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Le DOC del Veneto: Lessini Durello o Durello Lessini

Le Doc del Veneto: Lessini Durello o Durello Lessini


❂ Lessini Durello o Durello Lessini D.O.C.
(Approvato con D.M. 8/11/2011 – G.U. n.277 del 28/11/2011; ultima modifica D.M. 26/8/2024 – G.U. n.205 del 2/9/2024 / G.U.U.E. C/2024/7284 del 6/12/2024)


zona di produzione
● in provincia di Verona: l’intero territorio dei comuni di San Giovanni Ilarione, Vestenanova e parte del territorio dei comuni di Badia Calavena, Cazzano di Tramigna, Montecchia di Crosara, Roncà, Tregnago;
● in provincia di Vicenza: l’intero territorio dei comuni di Arzignano, Brogliano, Castelgomberto, Chiampo, Gambugliano, Trissino e parte del territorio dei comuni di Cornedo, Costabissara, Gambellara, Isola Vicentina, Malo, Marano Vicentino, Monte di Malo, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Montorso Vicentino, Nogarole Vicentino, San Vito di Leguzzano, Schio, Zermeghedo;


base ampelografica
spumante (metodo Martinotti o Charmat): durella min. 85%, possono concorrere, da soli o congiuntamente, i vitigni garganega, pinot bianco, chardonnay e pinot nero, max. 15%;


norme per la viticoltura
le viti devono essere allevate a spalliera o GDC o a pergola in tutte le sue forme ove sia assicurata un’apertura nell’interfila o sul filare e una carica massima di gemme a ettaro fino a 50 mila;
i nuovi impianti e reimpianti devono essere composti da almeno 2.500 ceppi/Ha per le varietà durella e garganega, 3.000 ceppi/Ha per le varietà chardonnay, pinot nero e pinot bianco;
è consentita l’irrigazione di soccorso;
la resa massima di uva in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo devono essere di 16 t/Ha e 9,00% vol.;


norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione delle uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata “Lessini Durello” o “Durello Lessini” devono essere effettuate all’interno dei comuni compresi totalmente o parzialmente nella zona di produzione delimitata, tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali, è consentito che tali operazioni siano effettuate anche nei comuni limitrofi di Monteforte, Soave, Colognola ai Colli, Illasi, Mezzane, Verona, S. Mauro di Saline, Velo Veronese e Selva di Progno per la provincia di Verona e Lonigo, Sarego, Brendola, Altavilla Vicentina, Sovizzo, Monteviale, Vicenza, Caldogno, Villaverla, Thiene, Santorso, Torrebelvicino, Valdagno, San Pietro Mussolino, Valli del Pasubio e Velo d’Astico per la provincia di Vicenza;
le operazioni di spumantizzazione devono avvenire all’interno del territorio della Regione Veneto;
il vino “Lessini Durello” o “Durello Lessini” Spumante deve essere ottenuto ricorrendo esclusivamente a mezzo fermentazione in autoclave, utilizzando i mosti o vini ottenuti dalle varietà indicate nel presente disciplinare, in ottemperanza alle vigenti norme sulla produzione degli spumanti;


norme per l’etichettatura e il confezionamento
il termine “Millesimato” è accompagnato obbligatoriamente dal riferimento dell’annata di produzione delle uve;
nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata “Lessini Durello” o “Durello Lessini” può essere utilizzata la menzione “vigna” a condizione che sia seguito dal corrispondente toponimo, che la relativa superficie sia distintamente specificata nell’albo dei vigneti, che la vinificazione, elaborazione e conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale menzione, seguita dal toponimo, venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri, sia nei documenti di accompagnamento;

i vini a denominazione di origine controllata «Lessini Durello» o «Durello Lessini» devono essere immessi al consumo esclusivamente in bottiglie fino a 15 litri. Qualora detti vini siano confezionati in bottiglie di contenuto nominale compreso tra 0,500 e litri 3 è obbligatorio l’uso del tappo fungo in sughero; per le bottiglie fino a 0,375 litri è consentito anche l’uso del tappo a vite.
Le bottiglie contenenti i vini «Lessini Durello» o «Durello Lessini», devono essere, anche per quanto riguarda l’abbigliamento, consoni ai tradizionali caratteri di pregio di detti vini;


