Statistiche web
Assaggi dall'Italia e dall'EsteroIl vino nel bicchiereItalia

Villamagna DOC, piccolo gioiello d’Abruzzo

Un anno dopo, una riflessione in occasione di una degustazione di Villamagna Doc. Le sei cantine a confronto per una crescita costante

Villamagna DOC, una grande storia

A un anno di distanza, ci piace parlare ancora di Villamagna Doc, in Abruzzo tra il Mar Adriatico e la Majella, in un piccolo teatro collinare tempestato di vigneti, un cuore pulsante di produzione vinicola che affonda le radici in tempi storici lontani. Scelto come luogo di riferimento già in epoca romana, per il potere che aveva su Teate, l’antica Chieti, Villamagna Doc è riconosciuta dal 2011, in epoca relativamente recente, grazie all’opera di una manciata di agricoltori che hanno voluto fare gruppo e imporre un discorso comune. Il territorio, ricco di argilla e di natura calcareo-marnosa, viene mappato nel 1960 quando alcune cantine storiche si uniscono in cooperative e con un lavoro di svariati anni si arriva alla denominazione. Tra il 2013 e il 2015 le prime uscite, il 2018 l’anno della svolta con un fermento continuo e all’oggi Villamagna Doc è una realtà di tutto rispetto. Gli ettari sono 85 circa e la produzione arriva a 80mila bottiglie, ancora poche ma in crescita. A detta di Katia Masci, export manager dell’azienda Torre Martello e che partecipa con altre cinque cantine all’associazione Generazioni del Villamagna Doc del 2018, “all’estero è facile comunicare Villamagna, anche più del Montepulciano, i numeri sono ancora bassi perché alcuni produttori non rientrano nei requisiti, ma è forte la coesione e grande la volontà di crescere, senza competizione”.
Da un anno a questa parte – continua la Masci – sono cresciute popolarità e comunicazione, siamo una presenza e un punto di riferimento per l’Italia centro-meridionale, perché siamo in grado di comunicare il territorio in maniera autentica”. Partono dalla tradizione ma vogliono parlare a un pubblico moderno.

Villamagna DOC

Per tornare ai vini che abbiamo assaggiato in degustazione, notiamo una certa evoluzione nelle lavorazioni e nei sentori. Ricordiamo che sono figli di un territorio connotato da escursioni termiche, grazie a un ingaggio stretto tra mare e monti, le rese bassissime e la scelta delle migliori uve. Risultano vini eleganti e potenti. Notiamo che il tannino si è levigato, il legno quasi non si percepisce, la territorialità è sempre più evidente. Possiamo dire che un vero signor Montepulciano ci viene servito nel bicchiere.


LA DEGUSTAZIONE


Villamagna 2020 Piandimare

Villamagna 2020 Piandimare: si tratta di una cooperativa di 70 soci, usciti per la prima volta nel 2022 con l’annata 2019. Per questo vino si prevede barrique per un anno e sei mesi di bottiglia, il Montepulciano qui è domato, molto elegante, profondo. Il colore di potenza antocianica è ricco e travolgente, al naso si percepisce ciliegia che poi vira a cacao, grafite e liquirizia. Il legno è ben calibrato, il tannino educato, coeso, rimangono intatte freschezza ed eleganza. Il risultato è un vino che non stanca. L’azienda ha i vigneti in due vallate parallele tra il mare e la Majella con esposizioni ottimali.

Villamagna 2019 Cantina Villamagna

Villamagna 2019 Cantina Villamagna: cantina sociale dal 1969, comprende 225 soci. L’azienda, di recente, ha intrapreso con l’Università di Milano un progetto di zonazione, per raccogliere dei dati utili a definire una distinzione tra le caratteristiche delle diverse zone dove si coltiva il Montepulciano, mettendo in evidenza le qualità proprie della Doc. Per questo vino la fermentazione è in acciaio, fa un anno in botte grande e un anno in bottiglia. Al naso l’espressione è pulita e complessa di prugna matura, mora e mirtillo. Le note qui si fanno scure, con una netta evoluzione del legno. Se si attende, si percepiscono fusione di sottobosco, corteccia, un lieve accenno balsamico. Al gusto il vino è strutturato, potente, ha un dinamismo salino ed è piuttosto muscolare, il finale rimane intatto e coeso. Notiamo una certa complessità rispetto alla 2018 assaggiata l’anno scorso.

