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Benvenuto Brunello 2015: l’annata 2010 del Brunello di Montalcino

Montalcino

Anche quest’anno sono andato a Montalcino per l’evento “Benvenuto Brunello”, e vi racconto questa mia esperienza. Avevo già avuto modo, sin dal giugno 2013, di assaggiare alcuni vini dell’annata 2010 ancora in botte e di “sentire” la bontà e la ricchezza che si andava formando in quei vini. Già qualche settimana prima dell’evento si sbandierava che nei giorni dell’anteprima Montalcino sarebbe stata invasa da “addetti ai lavori” ed appassionati, oltre ogni limite di capienza, vista l’eccezionalità dell’annata.
Ed i grandi “guru” americani, con eccezionale tempismo, ci avevano fatto trapelare le loro vertiginose valutazioni, avendo avuto la “fortuna” di assaggiare in anteprima dell’anteprima: ma guarda un po’!
E qui qualcosa va detto. Non metto mai in discussione le valutazioni che grandi degustatori o neofiti fanno di un vino; si tratta, pur sempre, di una valutazione che, per quanto obiettiva possa essere, resta comunque un parere soggettivo. Ma i CENTO PUNTI elargiti quest’anno a piene mani mi lasciano un po’ perplesso. Non certo per i vini fortunati, sui quali, più o meno, concordo anch’io che siano fra i migliori in assoluto. Bensì per il punteggio assegnato.
Un punteggio si assegna in considerazione della qualità, della bontà e della piacevolezza raggiunta da un vino in una annata ed in un contesto abbastanza ampio. Se l’annata di produzione è stata eccezionale, sicuramente predispone il degustatore ad alzare di qualche punto il voto finale.
L’affidabilità di un produttore è un elemento favorevole, a differenza di un produttore che spesso immette sul mercato vini poco eleganti o, addirittura, difettosi. Insomma, le condizioni climatiche dell’annata, un grande vitigno, in un territorio tradizionalmente vocato ed ottime e collaudate pratiche in cantina portano inevitabilmente ad un punteggio alto.
Cento punti dovrebbe rappresentare un miraggio; il punteggio massimo e teorico, a cui ogni produttore deve tendere asintoticamente per un proprio vino, e che difficilmente potrà mai raggiungere. E’ come se io volessi portare la mia autovettura alla massima velocità segnata sul tachimetro: quella è una velocità irraggiungibile per quel motore e rappresenta solo il fondo scala dello strumento.
Il vitigno ed il territorio rimangono gli stessi; ed ammettiamo anche che le pratiche di cantina di quei produttori saranno, negli anni, sempre di altissimo livello. L’andamento climatico, però, è un parametro variabile e indipendente dalla volontà del produttore; non si conoscono due annate uguali: forse, simili.
Credo che l’assegnazione di chiocciole, stelle, grappoli, bicchieri o quant’altro è più che sufficiente per dare indicazioni della classe di qualità di un vino; pochi centesimi di punteggio non aggiungono granché al valore del vino, non raccontano le piccole sfumature di differenza; dicono solo a quale vino sia andata la preferenza del degustatore nel momento che lo ha degustato.
Resta comunque un giudizio soggettivo!
Un effetto immediato, comunque, si è determinato: quei punteggi così alti hanno fatto si che l’annata 2010 è stata venduta oltre ogni previsione, anche a scapito della 2009!
Secondo il mio modesto parere, quei produttori che, avendo le vigne in un territorio eccezionale e che negli ultimi anni hanno dato dimostrazione di grande bravura, conquistando posizioni di vertice, hanno potuto beneficiare, con la 2010, di un’annata eccezionale e, così, i loro vini hanno meritato qualche punto in più. Chi, invece, commette sempre qualche “errorino” in cantina, difficilmente l’annata eccezionale glieli copre; anche quest’anno, infatti, abbiamo incontrato qualche vino difettoso.
Da più parti si parla di varie versioni di Brunello a seconda della zona dei vigneti; si parla da anni di zonazione dei territori iscritti alla DOCG; difficile pronosticarne l’adozione. In alcuni vini il corredo fruttato è caratterizzato dalla ciliegia, in altri prevalgono i piccoli frutti rossi; la componente floreale di viola è quasi sempre presente, mentre si alternano le note affumicate e le note nocciolate.
Pura coincidenza o sono elementi legati al territorio?
La cosa certa è che quasi tutti i vini presentati quest’anno hanno alcune caratteristiche comuni: la succosità del frutto, il tannino dolce e levigato, la finezza e l’eleganza; elementi, questi, che fanno crescere il consenso e, quindi, la valutazione.