legame con l’ambiente geografico
A) Specificità della zona geografica
Fattori naturali
L’area compresa nella zona a DOC del vino «Lessini Durello» o «Durello Lessini» si estende per una superficie di oltre 30.000 ettari nella porzione collinare dei Lessini orientali, a cavallo del confine tra le province di Verona e Vicenza.
L’assetto fisiografico, comune a tutti i Lessini, è caratterizzato da estese e talora strette incisioni vallive disposte a ventaglio con sostanziale andamento NNW-SSE separate da altrettante dorsali, con analogo andamento, che progradano a Sud fino a immergersi sotto la coltre alluvionale della Pianura Padana. Il dislivello altimetrico compreso nell’area è di circa 800 m.
II sistema idrografico dell’area si presenta particolarmente sviluppato ed è costituito principalmente dai fiumi lessinei che hanno un andamento genericamente meridiano.
II clima dell’area studiata è caratterizzato da piovosità annua di circa 1063 mm e da temperature medie annue di circa 13,7 °C.
Pur essendo il territorio caratterizzato da un vissuto geologico piuttosto complesso, possiamo però affermare che negli areali interessati oggi alla coltivazione della vite soprattutto nei versanti collinari della Val d’Alpone e della Val di Chiampo, fino alla valle dell’Agno, sono predominanti rocce vulcaniche e vulcanico-detritiche basiche.
I suoli che ne derivano sono moderatamente profondi, con tessitura fine e con scheletro basaltico scarso in superficie ma più abbondante in profondità.
Un vitigno che grazie a una produzione costante, una buona resistenza alle malattie, un’ottima attitudine alla spumantizzazione (vedi contenuti acidi) e un’alta vigoria (consona alle buone precipitazioni delle colline orientali veronesi e vicentine), ha trovato nell’area le condizioni pedoclimatiche idonee a fornire i migliori risultati qualitativi e a renderlo forte e capace di affrontare le sfide estreme.
Fattori storici e umani
Sette secoli di storia per la viticoltura dei Monti Lessini sono un traguardo che sottolinea con forza quanto l’uomo da sempre sia attento alle sorti della vigna in questa zona alto collinare, a cavallo tra le province di Verona e di Vicenza nell’area dei Monti Lessini.
Documenti storici sull’agricoltura dei Monti Lessini evidenziano spesso la frase «Terra cum vineis», appezzamento di terreno coltivato interamente a vite. Nel periodo intercorso tra il Medioevo e i primi anni del secolo XIX la viticoltura e l’enologia nelle province di Verona e Vicenza, e così nella zona dell’Alpone e quella dell’Agno-Chiampo, rimasero ai livelli tecnici di base che si erano determinati nel Medioevo.
Le produzioni migliori si ottengono in terreni ben esposti, di natura vulcanica con tecniche di coltivazione razionali legate alla tradizione del territorio.
II vitigno Durella ama le buone esposizioni ma soprattutto esige nel vigneto un buon ricambio di aria e di questo i viticoltori sono consapevoli.
I sistemi di allevamento nel corso degli anni hanno subito un’evoluzione notevole. Oggi i sistemi di allevamento più usati nella zona della Durella sono la «pergola veronese» semplice o doppia e il guyot. Negli ultimi tempi si è affermata la pergola veronese doppia aperta al centro, a bassa carica di gemme speronata. Questo sistema di allevamento permette una maggiore insolazione, un migliore ricambio di aria e una migliore pigmentazione delle uve.
