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Il Trasimeno incontra il Grenache, dall’Italia alla Francia

Il Trasimeno visto da Castiglione del Lago
Il Trasimeno visto da Castiglione del Lago

Il Consorzio Tutela Vini del Trasimeno ha le idee chiare, per dare nuova energia all’intero comparto, ha un obiettivo ben preciso, ospitare la nona edizione del concorso internazionale Grenaches du Monde, fissato per il 2021, un evento di respiro internazionale, diventato itinerante e accolto ogni anno da una regione produttrice di vini che hanno come base il vitigno Grenache. Un concorso internazionale a cui partecipano diverse nazioni, quali la Francia, l’Italia, la Spagna, la Macedonia, l’Australia, il Brasile e il Sudafrica e che premia il miglior Grenache del pianeta.
È proprio da questo vitigno che la realtà del Lago Trasimeno vuole ripartire, fino ad oggi identificato nella zona con il nome di Gamay del Trasimeno, da non confondere con il Gamay utilizzato nella produzione vinicola della ragione francese del Beaujolais. Vitigno tra i più diffusi al mondo, conosciuto anche con il nome di Cannonau in Sardegna, Tai Rosso in Veneto, Grenaccia in Liguria, che ritroviamo principalmente in Francia e Spagna, ma ben rappresentato anche in Italia.

Affreschi nel Palazzo Duca della Corgna
Affreschi nel Palazzo Duca della Corgna

Il suo arrivo nella realtà Umbra, è piuttosto incerto, ipotesi diverse lo fanno arrivare chi direttamente dalla Francia o dalla Spagna, se non addirittura dalla Sardegna, geograficamente più vicina.
Senza dubbio, da dati piuttosto attendibili, la sua diffusione sulle sponde del Trasimeno risale alla seconda metà dell’Ottocento, anche se negli ultimi anni è stato messo in secondo piano rispetto alle varietà di Grechetto e di Sangiovese, oltre a dare maggiore spazio a vitigni internazionali come il Merlot o il Cabernet Sauvignon. Oggi, il Consorzio Tutela Vini del Trasimeno, nato nel 1997, resosi conto di dover puntare su una sua propria identità, decide di approfondire la storia e la peculiarità di questo vitigno. Un importante risultato che emerge dagli studi fatti è il carattere isoidrico del Grenache, ossia la sua capacità di regolare la sua gestione d’acqua quando avverte uno stress ambientale. Meglio predisposto a una agricoltura biologica e adatto ad un tipo di suolo quale quello del Trasimeno, caratterizzato da sedimenti clastici, oltre che da un antico ambiente marino successivamente coperto da depositi fluvio-lacustri.

Master Class a Palazzo Duca della Corgna
Master Class

Occasione di confronto importante è stato il Convegno intitolato: “Il Grenache e le sue diverse declinazioni, con particolare attenzione al rapporto tra il Gamay del Trasimeno e la geomorfologia dell’area del Lago Trasimeno“. Fortemente voluto dal Consorzio Tutela Vini del Trasimeno, si è svolto lo scorso 7 Dicembre 2017, nella splendida cornice del Palazzo Duca della Corgna di Castiglione sul Lago e moderato dal giornalista Jacopo Cossater.
Un momento di confronto davvero significativo che ha visto la compartecipazione di tutti i produttori della zona, oltre che di diversi esperti di settore, tra cui Alberto Palliotti, del Dipartimento di Scienza Agrarie dell’Università di Perugia, David Bambini, Responsabile dei Vivai Rauscedo, Yves Zier, Direttore del Concorso Grenaches du Monde, Emanuele Bizzi, Presidente del Concorso Tutela Vini del Trasimeno e Fernanda Cecchini, Assessore alle Politiche Agricole ed Agroalimentari della Regione Umbria. Fondamentale la presenza dell’Assessore Cecchini, che si è impegnata, in rappresentanza della Regione a sostenere l’obiettivo Grenaches du Monde, facendolo coincidere con gli impegni di riposizionare il Trasimeno in chiave turistica.

Il convegno sul Trasimeno
Il convegno sul Trasimeno

Il Consorzio, la cui produzione è di circa 450 mila bottiglie, dal canto suo mira a una modifica del disciplinare, tale da rafforzare l’appellazione “Gamay del Trasimeno” e con l’intento di creare un distretto produttivo, coinvolgendo tutti i produttori di zona a puntare su questo vitigno in modo da raggiungere almeno le 800 mila bottiglie nei prossimi 5 anni. Ulteriore scommessa è quella sul Gamay rosato, ideale accompagnamento alle preparazioni a base di il pesce d’acqua dolce.
Successivo momento di confronto, è stata la master class organizzata sull’espressione del Grenache, prediligendo le realtà italiane, ma omaggiando anche l’espressività francese. Sono state scelte 11 referenze, 9 delle quali italiane e 2 francesi.

