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Campania Stories 2018: conferme e novità per le varietà a bacca bianca

I vini bianchi di Campania Stories 2018 in degustazione cieca

La giornata di Campania Stories dedicata ai bianchi, è stata un’occasione importante per avere una panoramica e una definizione più puntuale dell’ottimo lavoro che si sta facendo in questa regione e soprattutto per prendere sempre più coscienza dell’ampia offerta varietale che contraddistingue il territorio campano.
Come nelle precedenti edizioni, ai giornalisti che hanno preso parte alla degustazione, sono state fornite ben due liste, una con il dettaglio delle aziende e una anonima, entrambe suddivise per tipologia e annate. Il servizio è stato curato in modo preciso e professionale, da parte dei Sommelier dell’AIS Campania.
Noi di Lavinium abbiamo preferito degustare i campioni alla cieca, di cui cercheremo di dare in dettaglio le nostre considerazioni, suddividendoli secondo tipologia, zona di appartenenza e varietà.

VINI SPUMANTI DA UVE BIANCHE
Ottimo il livello delle bollicine campane, che si stanno facendo sempre più strada nel panorama nazionale e territoriale, ne è di esempio l’Asprinio di Aversa Trentapioli Spumante Brut di Salvatore Martusciello, che sa di macchia mediterranea, spicca una intrigante nota di erba cedrina a cui si succedono piacevoli nuances agrumate; solare nel colore e piacevole nel sorso, con la giusta effervescenza e con quella grinta acida che ti ripulisce e arricchisce il palato. Si cambia zona e si va sul Vesuvio, con lo Spumante Metodo Classico Caprettone 2014 di Casa Setaro, che si esprime con decisione e gradevole cremosità; dotato di grande eleganza nella bollicina e discreta lunghezza, manifesta sia al gusto sia all’olfatto, toni di erbe spontanee e un sottofondo di fiori di agrumi e di ginestra.

La sala degustazione

BLEND MISTI E BIANCHI MONOVARIETALI
Iniziamo con l’Asprinio di Aversa Civico 44 2017 di Tenuta Fontana, caratterizzato da fiori agrumi ed erbe aromatiche, dal colore giallo paglierino luminoso, al palato mostra energia e carattere, davvero gradevole. Dall’Asprinio ci spostiamo in Irpinia con il Irpinia Coda di Volpe 2016 di Traerte-Vadiaperti, che sa di scorzetta di limone quasi candito, accenni di mela e pesca e una sottile aromaticità di erbe aromatiche ne completano il bouquet olfattivo. Al palato lascia una traccia sapida che si interfaccia con la dolcezza fruttata che lo caratterizza.
Cambiamo nuovamente areale e ci spostiamo sul Vesuvio, con il Catalanesca del Monte Somma Catalunae 2017 di Tenuta Augustea, che sa di frutta bianca, un piacevole spettro agrumato lo rende promettente e di intrigante sapidità gustativa. Interessante anche il Catalanesca del Monte Somma Summa 2016 di Cantine Olivella, dove si avvertono cenni agrumati e note minerali fini ed eleganti, che precedono il sorso persistente. Segue e lascia il segno il Pompeiano Bianco Pompeii 2016 di Bosco de’ Medici, che gioca su note floreali di agrumi e mandorla, un bel fruttato di albicocca e lievi accenni di salvia; al sorso si evince la sua struttura, dotato di una bella masticabilità che invita al sorso successivo; di grande eleganza, centrato e con una vena acida e sapida che si controbilanciano. Si conferma per finezza e grinta il Vesuvio Lacryma Christi Vigna Lapillo 2016 di Sorrentino. Ulteriore sorpresa è rappresentata dal Vesuvio Lacryma Christi Territorio de’ Matroni 2015 di Cantine Matrone, un bianco dal colore paglierino intenso e luminoso, che esprime l’anima del Vesuvio, con un netto fiore di ginestra, agrumi e mandorla. Anche al palato è evidente il suo temperamento vulcanico, si rivela di una buona struttura, caldo e di carattere.
Proseguiamo gli assaggi affacciandoci alla costa, meritevole di menzione si distingue il Costa d’Amalfi Bianco Selva delle Monache 2017 di Ettore Sammarco, di buona piacevolezza, connotato all’olfatto da un bel floreale bianco, un fruttato fresco e da note mediterranee. Il sorso accarezza il palato con la delicatezza della brezza marina, richiamandone quella piacevole sensazione salina.