Nata con decreto ministeriale 25/06/1987 (GU n. 6 del 9 gennaio 1988), all’interno della Denominazione d’origine controllata DOC «Lessini e Durello», il successo internazionale ottenuto negli ultimi decenni dal vino Durello, ha portato nel 2009 i produttori a richiedere il riconoscimento del «Lessini Durello» come denominazione autonoma, ottenuta dal Ministero con D.P.R. 17 luglio 2001 Gazzetta Ufficiale 13 agosto 2001 al fine di valorizzare al meglio le peculiarità di questo vino. Il Consorzio di tutela del Lessini Durello, riconosciuto dal Ministero nazionale nel novembre 2000, opera per valorizzare le denominazioni della zona e la loro realtà produttiva e socio economica delle Vallate Veronesi e Vicentine che rientrano nella zona del disciplinare di produzione. I produttori della denominazione, insieme al Consorzio, hanno affinato la tecnica della spumantizzazione del Lessini Durello ricavandone un ruolo di prestigio nell’ambito della spumantistica veneta.
B) Specificità del prodotto
I grappoli della Durella sono di media grandezza, con forma piramidale, compatta e alata; gli acini hanno una buccia piuttosto spessa, coriacea e tannica.
Il Durello Spumante nasce da un uvaggio che prevede un minimo dell’85% di uva Durella, con possibili aggiunte di Chardonnay, Garganega, Pinot bianco e Pinot nero. Grazie all’alta percentuale di acidità totale si presta bene alla spumantizzazione.
Questo vino si presenta con una spuma fine e persistente e con un colore giallo paglierino più o meno carico, con riflessi verdognoli.
I profumi sono caratterizzati da sentori di marini di gesso e iodio che sembra esaltare note più floreali di sambuco e biancospino. In bocca è la sua vibrante acidità a definirne il carattere. Ritornano i sentori marini tipici di questo territorio e anche se il corpo non è mai eccessivo, la sensazione di sapidità nobilitata da un retrogusto minerale e amarognolo non sembra mai esaurirsi. Proprio per queste caratteristiche, ha una grande duttilità, sia come aperitivo che per i piatti più grassi e sapidi.
C) Legame causa effetto fra ambiente e prodotto
È fuori dubbio che la viticoltura dell’area DOC Lessini Durello, possa avvalersi di uno stretto legame di identità tra i suoi vini e gli elementi tipici del territorio: da un lato un vitigno antico e autoctono, la Durella, dall’altro un ambiente in gran parte ancora incontaminato con un paesaggio pienamente conservato e ancora da proporre nei suoi angoli più caratteristici. Anche in questo caso una ricca bibliografia chiarisce il diverso comportamento varietale quando confrontato in simili o analoghi ambienti. La viticoltura in questo areale è la dimostrazione che il risultato enologico è strettamente dipendente dalla perfetta sintonia tra vitigno e ambiente. Se da un lato troviamo quindi il territorio viticolo con le sue peculiarità ben definibili e definite, dall’altro abbiamo invece il vitigno con una sua reazione ben precisa ai fattori termici, idrici, pedologici e colturali. Alta collina e suoli prevalentemente d’origine basaltica definiscono dei vini molto caratteristici.
La pergoletta veronese per il vitigno Durella resta uno dei sistemi di allevamento migliore, legato al territorio e all’ambiente, ma la stessa deve essere ben gestita per garantire all’uva uno standard qualitativo elevato e sempre costante.
Se l’elevato contenuto in acidità fissa è da collegare alle peculiarità del vitigno, quasi tutti gli altri caratteri sono fortemente collegati alle condizioni pedoclimatiche. C’è infatti un fortissimo legame tra suoli vulcanici e sentori minerali di pietra focaia, quasi marcatori specifici del Durello. Pendenze e altitudini con le relative forti escursioni termiche definiscono inoltre gli altri caratteri di questo vino.
I vini non saranno mai caratterizzati da una struttura importante, ma sarà l’aspetto olfattivo a caratterizzare e quasi definire l’identità del Durello. Sentori di mela più o meno verde si alternano a intensità olfattiva più complesse di origine minerale, pietra focaia, anche con ricordi marini di iodio e di zolfo.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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