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Un breve riassunto, un po’ di corsa perché devo prepararmi per la seconda immersione nelle sale affollate di “Vini Naturali a Roma”, l’evento organizzato da Tiziana Gallo, che ha visto riunite quasi 70 aziende provenienti dalle tre associazioni Vini Veri, VinNatur e TripleA. Un successo pieno, per il quale Tiziana, per la prima volta impegnata in un’esperienza del genere, ha avuto non pochi timori e che, invece, si sta dimostrando addirittura superiore alle più rosse previsioni. L’Hotel Columbus, sito in Via della Conciliazione 33, ha messo a disposizione dell’evento alcune sale adibite con i classici banchi d’assaggio; l’enorme affluenza di visitatori ha messo a dura prova gli ambienti più piccoli, elevando anche il livello di calore, ma poco alla volta si è creato comunque un equilibrio che ha reso possibile degustare e dialogare con i numerosi produttori. Non mi soffermo per ora sui particolari, ma voglio segnalarvi alcune aziende che ritengo meritino attenzione, fra queste sicuramente Campi di Fonterenza, una recente realtà che si è inserita a pieno diritto fra le più interessanti dell’area di Montalcino. Francesca Padovani è una ragazza solare, carica di passione che insieme alla sorella Margherita sta portando avanti dal 2004 una piccola azienda in località San Polino, tra Montalcino e Castelnuovo dell’Abate. Lavorano con uno sguardo al futuro, così, a fianco del classico cordone speronato e del guyot bordolese hanno inserito anche l’allevamento ad alberello, un tempo impensabile in queste zone, ma che si sta rivelando una delle migliori soluzioni per affrontare i forti mutamenti climatici degli ultimi anni. Al momento hanno 2,5 ettari di vigna già in produzione che a regime diventeranno 4. Producono il Rosso e il Brunello di Montalcino, un interessante rosato, il Rosa di Fonterenza a base sangiovese, l’Igt Fonterenza, altro sangiovese in purezza e il Lupo di Fonterenza ottenuto da cabernet sauvignon. A parte il Lupo e il Fonterenza, che non ho degustato, ho avuto un’ottima impressione del rosato 2007, che rivela un intenso profumo di rosa, anche a calice vuoto, una bella ciliegia viva e piacevole, una intensa sfumatura minerale e note di macchia mediterranea, mentre al palato rivela un tannino scattante, una bella corrispondenza aromatica e una persistenza notevole per questa tipologia. Eccellente il Rosso di Montalcino 2006, che si giova di 20 mesi di sosta in botti tronco-coniche di rovere di Slavonia, dal carattere deciso ma senza esagerare con atteggiamenti da Brunello, la sua natura rimane giustamente quella di un vino da godere anche alla sua uscita, ricco di quei profumi che un sangiovese grosso dovrebbe esprimere in queste terre argilloso-calcaree, esaltati anche dalla buona altitudine che si attesta attorno ai 400 metri. Con il Brunello 2004 scopriamo le grandi potenzialità di questa azienda ma… per ulteriori dettagli dovrete aspettare. La fretta incalza ma voglio segnalarvi assolutamente i vini di Corrado Dottori, dell’azienda La Distesa, siamo in terra di Verdicchio dei Castelli di Jesi, e Corrado sa bene quali incredibili potenzialità abbia questo straordinario vitigno, tanto da avere abbracciato una filosofia oggi ancora poco compresa, che vede i suoi bianchi proiettati verso lunghi anni di evoluzione; non perdetevi la Riserva Gli Eremi 2006 e il Nur 2006, quest’ultimo una vera rarità, solo 1200 bottiglie, composto da trebbiano, verdicchio e malvasia. Ma Corrado se la cava benissimo anche con le uve rosse, ne è un validissimo esempio il Nocenzio 2006 a base montepulciano, sangiovese e cabernet sauvignon. Ma ora vi devo proprio lasciare, ci rileggeremo più avanti…
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