Degustazione al Chiostro

Ho degustato tutti i vini alla cieca, chiedendo solo il numero di contrassegno e l’abbinamento dei nomi l’ho fatto qualche giorno dopo a casa. Forte di questo “alibi”, mi sono ritrovato una lista allargata, per quanto riguarda i migliori.
Valutare molto bene i soliti nomi conosciuti è facile; è un po’ meno facile “giustificare” nelle prime posizioni la presenza di nomi poco familiari al grande pubblico di appassionati. Ma quest’annata eccezionale aiuta; e se un vino è risultato molto buono, è giusto segnalarlo.
Vi do conto dei miei migliori assaggi dei circa 160 vini tra Brunello, Cru e Selezione tutti del 2010, trascurando i Brunello Riserva, che provengono dall’annata 2009, annata non certo brillante, ed i Rosso di Montalcino 2013.

IL MARRONETO – MADONNA DELLE GRAZIE 2010. Questa etichetta rappresenta la trentesima annata per il Brunello di Alessandro Mori; con il suo metodo collaudato e consolidato negli anni, ha acquisito esperienza e sicurezza che, in un’annata eccezionale, il vino diventa stratosferico. Ciliegia, viola ed una nota fumée si materializzano al naso prima delle erbe aromatiche e note balsamiche; fruttato e fresco al palato; il tannino levigato ed i rimandi di freschezza, di sapidità e piccole spezie rendono il sorso molto lungo.

IL POGGIONE – BRUNELLO 2010. Stessa classe del precedente: floreale, frutta rossa e note nocciolate al naso; al palato è fruttato e fresco, il tannino è imponente e godibile; speziatura e sapidità allungano il sorso.

SALVIONI – BRUNELLO 2010. Altro mostro sacro: viola, ciliegia, sottobosco e note fumée al naso; in bocca è fruttato, fresco e succoso, il tannino impera senza mordere; è speziato, lungo, ed elegante. E’ evidente che in queste vigne il trattore lo guida una donna!

TIEZZI – VIGNA SOCCORSO 2010: Brunello della storia e della tradizione! Al naso è austero con profumi di prugna, viola, ed una leggera nota fumée; in bocca è fruttato, fresco e tannico; sapidità e speziatura completano un quadro aromatico nel complesso elegante.

LE RAGNAIE – VIGNA VECCHIA 2010. E qui siamo in presenza di un altro campione di razza; intensi profumi di piccoli frutti rossi, erbe aromatiche, viola, una leggera nota fumée, ed intense note minerali lo rendono molto elegante; perfetta corrispondenza al palato con la ciliegia in evidenza; è fresco, ha un ottimo tannino e le note minerali allungano il sorso.

PIETROSO – BRUNELLO 2010: profumi accattivanti con viola, ciliegia e nota fumée; in bocca arriva tanta frutta, è fresco, il tannino è levigato ed elegante, la lunga chiusura è speziata.

MASTROJANNI – VIGNA LORETO 2010: profumi di frutti di bosco, viola, spezie e note ferrose; al palato è fruttato, fresco ed equilibrato, il tannino è levigato e la parte minerale lo rende lungo.

PODERE BRIZIO – BRUNELLO 2010: frutta rossa viola ed una leggera nota fumée compongono il quadro olfattivo; fruttato e fresco al palato, molto consistente, tannino levigato e finale speziato e lungo.

CASANUOVA DELLE CERBAIE – BRUNELLO 2010: i profumi di viola sovrastano tutti le altre nuances; in bocca è fruttato e fresco, ha un tannino avvolgente e la speziatura fine chiude lungo.

CASTELLO ROMITORIO – BRUNELLO 2010: fino a qualche anno fa era un mito: se ne sentiva un gran bene, ma era difficile intercettarlo; al naso si caratterizza con viola, ciliegia nera ed una forte nota minerale; frutta croccante ed ottima acidità caratterizzano l’ingresso in bocca; il tannino è importane e levigato e la speziatura rende il sorso interminabile.

COLLEMATTONI – BRUNELLO 2010: piccoli frutti rossi, viola ed una leggera nota fumée caratterizzano il quadro olfattivo; in bocca è fruttato e fresco, saporito, tannico, speziato e lungo.

CORTE DEI VENTI – BRUNELLO 2010: molto ricco al naso con note floreali, fruttate, nocciolate ed affumicate; in bocca è fruttato, sa di melograno, è fresco, tannico, equilibrato e lungo.

FATTOI – BRUNELLO 2010: floreale, lauro, frutta rossa ed una nota fumée al naso; al palato è molto fruttato con note di confetture, è fresco, ha un tannino levigato, è morbido, equilibrato e lungo.

