoli, anche per la versatilità di vinificazione. Con il vranec si possono creare tutti i tipi di vino che si hanno in progetto, da quelli che si affinano in serbatoio in acciaio inossidabile fino a quelli con un potenziale di maturazione notevole, da quelli leggeri e poco alcolici fino alle riserve dall’elevato tenore alcolico, da quelli molto secchi a quelli leggermente abboccati. Questo è maturato in barriques per alcuni mesi e ha un contenuto zuccherino naturale di 4,0 g/l, un tenore alcolico del 14,5% e un’acidità totale di 5,0 g/l.
Ha un intenso colore rosso rubino scuro dai riflessi violacei. All’attacco gli aromi di piccoli frutti di bosco neri sono potenti e sono coronati da sfumature di vaniglia. In bocca risalta un insieme armonioso di carnosità ed essenza fruttata scura, di prugne, aronia e ribes nero, ma anche floreale di violette, quindi note di spezie dolci e un ricordo di cioccolato. Il sapore è fresco per la buona acidità, non verde ma ben matura. Un vino di buona struttura, potente e tannico, con il legno nuovo ancora in primo piano in questa fase giovanile, ma dal finale fruttato amaricante e morbido. Consiglierei di servirlo tra 14 e 18 °C con piatti di carni rosse e scure, anche grigliate o affumicate, e con la cacciagione.
Mario Crosta
Dalvina
Hamzali, 2431 Bosilovo, MACEDONIA
tel. +389.34.375000 e +389.34.335130
sito www.dalvina.com.mk
e-mail delcob@dalvina.com.mk, manager@dalvina.com.mk, lidijagb@dalvina.com.mk
coordinate GPS: lat. 41.490353, long. 22.744918
sede: Franklin Ruzvelt 22, 1000 Skopje, MACEDONIA