BIANCHI A BASE PALLAGRELLO BIANCO E SANNIO DOP FALANGHINA E IGP BENEVENTANO FALANGHINA
Dei bianchi a base pallagrello abbiamo già parlato →qui, mentre vale la pena soffermarsi sulle referenze a base falanghina del Sannio-Beneventano.
Si conferma per l’ottima beva e la piacevolezza Campania Falanghina Preta 2017 di Capolino Perlingieri, che regala intense note floreali, di grande pulizia e linearità. Non da meno la Falanghina del Sannio Svelato 2017 di Terre Stregate, che sa di erbe aromatiche, di agrumi, il sorso è avvolgente, connotato da un buon equilibrio tra freschezza e sapidità.
Il Falanghina del Sannio Vigna Segreta 2016 di Mustilli sa di erbe mediterranee, si avvertono suggestioni di timo limoncino, floreali di ginestra e profumi avvolgenti di frutta a polpa gialla, fine, elegante e di grande complessità sia olfattiva sia gustativa, ottima persistenza e bevibilità.
Fiori bianchi di magnolia e piacevoli nuances di mandarino, si ritrovano nella Falanghina del Sannio 2016 di Rossovermiglio, che si dimostra scorrevole al sorso e di garbata intensità.

I bianchi nei calici

BIANCHI A BASE FALANGHINA CAMPI FLEGREI
Dal Sannio si passa ai Campi Flegrei, dove è sempre più evidente la grande crescita di questo territorio. L’annata 2016 è nel suo momento di maggiore espressività, mentre con la 2015 s’inizia a comprendere la potenzialità della falanghina flegrea e la sua capacità di assecondare lo scorrere del tempo.
Il Falanghina dei Campi Flegrei Colle Imperatrice 2016 di Astroni, gioca sull’espressività del vitigno, profuma di erbe aromatiche, timo, rosmarino ed esprime finezza e una incredibile piacevolezza salina al palato, che gli danno lunghezza e masticabilità. Ampio e complesso, carico di frutta gialla e un bel floreale di fresia, il Falanghina Campi Flegrei 2016 di Agnanum, che riconferma al palato le suggestioni olfattive senza appesantirlo.
Elegante e puntuale, carico di macchia mediterranea, dando spazio a una pluralità di fiori e frutta che si susseguono, è il Campi Flegrei Falanghina 2015 di Contrada Salandra, che al palato rende evidente il suo carattere, la sua bella verticalità e la sua impronta sapida. Ampio, dal sorso deciso, piacevole, masticabile, espressivo e di carattere è La Cruna del lago Campi Flegrei 2015 di La Sibilla. Chiude la batteria il Falanghina dei Campi Flegrei Vigna Astroni 2015 di Astroni, che si destreggia armonicamente al palato, donando una piacevolezza gusto olfattiva intrigante e vulcanica, salina ed elegante.