Villamagna Riserva 2021 Torre Zambra

Villamagna Riserva 2021 Torre Zambra: ci viene raccontata da Federico del Cerchio, terza generazione. Si tratta di una cantina storica del 1961, il nome deriva da una torre di avvistamento distrutta nel ’43, poi ricostruita. Il vino ha sei mesi di cemento e venti mesi di tonneau nuovo. Anche qui abbiamo un’annata diversa rispetto all’anno scorso, quando abbiamo assaggiato la 2019. I legni sono per il 70% di Francia che dona eleganza e il restante di Slavonia che regala struttura. Per la Riserva chiaramente la selezione arriva dalla cantina, la scelta è maniacale e mirata. Il colore è violaceo e purpureo, al naso si percepisce la vaniglia, per poi andare su note floreali, e intensificarsi su tabacco e pepe nero. In bocca risulta molto morbido ed elegante, il frutto rimane fresco, il tannino è davvero delicato, ha meno mordente, si rivela molto piacevole. La verticalità si avvale di una freschezza che permane intatta. Una bella evoluzione nel tempo.

Villamagna Riserva 2020 Valle Martello: ci viene raccontata direttamente da Katia Masci, export manager di questa azienda portata avanti da ben cinque cugini. Dal 1979 è una grande realtà che ha anche fatto la storia della Doc, forte di terreni ben dislocati da sud a nord, per ottimizzare le vendemmie. L’annata 2020 è di un certo peso, la raccolta in questo caso è tardiva, il contatto con le bucce avviene per 20 giorni almeno, la fermentazione è spontanea e subentra il cemento per 7/8 mesi, infine per un anno il vino rimane in barrique francese di primo passaggio, e fa un riposo di un altro anno in bottiglia. Il colore è violaceo, al naso percepiamo pasta di olive, il cuoio, tabacco, la noce moscata e una spruzzata di china. La percezione in bocca è di snellezza, agilità, grazie a una nota agrumata molto pulita. Un vino straordinario e che rispetto all’anno scorso continua a sorprenderci, considerando che la 2019 e la 2023 non sono risultate annate idonee, la 2020 è davvero preziosa.

Villamagna Riserva 2019 Cascina del Colle

Villamagna Riserva 2019 Cascina del Colle: l’anno scorso avevamo la 2018. L’affinamento avviene in cemento per 12 mesi, poi si prevedono 12 mesi di barrique di secondo passaggio e affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi. Abbiamo un vino molto evoluto, di forte coesione. Al naso non mancano sensazioni di erbe aromatiche come alloro, un accenno lievemente balsamico e infine, a ingentilire, un pot-pourri di fiori. In bocca è fresco e dinamico, salino sul finale. Un ottimo prodotto.

Villamagna Riserva 2018 Palazzo Battaglini

Villamagna Riserva 2018 Palazzo Battaglini: Famiglia dedita al vino, è l’ultima ad essere entrata nella Doc con una missione “ricreare il Brunello d’Abruzzo”. Esportano l’86% all’estero e in questo sono in linea con il Brunello. La fermentazione avviene in acciaio per oltre 28 giorni. Diciotto mesi in barrique nuove. Rispetto alla 2016 che avevamo in degustazione un anno fa, oggi il vino è caratterizzato da una coesione di aromi, con frutti di bosco in evidenza, poi china e note di liquirizia. Il vino risulta profondo, il tannino pulito e come sempre una bella freschezza sul finale.

L’obiettivo è oggi rivalutare e promuovere la territorialità, in maniera sempre più vivace e decisa, allineando la produzione con la domanda, se consideriamo che il 27% rimane invenduto. Inutile rimarcare come il territorio sia idoneo ad una viticoltura che qui è forte di una tradizione antichissima, i terreni sono sempre esposti a escursioni termiche e ventilazioni grazie alla presenza del mare da una parte e del massiccio della Majella dall’altra. La tipicità dei sentori si delineano molto in questa piccola Doc dalle enormi potenzialità, i tannini sono stati domati e la freschezza si sta imponendo sempre più marcata. Complimenti a una realtà in crescita costante e in divenire.

Susanna Schivardi

Susanna Schivardi

Amante della letteratura classica, consegue la Laurea in Lettere, indirizzo filologico, con una tesi sperimentale sull’uso degli avverbi nei testi arcaici della tradizione classica. Appassionata di viaggi e culture nel mondo, dai suoi studi impara che la tradizione è fondamentale per puntare all’innovazione, e si avvicina al mondo del vino dopo vari percorsi, facendone un motivo conduttore di tante esperienze. Conoscere le aziende da vicino, i territori e la visione da cui nasce una bottiglia, rimane una ricerca alimentata da una curiosità che si rinvigorisce viaggio dopo viaggio. Affianca al vino la pratica di uno sport come l’arrampicata, che richiede concentrazione, forza di volontà e perseguimento di obiettivi sempre più alti. In questo riconosce un’affinità forte con i produttori di vino, che investono vite intere per conseguire risultati appaganti, attraverso ricerca e impegno. Da quattro anni cura la rubrica Sulla Strada Del Vino finora online sulla testata giornalistica gliscomunicati.it, grazie alla collaborazione di Massimo Casali, sommelier da anni e studioso del vino. Attualmente lavora in Rai, ed è giornalista pubblicista dal 2005.

Articoli Correlati

Check Also
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio