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Nobile di Montepulciano 2005: tanta nebbia ma c’è chi lavora bene

Vino Nobile di Montepulciano - CrocianiPotrebbe apparire fin troppo facile e scontato, e in parte anche scorretto, citare ancora una volta la Cantina Crociani, visto che Susanna ha scelto da anni di non presentare il proprio Nobile all’anteprima che ogni anno il Consorzio organizza a Montepulciano. Ma per me che trovo la massima motivazione nel parlarvi di vino proprio quando ho occasione di degustare certe bottiglie e di incontrare persone che lasciano in me ricordi e sensazioni che vanno ben al di là di qualsiasi formale approccio produttore-giornalista, ho sufficienti ragioni per sentirmi nel pieno diritto di raccontare ciò che di meglio ho raccolto dalle mie esperienze enovaganti.

Questo mio scritto, però, ha un intento più ampio, perché ritengo che, nonostante la tutt’altro che appassionante degustazione dei 40 Nobili 2005, avvenuta il recente 21 febbraio e di cui vi ha ampiamente parlato l’amico Alessandro Franceschini in questo approfondito e condivisibile articolo, ci siano realtà che meritano attenzione e di cui valga la pena prendere nota.
Mi soffermo, quindi, prima su Susanna Crociani, che oggi porta avanti l’azienda con fatica doppia, da astemia qual è, per la recente scomparsa del fratellone Giorgio, con impegno, sacrificio, sudore, coraggio e un pizzico di incoscienza, desiderosa di mantenere viva la tradizione iniziata da babbo Arnaldo. L’ammirazione e la stima che nutro per lei non mi impediscono di essere obiettivo sui suoi vini che, sin da quando ci siamo conosciuti (tre anni fa), mi hanno colpito per la straordinaria purezza.
Gli assaggi effettuati in cantina confermano l’ottima salute della Riserva 2001, ancora fresca, equilibratissima e fedele interprete di quell’eleganza, di quella setosità che il prugnolo gentile, quando lavorato rispettandone le caratteristiche, sa esprimere sulle colline di Montepulciano.
La Riserva 2003 è una delle più buone e gustose mai assaggiate di questo difficile millesimo, capace di sfoggiare note di giaggiolo impensabili per la maggior parte dei Nobili di quest’annata, una ciliegia succosa, tanta fresca vitalità e una persistenza lunga e pulitissima. La Riserva 2004 si è presentata più chiusa, meno generosa, con qualche sfumatura animale, ma la materia prima evidenziata all’assaggio non lascia dubbi sulle sue potenzialità.
Il Nobile 2005, invece, ha subito sbaragliato il campo rispetto agli avversari, proponendo una complessità fatta di note di alloro, menta, prugna, liquirizia, ciliegia, con un tannino tutto sangiovese, che attacca deciso e non molla ma non sottrae nulla al gusto, chiedendo solo tempo per amalgamarsi alla perfezione con il resto degli ingredienti che compongono questo piacevolissimo nettare.

Nobile di Montepulciano - Poggio alla SalaDella giornata passata nella tensostruttura appositamente allestita nella bellissima Piazza Grande di Montepulciano, ci sono stati alcuni vini che mi hanno offerto momenti di piacere e riacceso l’interesse. Fra questi merita assoluta attenzione il Nobile 2005 (90% prugnolo gentile, 10% canaiolo nero, fermentazione malolattica spontanea, affinamento parte in rovere di Slavonia e parte in barrique) a firma Poggio alla Sala, di proprietà della famiglia Gattavecchi, eccellente nella sua trama floreale, con una deliziosa gamma di frutti di bosco ad arricchire l’elegante bouquet, mentre al palato appare sapientemente morbido eppure sostenuto da un bel nerbo acido, tannino molto fine e un finale che promette evoluzioni ampiamente speziate.
Un rosso col carattere squisitamente toscano, che può dare grandi soddisfazioni anche a tavola. Ho assaggiato al volo al banco del produttore presente in sala, la Riserva 2004 che mi è parsa molto simile nel carattere al base ma con una ricchezza e una personalità ancora più spiccate. Sono quei vini che chi ama la migliore espressione di un territorio, senza ammiccamenti verso questa o quella moda, non deve assolutamente lasciarsi sfuggire.

Nobile di Montepulciano - Le BèrneUn’altra azienda che, a mio avviso, ha fatto centro (l’avevo apprezzata anche negli anni passati) è Le Bèrne, di proprietà della famiglia Natalini, che ha sede e vigneti nei pressi di Cervognano, facilmente raggiungibile per chi come me passa per Chianciano, seguendo le indicazioni per Acquaviva. L’azienda ha quasi 50 anni sulle spalle, e produce un Nobile di Montepulciano ottenuto per il 97% da prugnolo gentile e per il restante da colorino (mentre per la riserva la presenza di colorino sale al 10%), che nella versione 2005 mi ha davvero colpito: attacco molto floreale e ampio, ciliegia, sfumature pepate che poi si ritrovano al gusto, un bel richiamo di liquirizia. All’assaggio è molto corrispondente, intenso e vibrante, legno praticamente impercettibile, tannino nitido ma già fuso con la massa, piacevole speziatura fine, lungo e pulito nel finale.
Più imponente la riserva 2004, che pur nella preziosa ricchezza e sontuosità lascia intuire una necessità evolutiva maggiore, rimandando le impressioni definitive ad un prossimo futuro.

Altri vini meritano una segnalazione, in parte già fatta da Alessandro, come il Nobile 2005 dell’azienda Godiolo, di proprietà di Franco Fiorini, che mi ha fatto un’ottima impressione, bellissimo colore, intenso ma non esagerato, naso di viola, lampone, ciliegia, in bocca si espande bene, ha un bel profilo, freschezza, complessità, una beva non indifferente che mi ha suscitato un certo entusiasmo.
Diametralmente opposto è lo stile dell’azienda Contucci, la cui presenza a Montepulciano ha radici antichissime, di cui ho potuto apprezzare una interessantissima mini-verticale (annate 2003-1993-1983). Qui il Nobile ha una veste decisamente tradizionale, che richiede un tempo indubbiamente maggiore rispetto agli altri vini di Montepulciano per essere apprezzato nella sua indubbia qualità espressiva. Infatti la versione 2005 appare ancora scorbutica, con profumi non del tutto nitidi sebbene se ne percepisca la stoffa. La verticale ha evidenziato questo aspetto, tanto che l’annata 1983, quindi quella con più anni sulle spalle, ha dimostrato di essere di gran lunga superiore alle altre due presentate.
Infine, ma anche questa non è per me una novità, desidero segnalarvi l’azienda Gracciano della Seta, della famiglia Mazzucchelli Della Seta, fondata nel lontano 1800, settanta ettari di proprietà di cui 17,5 a vigneto e una produzione annua di 55 mila bottiglie. Il Nobile 2005 si è presentato fresco e caratteristico, profumato di viola mammola e frutti di bosco (con un maggiore richiamo alla mora), di taglio leggermente più moderno rispetto a quelli che vi ho presentato, ma ben fatto e preciso nella personalità.

Sempre validissimo e uno dei punti di riferimento di tutta l’area montepulcianese, il Nobile di Poderi Boscarelli, dei Marchesi De Ferrari Corradi, altra azienda nei pressi di Cervognano, che nella versione 2005 si offre di bella struttura, sapido, elegante, con spiccate note di liquirizia e frutti di bosco, una prestazione “alta”.
Appena inferiore alle aspettative, ma sempre interessante, il Nobile di Salcheto, un’altra azienda che mi è sempre piaciuta molto e alla quale ho dedicato ampio spazio in questa scheda. Il suo 2005 si è ben espresso nella trama gusto-olfattiva, l’unico piccolo neo che ho rilevato è nel tannino che mi è parso piuttosto verde, immaturo, ma sono sensazioni che potrebbero scomparire con il tempo.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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