POGGIO ANTICO – ALTERO 2010: profumi di ciliegia, erbe aromatiche e note dolci arrivano al naso; al palato è fruttato, fresco, ha un buon tannino, è persistente.

BARBI – VIGNA DEL FIORE 2010: frutta rossa, viola e note iodate al naso; al palato la frutta rossa è accompagnata da tanta freschezza, ha un ottimo tannino, la chiusura è speziata ed amaricante.

CAPRILI – BRUNELLO 2010: profumi di sottobosco, viola, cuoio e terra; al palato è fruttato e fresco; ottimo il suo tannino ed il finale è leggermente amaricante.

COL D’ORCIA – BRUNELLO 2010: ciliegia, cuoio e terra al naso; più raffinato in bocca; è fruttato e fresco, ottimo il tannino levigato, è speziato e lungo.

DONATELLA CINELLI COLOMBINI – BRUNELLO 2010: profumi di ciliegia, viola e note nocciolate al naso; al palato è fruttato, fresco ed equilibrato, il tannino è avvolgente, il sorso è lungo.

FULIGNI – BRUNELLO 2010: molto schietto al naso con profumi di viola e piccoli frutti di bosco; al palato è fruttato e fresco, tannini setosi e sorso lunghissimo.

GIANNI BRUNELLI – LE CHIUSE DI SOTTO – BRUNELLO 2010: intensi profumi di ciliegia al naso con una sottile vena erbacea; in bocca è fruttato e fresco, il tannino è setoso, il sorso è lungo e speziato.

LA FORNACE – BRUNELLO 2010: molto tipico questo Brunello con profumi di ciliegia nera, viola e note nocciolate al naso; frutta rossa e freschezza invadono la bocca, il tannino setoso attenua, ma la parte minerale e speziata allungano il sorso.

MÀTE’ – BRUNELLO 2010: fruttato e floreale con una note fumée e balsamiche a completare il quadro olfattivo; al palato la frutta rossa ed una piacevole acidità anticipano un tannino levigato ed un piacevole finale amaricante.

MOCALI – BRUNELLO 2010: frutta rossa, viola, spezie e note affumicate si affacciano al naso; in bocca è fruttato, ha un’acidità molto viva, un buon tannino ed è persistente.

PIAN DELLE VIGNE – BRUNELLO 2010: molto intensi i profumi di viola e ciliegia; fruttato e fresco al palato, il tannino è maturo e levigato, il sorso risulta molto lungo.

TENUTA LE POTAZZINE – BRUNELLO 2010: floreale e ciliegia al naso con una leggera nota di lauro; fruttato e fresco, quasi agrumato, ha un buon tannino, chiude lungo con speziatura dolce.

TORNESI – BRUNELLO 2010: viola, frutta rossa ed intense note nocciolate caratterizzano l’olfattiva; fruttato e fresco in bocca, gran bel tannino, chiude con tostatura e note di cacao; un po’ selvaggio e molto schietto!

VINI ITALIANI DA SOGNO – LA TOGATA – LA TOGATA DEI TOGATI 2010: al naso si caratterizza con profumi di frutta rossa, viola ed una nota fumée; in bocca è fruttato e fresco, il tannino è levigato e fluido, ha note empireumatiche, ed ha una piacevole sapidità.

ARGIANO – BRUNELLO 2010: fiori rossi e ciliegia riempiono il naso; una leggera nota fumée e note nocciolate completano il quadro olfattivo; in bocca è fruttato e fresco, il tannino è piuttosto forte, ma il sorso è comunque lungo.

CAPARZO – BRUNELLO 2010: frutta rossa, viola e nota affumicata compongono il quadro olfattivo; in bocca è fruttato e fresco, ha un buon tannino, il sorso è lungo, speziato ed in chiusura manifesta anche una nota di caffè.

CASTELLO TRICERCHI – BRUNELLO 2010: al naso offre intensi profumi di viola e ciliegie; ancora frutta rossa e tanta freschezza in bocca; il tannino è secco e piuttosto morbido, ma la sapidità ed i ritorni di freschezza lo rendono lungo.

CASTIGLION DEL BOSCO – CAMPO DEL DRAGO 2010: viola, frutta rossa e speziatura fine all’olfattiva; fruttato e fresco in bocca; ha tannini dolci, è secco ed ha un finale piacevole e leggermente dolce.

CUPANO – BRUNELLO 2010: profumi di petali di rosa vellutati, di viola e ciliegia; in bocca è fruttato e fresco, materico e denso, tannino setoso, sorso lungo.

