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“Cuore Dinamico del Vino Toscano”, prende vita l’Associazione Viticoltori di Montespertoli

Associazione Viticoltori di Montespertoli
L’Associazione Viticoltori di Montespertoli con il Sindaco Alessio Mugnaini

“Cuore Dinamico del Vino Toscano”, con questo il pay-off, la neonata Associazione dei Viticoltori di Montespertoli, vuole sintetizzare la sua “rivoluzione stilistica”, volta a recuperare tipicità e autenticità, che ha visto lo scorso 10 novembre la presentazione ufficiale dell’Associazione dei Viticoltori di Montespertoli.

Logo Viticoltori Montespertoli

Adagiato su una dolce collina nel Chianti, Montespertoli si trova ad appena 20 km da Firenze ed a 30 km da San Gimignano; è uno dei comuni più vitati della Toscana, da sempre votato e vocato alla cultura vitivinicola ed olivicola. Quello che si scorge dall’affaccio del museo è esso stesso un museo a cielo aperto, come precisa anche il Sindaco Alessio Mugnaini, con i suoi paesaggi da cartolina, definiti da un susseguirsi di dolci colline ricoperte di vigneti ed olivi, con strade sterrate delineate da file di alberi di cipresso, caratterizzati da una straordinaria biodiversità fatta di vigneti, seminativi, oliveti e bosco. Da una parte abbiamo la valle che conduce al fiume Pesa (Val di Pesa), dall’altra la valle del fiume Elsa (Val d’Elsa), un luogo di indiscutibile bellezza che vuole farsi “ri-conoscere” e riportare all’attenzione di tutti gli aspetti qualitativi legati a questi luoghi.

La campagna di Montespertoli vista dalle Fattorie Parri
La campagna di Montespertoli vista dalle Fattorie Parri

Da qui poco più di un anno fa, lo scorso 28 maggio, durante la “Mostra del Chianti”, si è costituita l’Associazione, nata inizialmente dall’unione di 15 aziende del territorio, ad oggi ne conta già 17 – Podere all’Anselmo, Tenuta Barbadoro, Casa di Monte, Tenuta Coeli Aula, Le Fonti a San Giorgio, Podere Ghisone, Podere Guiducci, Fattoria La Leccia, La Lupinella, Marzocco di Poppiano, Montalbino, Tenuta Moriano, Fattorie Parri, La Querce Seconda, Tenuta Ripalta, Castello Sonnino e Valleprima – che insieme hanno aderito al “Patto del Viticoltore di Montespertoli”. Obiettivo comune è quello di promuovere e formare una nuova figura di Viticoltore: un artigiano che coltivi e trasformi le proprie uve all’interno del Comune di Montespertoli e, così facendo, tuteli non soltanto il proprio vino e il vigneto dal quale lo produce ma, allo stesso tempo, anche il paesaggio, il territorio, la cultura.

Da sinistra: Leone De Renzis Sonnino (Castello Sonnino), Giulio Tinacci (presidente), Antonio Boco (giornalista e mediatore)
Da sinistra: Leone De Renzis Sonnino (Castello Sonnino), Giulio Tinacci (presidente), Antonio Boco (giornalista e mediatore). Credits Alessandro Fontani – CFFM

Come ha affermato Giulio Tinacci, Presidente dell’Associazione, durante la conferenza al Museo: “Oggi è un giorno importante per il vino a Montespertoli e diamo dignità e importanza al lavoro di tutti noi così come al territorio che, ogni giorno, abbiamo l’orgoglio e l’onere di custodire. Esattamente un anno fa, proprio in questa sala, una manciata di produttori ha iniziato a parlarsi e confrontarsi. Ed è proprio dal confronto che nascono le cose più belle come quello che è stato il nostro percorso”.
Un’associazione che riunisce sicuramente tanti volti giovani, ma che ha trovato supporto anche in aziende storiche di questa realtà; come ha più volte ribadito il Sindaco Alessio Mugnaini: ”Siamo davanti a un gruppo giovane, dinamico e motivato che rappresenta a pieno anche le caratteristiche del nostro vino. Viviamo di vino e vite da sempre e oggi, grazie al contributo dell’associazione, possiamo immaginare una nuova fase di costante ricerca, di sostenibilità ambientale, di innovazione e di crescita qualitativa dei nostri vini.”

La sala dell'evento. Credits Stefano Vignozzi - CFFM
La sala dell’evento. Credits Stefano Vignozzi – CFFM

Non si tratta dell’ennesima presa di posizioni, ma di una vera e propria rivoluzione culturale, quella che questi giovani viticoltori vogliono portare avanti, Un rinnovamento che poggia le sue basi proprio sulla tradizione di questi luoghi e che ha sentito l’esigenza di esprimersi in maniera autonoma e identitaria.
L’uva maggiormente coltivata è, naturalmente il Sangiovese, non mancano anche altre varietà come canaiolo, Fogliatonda o colorino, che nonostante l’eterogeneità del territorio, concorrono alle comuni caratteristiche quali la giovanile freschezza e quella piacevolezza floreale, proprie del Sangiovese quando viene interpretato con uno stile di vinificazione più contemporaneo.
Autenticità, Carattere, Sostenibilità, Genuinità, Bellezza, Diversità, Storia, Vitalità sono i principi che hanno ispirato il “Patto del Viticoltore di Montespertoli”.

I vini di Montespertoli

Principi che sono emersi nella degustazione guidata dal giornalista enogastronomico Antonio Boco, che ha selezionato sei vini del territorio e ne ha esplorato le diverse sfumature. Una selezione fatta per stile e posizione geografica che ha voluto dare solo un primo assaggio e una panoramica di questa rigenerazione.
Certo siamo solo all’inizio, ma la strada intrapresa sembra essere vincente e la lettura dei vini proposti, soprattutto nelle 2020, rivela questo slancio verso vini interpretati secondo uno stile più attuale, lasciando emergere freschezza e bevibilità; è il caso in particolare del La Lupinella rossa 2020 e del Montalbino Rosso IGT Toscana 2020. Un eccesso di legno si riscontra in modo ancora troppo prepotente nelle riserve, ma pian pianino sono sicura che si muoveranno i passi giusti anche in tal senso.

Tasting vini Montespertoli

Come ultima curiosità va anche ricordato che la manifestazione chiamata “La révolution à Montespertoli”, non vuole certo richiamare le vicissitudini storiche della Rivoluzione francese, ma consolidare il suo legame con la Francia; infatti, non tutti sanno che Montespertoli è gemellato con Epernay.

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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