Documento Convegno Trasimeno

Le prime tre referenze degustate sono state quelle della realtà locale del Trasimeno, due della Cantina Duca della Corgna e una dell’azienda Madrevite.
Il Divina Villa Etichetta Bianca 2015 di Duca della Corgna, si presenta con un bel colore e dai toni che virano sullo spettro floreale e vegetale, con accenni di garofano e di geranio, buona freschezza e bevibilità, mentre nel Divina Villa Etichetta Nera 2015, le cui uve provengono dai vigneti migliori, è resa evidente la speziatura con evidenti note di pepe.

C'osa di Madrevite

Il C’OSA 2016 di Madrevite, ha una evidente speziatura dolce, in particolare di vaniglia bourbon, che si rende esplicita anche al palato.
Seguono poi due referenze Sarde, il Cannonau Classico D53 2013 di Cantina Dorgali e il Cannonau Riserva Senes 2012 di Argiolas, che evidenziano tutta la complessità e potenza espressiva del Cannonau. Nel primo ritroviamo una complessità olfattiva che spazia dal fruttato del ribes nero ai toni di cioccolato, pepe, liquerizia, mentre nel secondo prevalgono nuances di muschio, toni erbacei, con un finale di bocca spinto su suggestioni saline piuttosto gradevoli.
Cannonau di Sardegna DorgaliSi passa poi ai Colli Berici con il Montecitorio 2016 dell’Azienda Vinicola Da Maso e il Tai Rosso Colli Berici 2015 dell’Azienda Agricola Giannitessari. Nel primo ritroviamo una freschezza balsamica, con evidenti note di confettura di mirtillo seguite da accenni floreali, il Tai Rosso invece gioca su registri di erbe aromatiche, sicuramente più snello e di discreta bevibilità.
Ci si sposta poi in Liguria con la Granaccia 2016 Doc Riviera Ligure di Ponente dell’Azienda Agricola Vitivinicola Durin, che presenta una buona intensità olfattiva, con sentori di frutti di bosco, ribes, melograno, e accenni piccanti di peperoncino rosso essiccato.
Restiamo sempre in Liguria con il Trexenda 2015 Colline Savonesi IGT dell’Azienda Agricola Viarzo, vinificata tradizionalmente in cemento, dove emergono sentori di caffè, cacao, molto succoso e morbido al palato.
Come chiusura dell’interessante degustazione si vola in Francia con due esempi di Grenache raccontati da Roger Torreilles e Yves Zier del Conseil Interprofessionnel des Vins du Roussillon, il Côtes du Roussillon Blanc Helio 2016 prodotto da Dom Brial (Grenache blanc 70% e Roussanne 30%) e il Rivesaltes Grand Reserve 1999 (Grenache blanc, Greanche gris e Maccabeu), un vino dolce prodotto con le uve di vitigni provenienti dalla Regione Languedoc Roussillon, esplosivo, fresco e complesso con un susseguirsi di profumi, dall’arancia glassata alla caramella d’orzo, di grande pulizia al palato.
Un suggestivo percorso per cogliere le sfumature e le diverse storie di questo vitigno e di come una stessa varietà si adatta e si distingue in base ad ambienti e territori distanti tra loro.

Valutazione: da @ a @@@@@

Rivesaltes 1999DOC Trasimeno Gamay Divina Villa Etichetta Bianca 2016 di Duca della Corgna @@@ +
DOC Trasimeno Gamay C’osa 2016 di Madrevite @@
DOC Trasimeno Gamay Divina Villa Etichetta Nera 2014 di Duca della Corgna @@@
DOC Cannonau di Sardegna Classico D53 2013 di Cantina Dorgali @@@
DOC Cannonau di Sardegna Riserva Senes 2012 di Argiolas @@@@
DOC Colli Berici Tai Rosso Montemitorio 2016 di Dal Maso @@+
DOC Colli Berici Tai Rosso 2015 di Giannitessari @@@@
DOC Riviera Ligure di Ponente Granaccia 2016 di Durin @@@@+
IGT Colline Savonesi Granaccia Trexenda 2015 di Viarzo @@

AOC Cotes Du Roussillon Blanc Helio 2016 di Dom Brial @@@@
AOC Cotes Du Roussillon Rivesaltes Grand Reserve 1999 di Dom Brial @@@@+

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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