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Le souffle de la musiqueNotizie e attualita

Ciao Gianni

Gianni BassoAutunno 1980, forse il 21 novembre. A quei tempi suonavo il sassofono, che avrei continuato a suonare fino al ’95, per poi passare al flauto traverso. Matricola universitaria me ne andai a vedere un concerto jazz gratuito che si teneva presso l’aula magna dell’università “La Sapienza”. C’era l’orchestra di musica “leggera” della Rai, che annoverava nel suo organico elementi quali Sergio Corvini e Oscar Valdambrini alla tromba (che svisavano da paura), il bravissimo Dino Piana al trombone (che svisava pure lui), e Livio Cerveglieri al sax. Presentava Marcello Rosa, nella doppia veste di presentatore e ospite trombonista. Ospite d’onore della serata era Gianni Basso, anch’egli col suo sax: era anche il mio strumento e gli prestai particolare attenzione. Rimasi impressionato dal timbro di voce che Gianni riusciva ad imprimere al suo sassofono, dalla sua velocità, dall’inventiva e dall’apparente facilità con cui faceva tutto ciò. A un certo punto si alzò un tizio che era seduto in platea, alto, robusto, barbuto e coi capelli lunghi, e si mise a suonare il clarinetto in mezzo a questi mostri di bravura: era Tony Scott, grande clarinettista americano nato da genitori siciliani emigrati in America.
Tanti artisti, tutti insieme. Serata memorabile… grazie Gianni.

Maurizio Taglioni

Sociologo e giornalista enogastronomico, è direttore responsabile di laVINIum - rivista di vino e cultura online e collabora con diverse testate del settore. Ha curato la redazione dell’autobiografia Vitae di un vignarolo di Antonio Cugini (2007), ha scritto il saggio “Dall’uva al vino: la cultura enologica ai Castelli Romani” in Una borgata che è tutta un’osteria a cura di Simona Soprano (2012), e ha pubblicato la ricerca socio-economica «Portaci un altro litro» - Perché Roma non beve il vino dei Castelli (2013). Collaboratore scientifico del Museo diffuso del Vino di Monte Porzio Catone, porta avanti dal 2009 la ricerca qualitativa volta alla raccolta e documentazione delle storie di vita degli anziani vignaioli dei Castelli Romani, confluita nell’allestimento museale multimediale Travaso di cultura e nell’installazione artistica itinerante Vite a Rendere, per la riscoperta e il recupero delle tradizioni vitivinicole dei Castelli Romani.

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