LE CHIUSE – BRUNELLO 2010: naso ricco con viola, carruba, frutta rossa e note di caffè; in bocca sembra aver preso una cucchiaiata di melograno; è fresco, ha un tannino levigato ed un finale molto lungo.

PALAZZO – BRUNELLO 2010: profumi di frutta rossa, viola ed una leggera nota fumée; in bocca è fruttato e fresco, ha un tannino vellutato e morbido, è sapido e lungo.

SAN LORENZO – BRUNELLO BRAMANTE 2010: viola,e ciliegia nera, e note balsamiche al naso; in bocca si apprezza molto la ciliegia, è fresco e succoso, ha un buon tannino, è equilibrato ed ha un finale lungo e speziato.

SESTI – BRUNELLO 2010: profumi di viola, ciliegia e note fumée; in bocca è fruttato e fresco, ha un tannino intenso, chiude con una nota amaricante.

Cerbaiona

Oltre i vini presentati ufficialmente al Chiostro, attraverso la manifestazione organizzata dal consorzio, non avendo potuto partecipare all’altra anteprima, che i “non allineati” propongono all’enoteca Osticcio, ho avuto modo di assaggiare qualche altro Brunello direttamente dai produttori.

CERBAIONA: Rubino intenso, ma trasparente, e intensi sono anche i profumi di ciliegia, petali di rosa passita e viola che salgono dal calice; le note di lauro, incenso, glicine e lavanda e note mentolate lo rendono molto elegante. Al palato è un concerto di piccoli frutti di bosco rossi e neri (more, ribes, cassis, mirtilli) lo rendono denso, rotondo e complesso; il tannino è intenso ed avvolgente; in chiusura del sorso regala sensazioni speziate ed amaricanti, con leggere note di caffè e cioccolato fondente. E’ un vino raffinato ed elegante.
Sembra che la proprietà stia per passare di mano: questo vino sarà ancora lo stesso?

STELLA DI CAMPALTO mette in commercio con un anno di ritardo e solo nella versione “Riserva” il Brunello che produce. Inizialmente un po’ contratto; poi si apre lentamente su note floreali, fruttate e mentolate.
Al palato è più esuberante e rilascia frutta rossa e sapidità in abbondanza; il tannino è ancora un po’ astringente, ma l’acidità e la speziatura intervengono a bilanciare il sorso. Tranquilli, Stella lo terrà in affinamento ancora un po’ di mesi in cantina prima di immetterlo in commercio. E fra un anno sarà stratosferico!

FATTORIA DEL PINO: Già da qualche anno conoscevamo un ottimo Rosso di Montalcino di questa giovanissima azienda. Quest’anno, per la prima volta, è stato immesso in commercio il Brunello dell’annata 2010. Nel calice si presenta rubino vivo, neanche tanto carico, mentre al naso offre i profumi del classico, navigato Brunello: intensa ciliegia, lauro, note nocciolate, il tutto in equilibrio ed eleganza.
Al palato è sempre la ciliegia a stare in cattedra, ben coadiuvata da una piacevole e dolce acidità e da un tannino ben levigato; non ha una struttura imponente, ma leggiadra; è secco e si avverte la componente alcolica importante (14,5%); la chiusura del sorso è caratterizzata da speziatura dolce e note aranciate.
Buona la Prima! Ora ci aspettiamo ottime cose, man mano che la vigna cresce.

Fattoria del Pino

Antonio Di Spirito

Il vino ha sempre fatto parte della sua vita; dal 1974 vinifica le uve acquistate e nel 1981 ha impiantato una piccola vigna che coltiva tutt'oggi, sempre per il consumo familiare. Dal 2006 si è dedicato interamente al mondo del vino; dopo aver seguito tanti corsi, ha ricoperto il ruolo di docente alla Rome Wine Academy School, organizzando e guidando degustazioni, partecipando alla stesura di una Guida annuale ai Migliori Vini e curando la pubblicazione del New Wine Journal online. Dal 2011 è Free Lance Wine Journalist. Dal 2013 collabora con "Lavinium" e dal 2014 anche con "LucianoPignataro WineBlog". Dal 2014 è Giudice Internazionale al "Concours Mondiale de Bruxelles" e dal 2016 è Membro delle Commissioni di Valutazione del Concorso Enologico Internazionale "La Selezione del Sindaco". Nel 2015 ha partecipato alle selezioni ed alla scelta dei vini della guida Slow Wine 2016 per la Sardegna e nel 2016 ha fatto parte del panel di degustazione per le selezioni e la scelta dei vini della guida Guida "I vini d'Italia" de L'Espresso.

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