Campania Stories 2018, il racconto di un territorio

Anche quest’anno l’edizione 2018 di Campania Stories, la rassegna dedicata alla presentazione delle nuove annate campane, si è rivelata ricca di interessanti novità e di tante conferme. Prima tra tutte la notevole crescita sempre più evidente dal punto di vista qualitativo delle realtà regionali, con una nota di spicco relativa alle bacche bianche del territorio, oltre a una maggiore e puntuale gestione della manifestazione da parte di Miriade & Partners s.r.l., che insieme alle 86 aziende partecipanti e ai Main Sponsor Ais Campania e Media Partner Luciano Pignataro Wine Blog, è riuscita a dare uno sguardo completo sul territorio campano anche dal punto di vista artistico-culturale.
La prima tappa della rassegna, ha visto come luogo ospitante la magnifica Reggia di Caserta, Patrimonio dell’Umanità Unesco, uno dei luoghi simbolo della Campania nel mondo, dove, dopo una dettagliata visita guidata, si è discusso delle ultime vendemmie e delle sempre più forti sinergie tra il comparto vitivinicolo e quello gastronomico e culturale.

A seguire un interessante focus sulle 10 aziende casertane aderenti alla rassegna, che si è svolto presso l’azienda Sclavia, nel comune di Formicola, con un successivo momento di degustazione di alcune delle loro referenze, in particolare sulle realtà varietali del pallagrello sia bianco che nero, del casavecchia, Aglianico, Primitivo, Piedirosso, Falanghina e Fiano.Momento importante di confronto e di scambio, non solo per la stampa nazionale e internazionale intervenuta, ma soprattutto per i produttori stessi.

Da segnalare il Nanni Copè Sabbie di Sopra 2016 (90% Pallagrello Nero, 5% Aglianico, 5% Casavecchia) di grande freschezza al palato e dal finale piuttosto lungo. Interessante anche il Galardi Terre di Lavoro 2008 (80% Aglianico, 20% Piedirosso), potente ed elegante e caratterizzato da richiami vegetali e speziati.
Tra i bianchi si è distinto il Terre del Volturno Pallagrello Bianco Caiatì 2016 di Alois, contraddistinto da gradevoli profumi floreali, una freschezza agrumata e cenni di cera d’api, di buona freschezza e spiccata sapidità al palato e il Pallagrello Bianco 2016 della Cooperativa Viticoltori del Casavecchia con piacevoli tonalità floreali e di gradevole sapidità.

Le degustazioni, il cui servizio è stato svolto in modo professionale dai sommelier dell’Ais Campania, si sono svolte durante le giornate del 6 e del 7 aprile, nella sede di Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel di Napoli che, durante le giornate della manifestazione, ha ospitato anche interessanti seminari tecnici e il Campania stories Party, una serata conviviale e informale a cui hanno preso parte produttori e giornalisti.
Entrando nel vivo della kermesse, si è cominciato dalla sessione di assaggio alla cieca di ben 109 campioni a bacca bianca, che hanno interessato le principali aree vitivinicole della Campania, dal Sannio all’Irpinia, dai Campi Flegrei e Arcipelago Campano al Vesuvio, dalla Penisola Sorrentina alla Costiera Amalfitana, dai Colli Salernitani e Picentini al Cilento, fino all’Alto Casertano, e alle Colline Caiatine-Terre del Volturno. Senza dubbio da questa prima giornata è emersa una grande coerenza e una precisa connotazione delle diverse aree vitivinicole, con punte di eccellenza, ma senza dubbio tutte spostate su un livello qualitativo tra il buono e l’ottimo.

Durante la terza giornata i protagonisti sono stati i vini prodotti con le varietà a bacca rossa, anche qui il numero di campioni in assaggio ha superato il centinaio.
Seguirà a breve un’analisi dettagliata sui campioni che ci hanno colpito maggiormente.
Anche se la Campania del vino sembra confermare la sua natura bianchista, è senza dubbio emerso un notevole miglioramento riguardo la bacca rossa, in modo particolare in merito agli areali vesuviani e flegrei, soprattutto all’uva Piedirosso di cui sono state degustate piacevolissime interpretazioni.
Un potenziale che si potrà esprimere sempre di più e sempre meglio nel momento in cui si consoliderà lo spirito di cooperazione e di sinergia tra produttori e territori.




