Canone Occidentale: il nuovo Vermouth di Torino Superiore

Rodia, azienda familiare torinese di spirits, lancia sul mercato Canone Occidentale: il nuovo Vermouth di Torino Superiore. Abbiamo avuto il piacere di degustare la versione in rosso, qualche tempo fa, e siamo rimasti colpiti dal suo particolare equilibrio. Un vino liquoroso che rispecchia i canoni della tradizione torinese ma pronto a guardare al futuro, grazie ad una versatilità intrinseca che lo rende protagonista anche della mixology moderna. Sin dal nome è chiara la visione del marchio, nato con l’ambizione di diventare un nuovo classico. Quindi Canone, come punto di riferimento. Occidentale, come il Piemonte, il territorio in cui il vermouth è nato e cresciuto più di duecento anni fa, ancora profondamente legato alla città che ha visto i suoi natali.
Il Vermouth di Torino Superiore Rosso Canone Occidentale viene realizzato mediante l’impiego del vino denominato Langhe Dolcetto. La preparazione aromatica contiene tre diversi tipi di Artemisia: Absintium, Pontica e Vallesiaca. La suddetta botanica risulta essenziale per un Vermouth che rispetti i canoni della tradizione. A questi si aggiungono Salvia sclarea, Hyssopus officinalis e Centaurea benedicta, tutte di origine piemontese.
Il simbolo in etichetta è un ottagono, splendido omaggio alla piazza torinese che ospita il Mercato di Porta Palazzo. L’ho visitato più volte in passato e devo riconoscere che è impossibile non farsi trascinare dalla fusione delle culture, dai mille sapori, gusti, colori – talvolta vicini e talvolta lontani – e dai sapori tradizionali ed esotici, esattamente quelli che ho poi ritrovato in questo Vermouth.
Si presenta in veste rubino con evidenti sfumature granata, mostra consistenza ed estratto. Al naso ritrovo profumi esotici e di radici, cortecce e fave di cacao; ma anche spezie dolci e toni di cosmesi. La rotondità del sorso è in linea con una bella sensazione di acidità che ravviva l’insieme, e non è scontato ritrovarla in questa categoria di prodotti. Apprezzo anche una lieve punta di sapidità che non guasta, anzi rende il tutto ancor più armonioso. Per onorare ulteriormente la città di Torino, l’ho abbinato ad un buon cioccolato gianduia con nocciole intere.
La carta dei vini è onnicomprensiva per quando riguarda il territorio del Cesanese ma ha anche le giuste etichette italiane e un accorto occhio sull’estero, specie sulla Francia e sullo Champagne.
Insomma, tutto funziona in questo locale, anche il prezzo perché il menù degustazione con quattro portate costa 55 Euro e se ci abbini quattro calici di vini locali arrivi a 65.
Vale il viaggio, anche a piedi!
Andrea Li Calzi