BIANCHI CAMPANI A BASE FIANO
Il Fiano è senza dubbio tra le varietà a bacca bianca della regione Campania che ha dimostrato prodotti sorprendenti e capaci di emozionare, sia dal punto di vista espressivo, sia per omogeneità qualitativa.
Nell’ordine di servizio riporteremo le diverse espressioni territoriali, dal Cilento Fiano IGP, fino a entrare nel vivo dell’areale irpino.
Succoso, ben bilanciato e che invita al sorso successivo il Cilento Fiano Cumalè 2017 di Casebianche, lo segue a ruota, con la sua vivacità agrumata, una bella frutta croccante e ampiezza, il Paestum Fiano Donnaluna 2017 di Viticoltori De Conciliis, che gioca tra sapidità e acidità al palato.
Interessante anche il Sannio Fiano 2016 di Rossovermiglio, che gioca alla vista sui toni più carichi del giallo, generoso all’olfatto con sentori più maturi, di frutta che va nel tropicale e di un floreale che vira successivamente in accenni di salvia, si ingentilisce al palato dimostrando eleganza, persistenza e agilità gustativa.
Prima di passare alle referenze irpine, si chiude la batteria con altre due referenze cilentane, il Cilento Fiano Valmezzana 2016 di Albamarina e il Paestum Fiano Perella 2014 di Viticoltori De Conciliis. Il primo marcatamente speziato di pepe bianco, floreale prima e successivamente fruttato all’olfatto; pur se più rotondo al palato, non perde in freschezza e sapidità. Il secondo invece è solare, dal carattere gioviale, con una buona distensione gustativa, lungo e di amabile personalità.
Ritorniamo quindi all’annata 2017 con il Fiano di Avellino 2017 di Tenuta del Meriggio, che cattura lo sguardo con la sua luminosità e freschezza, piacevole pur se connotato da giovinezza.
Buona espressività olfattiva, per il Fiano di Avellino 2017 di Colli di Lapio, che sa di fiori di acacia, erbe aromatiche, che ritornano al palato impreziosito da una bella sapidità che gli conferisce una instancabile lunghezza. Elegante, netto e di buona sapidità gustativa, pulito, morbido e fragrante di cedro il Fiano di Avellino Pietracalda 2017 di Feudi di San Gregorio.
Mandarino, floreale di lavanda, energetica freschezza nei profumi per il Fiano di Avellino 2017 di Petilia, che dimostra una buona sapidità e un piacevole ritorno agrumato. Gioca su toni eleganti e composti di fiori di camomilla, erbe della macchia mediterranea, il Fiano di Avellino 2016 di Di Meo, piacevole, intrigante, solare e di bella bevibilità.
Cattura lo sguardo con la sua coinvolgente luminosità, il Campania Fiano Particella 928 2017 di Cantina del Barone, profondo all’olfatto e al gusto, con note gustative che sanno di agrumi, di nespola, di maggiorana, di erbe aromatiche dove spicca la freschezza delle foglie di alloro; il sorso è grintoso e dinamico con un bel finale sapido. Fresco e profumato, il Fiano di Avellino Traerte 2016 di Vadiaperti, dalle tonalità fruttate di mela e nocciola, alternate a una vena agrumata cedro e pompelmo, che gli da slancio e lo caratterizza al palato dandogli freschezza. Complesso e interessante al gusto, invoglia alla beva, il Fiano di Avellino 2016 di Pietracupa, con sentori di timo e nocciola, e delicati richiami di arancia. Balsamico erbe aromatiche, accenni di ribes bianco e bel fruttato di susina, rendono intrigante il profilo olfattivo del Fiano di Avellino 2016 di Rocca del Principe, al palato si distingue per equilibrio, piacevolezza e gradevole sapidità. Finocchietto selvatico, erba cedrina, agrumi e fruttato di pesca, sono i profumi che ritroviamo nel Fiano di Avellino Numero Primo 2016 della giovane realtà di Ventitré Filari; perfetto, fresco e sapido al palato con un richiamo coerente con l’olfatto, sorso lungo, succoso e piacevole.
Carezzevoli note di miele millefiori, floreale intenso, fruttato di nespola delineano l’olfatto del Fiano di Avellino 2016 di Di Meo, pieno e deciso al gusto.
Si distingue per i richiami fruttati di pesca, piacevoli cenni di rosmarino e salvia, il Fiano di Avellino Ventidue 2015 di Villa Raiano, avvolge il palato, snello e al contempo deciso, rende il sorso piacevole e appagato da una fresca sapidità. Particolarmente coinvolgente e profondo il Fiano di Avellino Tognano 2015 di Rocca del Principe, che nei profumi ricorda i fiori di acacia e accenni di fiori di lavanda. Il sorso si delinea scattante, caldo, denso, sapido, decisamente di grande energia. Interessante all’olfatto il Fiano Feudi Studi Arianiello 2015 di Feudi di San Gregorio, caratterizzato da note di agrumi, snello e deciso, con acidità e sapidità che si rincorrono vicendevolmente, alternandosi senza sovrapporsi. L’Irpinia Fiano Rotole 2015 di Di Prisco si rivela intrigante, complesso e gioviale all’olfatto, dove la frutta a guscio la fa da padrone, soddisfacente anche al sorso, chiude con una buona sapidità.
Si chiude questa lunga carrellata di Fiano con il Fiano di Avellino Erminia Di Meo 2003 di Di Meo solare, luminoso, esprime intriganti sentori di agrumi, a cui si susseguono cenni di nocciola; al gusto è rilassante e mantiene una bella vivacità gustativa.

altri bianchi in degustazione

BIANCHI CAMPANI A BASE GRECO
Iniziamo con un’etichetta che non delude le aspettative, il Vigna Cicogna, Greco di Tufo Dop 2017 di Benito Ferrara ha bouquet ampio, va dalle note pepate bianco a quelle incisive fruttate di pesca gialla.
Il Greco di Tufo Dop 2017 di Petilia profuma di agrumi, dall’arancia al pompelmo, e piacevole e intrigante con una vena sapida discreta. Tornano gli agrumi e una bella connotazione floreale di fiori di campo nel Greco di Tufo 2017 di Colli di Lapio, al palato ha grinta, eleganza e tanta salinità.
Riconoscibile e identitario, con una nota sulfurea predominante all’olfatto, ma che si amalgama al palato esprimendo tutta la sua vigoria, parliamo del Greco di Tufo Miniere 2016 di Cantine dell’Angelo, ben bilanciato e per nulla stancante. Evidenti e piacevoli sentori di macchia mediterranea, accenni tufacei per il Greco di Tufo 2016 di Cantina dei Monaci, che con la sua bella spalla sapida coinvolge il palato.
Coerente e pulito il Greco di Tufo 2016 di Pietracupa, dove emergono piacevoli toni agrumati, il sorso è pieno e deciso, materico e salino. Anche il Greco di Tufo 2016 di Cantine dell’Angelo è estremamente piacevole e disteso, sa di camomilla, menta e intriganti note sulfuree, il sorso è lungo e sapido.
Dorato nel calice, profuma di frutta gialla e di agrumi, il Greco di Tufo 2016 di Le Ormere è intenso e connotato da una coinvolgente sapidità gustativa. Dinamico e piacevole il Greco di Tufo Sphera 2016 di Cennerazzo. Chiude la batteria con succose note di albicocca, gusto piacevole e discreta salinità l’Irpinia Greco Mida 2014 di Antico Castello.

