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Le Doc della Sardegna: Moscato di Sardegna


Le Doc della Sardegna: Moscato di Sardegna

Le Doc della Sardegna: Moscato di Sardegna

Moscato di Sardegna D.O.C. (D.M. 15/06/2011 – G.U. n.157 dell’8/7/2011)

zona di produzione
le uve devono essere prodotte nell’ambito territoriale della regione Sardegna;

base ampelografica
bianco, passito, da uve stramature, spumante: Moscato Bianco, possono concorrere altre uve provenienti da vitigni a bacca bianca, idonei alla coltivazione nella regione Sardegna, max. 10%. Per la tipologia spumante detta percentuale deve essere ottenuta esclusivamente da uve provenienti da vitigni aromatici a bacca bianca;

norme per la viticoltura
è consentita l’irrigazione di soccorso;
i nuovi impianti e reimpianti dovranno avere una densità di almeno 3.500 ceppi per ettaro;
la resa massima di uva in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo devono essere di 11 t/Ha e 14% vol. per la tipologia “Bianco”, 16% vol. per la tipologia “Passito”, 15% vol. per la tipologia “Uve stramature” e 9% vol. per la tipologia “Spumante”;

norme per la vinificazione
le operazioni di vinificazione devono essere effettuate nel territorio della Regione Sardegna;
per le tipologie “Moscato di Sardegna” Bianco, “da uve stramature” e “Passito“, è vietato aumentare la gradazione alcolica complessiva del prodotto mediante concentrazione del mosto o del vino base, o impiego di mosti o di vini che siano stati oggetto di concentrazione. Qualora il titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle uve di una determinata partita destinata alla produzione del “Moscato di Sardegna” Spumante sia superiore a 13% vol., è vietato l’uso dello sciroppo zuccherino per la presa di spuma, dovendosi in tal caso procedere alla spumantizzazione utilizzando esclusivamente lo zucchero naturale della partita;
per la tipologia “Passito” è consentito l’appassimento su stuoie, anche in locali idonei, fino al raggiungimento di un contenuto zuccherino di almeno 272 g/l. E’ altresì ammessa la parziale disidratazione con aria ventilata, con ventilazione forzata o in appositi locali termocondizionati;
il vino “Moscato di Sardegna” non può essere immesso al consumo prima del 15 ottobre dell’annata di produzione delle uve per la tipologia “Spumante”, del 1° marzo successivo all’annata di produzione delle uve per la tipologia “Bianco” e del 1° luglio successivo all’annata di produzione delle uve per le tipologie “da uve stramature” e “Passito”;

norme per l’etichettatura
le sottodenominazioni geografiche tradizionali “Tempio Pausania” o “Tempio” e “Gallura” sono riservate al “Moscato di Sardegna” spumante spumantizzato in Gallura e proveniente da uve ammesse, prodotte e vinificate rispettivamente nel territorio amministrativo di Tempio Pausania e nel territorio geograficamente definito “Gallura”, il quale comprende l’intero territorio dei comuni di Aggius, Aglientu, Arzachena, Badesi, Berchidda, Bortigiadas, Budoni, Calangianus, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Luras, Monti, Olbia, Oschiri, Palau, Sant’Antonio di Gallura, San Teodoro, Santa Teresa di Gallura, Telti, Tempio Pausania, Trinità d’Agultu, in Provincia di Olbia-Tempio, e il comune di Viddalba in provincia di Sassari;
per i vini a denominazione di origine controllata “Moscato di Sardegna”, con l’esclusione della tipologia “Spumante”, è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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