Torre Muga 2010 Bodegas Muga
Una scoperta che risale agli sgoccioli del 2002, durante una cena in una località meravigliosa della Polonia, una palazzina di caccia degli imperatori d’Asburgo vicino a Kobiór, nella foresta più impenetrabile dell’Alta Slesia che ancora oggi ospita una riserva con gli ultimi esemplari di bisonte europeo allo stato brado. Una sala d’altri tempi, un camino alto come una persona e largo come un’alcova in cui ardevano ceppi enormi, la neve tutta intorno alle vetrate, un’atmosfera da favola.
Mi era rimasta impressa la Reserva Selección Especial 1995 Bodegas Muga, un vino che si fa solo nelle annate eccellenti. Rosso ciliegia dai riflessi porpora e mattone. Molto equilibrato, con aromi che rilasciava in tutta calma. Note di frutta matura e di spezie, cioccolata, tabacco. Molto armonico, di buona struttura e dall’acidità ben bilanciata, con vitalità e freschezza tra tannini delicati. Un vino moderno anche se fra i binari del vino classico, piacevole, caldo, avvolgente.

Allora avevo fatto amicizia con Aleksandra (Ola) Stefaniak, un’intenditrice polacca di vini spagnoli come non ce n’è altre. Con Ola ho avuto modo di degustare altri Muga per via del suo impegno in quella Bodega Marqués di Cracovia che oggi non c’è più. Con tanti calici di vino davanti, Stefania si scatenava nel descrivere quella Rioja in cui si era innamorata del vino, ma anche la sua gente che laggiù è impegnata a coniugare la fedeltà alle antiche tradizioni con una visione moderna, tanto che i vini fatti con questa filosofia possiedono una personalità eccezionale e un carattere che li differenziano da tutti gli altri del posto.
Bodegas Muga è stata, infatti, una delle prime aziende a produrre vini con tutti i passaggi in legno. Fermentazione, maturazione e affinamento in tini e botti di rovere. In pratica dei crianza che ricordano già i reserva e dei reserva che assomigliano a dei gran reserva. Una filosofia che non le ha impedito di essere considerata una delle più moderne cantine di Spagna perché produce vini da assemblaggi di Tempranillo con altri vitigni autoctoni che ne sanno esaltare il fruttato, migliorando il colore e la corposità.
Moderna, verissimo, ma tutt’altro stile rispetto a quell’andazzo ballerino che è il modernismo. I vigneti Muga si trovano su un altopiano fantasticamente protetto dai venti freddi, che gode di una particolare struttura geologica dei terreni argilloso-calcarei e alluvionali, nonché di grandi escursioni termiche tra notte e giorno che fanno maturare lentamente le uve in un equilibrio perfetto tra acidità totale e contenuto zuccherino.
Qui ci sono vigne straordinarie, dove si è selezionato un clone particolare di Tempranillo (Tinto del pais o Tinto fino) in parcelle che avevano più di trent’anni. In secondo luogo, durante la vendemmia si attua la raccolta e la selezione a mano, favorendo così le lunghe macerazioni grazie all’assenza, appunto, di acini e grappoli imperfetti. I ceppi delle più nobili varietà rosse producono tra i 10 e i 70 quintali d’uva per ettaro, in modo quindi molto differenziato fra loro. Necessitano perciò di vinificazioni separate che già all’inizio richiedevano di investire notevoli somme e sacrifici in tini, botti e manodopera, ma anche in scelte coraggiose.
Bodegas Muga ricerca i legni e fabbrica in proprio i tini e le botti, rinnovandoli spesso per evitare appunto di gravare il vino con eccessi di sentori di legno, usando il tradizionale metodo a spacco che salvaguarda le fibre vegetali e permette un’ossigenazione filtrata, non quello a sega, come invece hanno fatto tanti altri che, per passare velocemente alla produzione di vini alla moda, hanno privilegiato la tecnologia di cantina e l’uso dei legni alla maniera dei californiani, col risultato di creare dei vini che hanno annoiato i consumatori.
Se lo ricordano tutti: circolavano vini rossi, cosiddetti di alto livello, a volte troppo densi, impenetrabili, scuri, con tutti i sentori del legno nuovo (francese e californiano, ma anche sloveno, georgiano, bosniaco) e che in bocca sembravano vecchie marmellate e risultavano pesanti, stanchi e afflosciati, sebbene molto cari.
Anche in vinificazione Bodegas Muga si concede poco o nulla: chiarifica i vini esclusivamente con la chiara d’uovo e fa i travasi solo per gravità, cioè per caduta libera del vino dentro tubi ben sterilizzati, senza l’intervento di macchinari a pompa. Poi ha rivisto le pratiche di vinificazione, quelle che producevano appunto le esagerazioni. Si è cominciato a scegliere l’affinamento in barricas nuove o di un solo anno, che costano una fortuna, ma che possono accompagnare il vino per tutto il periodo necessario e non oltre.
Infine, la modifica più importante è stata forse l’applicazione di una diversa proporzione dei periodi d’affinamento in botte e in bottiglia; non più la botte come una meta, ma soltanto come un momento di sosta sulla strada dell’eccellenza, perfezionata invece con una più lunga permanenza in vetro.
Sono nati così gli ottimi vini Campillo Especial, Finca Valpiedra, Marqués de Vargas Reserva Privada, Pagos Viejos, Remirez de Ganuza, Senorio de San Vicente, nonché i due splendidi gioielli appunto della cantina di Haro, il Torre Muga e il Prado Enea Gran Reserva, prodotti da vigneti di oltre sessant’anni e soltanto nelle annate eccezionali.
Il Torre Muga 2010 è fatto da uve Tempranillo al 75%, Mazuelo al 15% e Graciano al 10%. Fermentazione naturale e spontanea con lieviti indigeni in tini di legno senza controllo di temperatura.
Macerazione da due a tre settimane a seconda del tino. Maturazione in botti di rovere per 24 mesi di cui 18 in botti nuove di rovere acquistato in Francia e il resto in grandi vasche di rovere. Rosso rubino dai riflessi porpora. Molto armonico ed equilibrato, è un vino di buona struttura e acidità, con una freschezza tannica delicata, note di piccoli frutti rossi e spezie e un finale di buon goudron.
Va servito a 18 °C con arrosti, selvaggina, stufati di carne e pesci alla griglia. Ama sostare qualche istante nel calice prima della beva, anche roteandolo delicatamente, ma senza esagerare, per sviluppare tutta la sua ricchezza di fruttato.
Mario Crosta
Bodegas Muga
Barrio de la Estación s/n – 26200 Haro, La Rioja, Spagna
Tel. +34.941.311825, fax +34.941.312867
sito www.bodegasmuga.com
e-mail info@bodegasmuga.com