Non può mancare una sintesi dei migliori assaggi in bianco di questa edizione 2018 di Campania Stories:
Trentapioli, Asprinio di Aversa Spumante Brut MM di Salvatore Martusciello @@@@@
Caprettone spumante Metodo Classico 2014 di Casa Setaro @@@@+
Coda di Volpe irpinia doc 2016 di Traerte-Vadiaperti @@@@@
Catalunae, Catalanesca del Monte Somma IGP 2017 di Tenuta Augustea @@@@
Summa, Catalanesca del Monte Somma IGP 2016 di Cantine Olivella @@@@
Pompeii, Pomeiano Bianco IGP 2016 di Bosco de’ Medici @@@@@
Vigna Lapillo, Vesuvio Lacryma Christi igt 2016 di Sorrentino @@@+
Territorio de’ Matroni, Vesuvio Lacryma Christi igt 2015 di Cantine Matrone @@@@+
Selva delle Monache, Costa d’Amalfi Bianco 2017 di Ettore Sammarco @@@@+
Pallagrello Bianco Caiatì 2015 Alois @@@@
Pallagrello Bianco 2015 Viticoltori del Casavecchia @@@@+
Preta, Campania Falangina 2017 di Capolino Perlingieri @@@@+
Falanghina del Sannio 2017 di Terre Stregate @@@@+
Falanghina del Sannio Sant’Agata dei Goti Vigna Segreta 2016 di Mustilli @@@@+
Falanghina del Sannio doc 2016 di Rossovermiglio @@@@
Colle Imperatrice, Falanghina dei Campi Flegrei 2016 di Astroni @@@@@
Falanghina Campi Flegrei 2016 di Agnanum @@@@+
Falanghina Campi Flegrei 2015 di Contrada Salandra @@@@@
La Cruna del lago Campi Flegrei 2015 di La Sibilla @@@@+
Vigna Astroni, Falanghina dei Campi Flegrei 2015 di Astroni @@@@+
Cumalè, il Cilento Fiano 2017 di Casebianche @@@@
Donnaluna, Paestum Fiano 2017 di Viticoltori De Conciliis @@@@
Sannio Fiano 2016 di Rossovermiglio @@@+
Valmezzana Cilento Fiano Dop 2016 di Albamarina @@@+
Perella, Paestum Fiano 2014 di Viticoltori De Conciliis @@@@+
Fiano di Avellino 2017 di Tenuta del Meriggio @@@@
Fiano di Avellino docg 2017 di Colli di Lapio @@@@+
Pietracalda, Fiano di Avellino docg 2017 di Feudi di San Gregorio @@@@
Fiano di Avellino Dop 2016 di Di Meo @@@@+
Campania Fiano – Particella 928 – 2017, Cantina del Barone @@@@@
Traerte, Fiano di Avellino 2016 di Vadiaperti @@@@@
Fiano di Avellino Dop 2016 di Pietracupa @@@@+
Fiano di Avellino 2016 di Rocca del Principe @@@@
Numero Primo, il Fiano di Avellino 2016 di Ventitré Filari @@@@
Fiano di Avellino 2016 di Di Meo @@@@+
Tognano, Fiano di Avellino 2015 di Rocca del Principe @@@@
Feudi Studi Arianiello, il Fiano 2015 di Feudi di San Gregorio @@@@
Vigna Cicogna, Greco di Tufo Dop 2017 di Benito Ferrara @@@@+
Greco di Tufo Dop 2017 di Petilia @@@+
Greco di Tufo dop 2017 di Colli di Lapio @@@@@
Miniere, il Greco di Tufo dop 2016 di Cantine dell’Angelo @@@@@
Greco di Tufo Dop 2016 di Cantina dei Monaci @@@@
Greco di Tufo 2016 di Pietracupa @@@@
Torrefavale, Greco di Tufo 2016 Cantine dell’Angelo @@@@
Greco di Tufo Dop 2016 di Le Ormere @@@@
Sphera, il Greco di Tufo Dop 2016 di Cennerazzo @@@@@
Mida, l’Irpinia Greco Dop 2014 di Antico Castello @@@@

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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