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Mia madre diceva sempre che buttare il pane era peccato, tutte le vere massaie non buttano mai il pane, per questo sono nate tantissime ricette anche molte popolari che a tutt’oggi vengono proposte nei migliori ristoranti. Questa usanza nasceva da esigenze esistenziali, infatti i nostri antenati non solo facevano il pane in casa (un rituale prezioso) ma spesso non tutte le persone avevano la possibilità di mangiarlo fresco, pertanto per renderlo commestibile dovevano inventarsi delle ricette che fungevano come pasto unico. Quando ero piccola, come tutti i bambini spesso avevo la febbre, mia madre preparava il pane cotto fatto con pane raffermo, uno spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, prezzemolo e tanto buon parmigiano. Mi piaceva cosi tanto che a volte facevo finta di avere il mal di pancia per spingere la mamma a prepararmi il pane cotto… per quanto possa sembrare incredibile oggi che siamo in tempi di recessione, tanta gente non solo non mangia più pane perché ingrassa, ma lo butta senza vergogna, ho visto buste intere nella spazzatura, alcuni ristoranti buttano il pane, pensate a quanti pub, panetterie che ogni giorno devono avere il pane fresco. Certo non si può fare un panino con il pane raffermo al cliente, ma si può senz’altro regalarlo alle associazioni ONLUS per la carità, loro sanno come utilizzarlo. Detto questo che mi sembrava doveroso, voglio darvi un paio di ricette fatte con pane raffermo (comunque non più buono da mangiare in assoluto) oltre a quella del pane cotto che già ho elencato prima.
Il Panfoccacia : serve la mollica del pane bianco (grano duro) Riscaldare 1 litro di latte con 3 piccole foglie di salvia, 1 foglia di alloro, rosmarino q.b. e immergere la mollica del pane (circa 1 kilo) nell’impasto, lasciare riposare il tempo necessario finché diventa morbido, strizzare con le mani il pane, aggiungere 300 gr di pecorino, 300 gr di parmigiano, 4 uova e frullare il tutto finché diventa un impasto omogeneo, mettere nei piccoli stampini di alluminio che saranno stati precedentemente oleati. Prima di infornare preparare una crema con un pochino di panna fresca, uova, pecorino, parmigiano, riempire gli stampini non fino all’orlo, mettere la crema sopra che formerà una crosta gustosissima (180° x 40 minuti, forno già caldo e ventilato). Questa ricetta è ottima per accompagnare i salumi con un aperitivo veramente non banale.
La Panzanella: quando compro il pane di Lariano scuro e mi avanza, allora preparo una bella panzanella, diventa in questo caso un antipasto consistente. Serve un filone che verrà svuotato dalla mollica, preparare una salsa di pomodori piccoli ma succosi, con capperi, olive nere di Gaeta, cipolline sotto aceto e mischiare la mollica con le mani cercando di amalgamare bene il tutto, alla fine aggiungere olio extravergine d’oliva in abbondanza e lasciare riposare almeno 1 ora prima di servirlo. D’estate aggiungo anche pezzetti di mozzarella di bufala una vera delizia. Potrei continuare con altre ricette anche dolci ma servirebbe troppo spazio e tempo, l’idea di questa mia iniziativa è quella di riflettere prima di buttare il cibo, la cucina degli avanzi è sempre esistita, non dobbiamo dimenticare il nostro passato, la memoria serve per ricordarci chi siamo e da dove veniamo.
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