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Seyval Blanc – Muscaris Lineo 2017 di Terra – Winnica Smaku

Terra Winnica vigneto

Sono ormai 25 anni che sto in Polonia e fin dal 2000 avevo scoperto che a quel tempo i vigneti di questo Paese del Baltico erano quasi tutti concentrati a Ovest intorno a Zielona Góra, al confine con la Germania, e che stavano cominciando a realizzare anche del vino oltre al brandy. Era il periodo in cui stava finendo la piccola glaciazione durata circa tre secoli e anche in Polonia si poteva tornare a produrre vino come una volta, ai tempi della dinastia dei Piastów e in particolare del re Casimiro III ”il grande”.
Non solo. A Jasło, nell’estremo sud-est della Polonia, l’alpinista Roman Myśliwiec, dopo aver studiato a fondo 101 vitigni ibridi della Siberia, del Canada, dell’Ucraina particolarmente resistenti al freddo e alle malattie fungine, ne stava coltivando un ettaro e vendendo le barbatelle e stava anche producendone pure dei vini. C’era stato in visita perfino il 29enne ministro dell’agricoltura Wojciech Olejniczak e ne era rimasto esterrefatto.
Dopo tante insistenze, ero andato finalmente a trovarlo nel giugno del 2005. Il nostro ”Bacco di Jasło” aveva organizzato in luogo il primo corso didattico di viticoltura per decine di frutticoltori che volevano smettere di coltivare fragole e ribes per gli industriali dei succhi di frutta, gli unici ormai ad arricchirsene a spese dei coltivatori, per piantare viti e fare il vino come attività sufficiente per mantenere la famiglia. Questo progetto Podkarpackie Winnice era stato partorito da lui con Wojciek Bosak e grazie a Ewa Wawro, Ryszard Pabian e ad Andrzej Czernecki.

Terra Winnica vigneto

Ero uno dei relatori ufficiali, su richiesta proprio dell’amico Wojtek Bosak che si era rotto una gamba e mi aveva chiesto di sostituirlo. Non sapevo quasi niente di viticoltura, né di operazioni di cantina, ma scrivevo soltanto di vini da 5 anni su Enotime di Fabrizio Penna ed Elisabetta Fezzi e traducevo i miei articoli in polacco. Loro almeno li leggevano spesso e mi davano fiducia, certi che non avrei detto cazzate (una però l’ho detta, ma non ve la rivelo). Roman mi aveva ospitato con l’amico Darek Sajdok, che a mio parere è il naso più fino che si è formato nei corsi di Collegium Vini per enostrippati di Cracovia e che aveva voluto accompagnarmi per la curiosità di veder nascere una nuova era per la vitivinicoltura polacca.
Abbiamo degustato i suoi primi vini che non si potevano ancora vendere per legge e ci aveva portato da una coppia di giardinieri che avevano piantato per esperimento qualche filare di viti anche loro, i coniugi Elwira e Wiktor Szpak, per assaggiarne i loro vini sperimentali. Ricordo con gran piacere un moscato molto secco, frutto della decisione coraggiosa di Elwira che non aveva voluto ascoltare il marito quando lui le aveva consigliato di assemblarne un po’ in tutti gli altri vini bianchi. Grande Elwira che proprio lì da lei mi hai riconciliato con il Moscato!

Terra Winnica vigneto

In poche ore da Cracovia erano giunti a gran velocità anche gli altri amici dell’Istituto della Vite e del Vino, tra cui Marek Jarosz, e alla sera abbiamo fatto una gran festa in giardino fino a tarda notte. Non so chi se ne rendesse conto, ma si trattava di una scintilla che stava iniziando a incendiare tutta la prateria. Tutti bevevano dei bei vini di Winnica Golesz. Io però ne avevo già bevuti fin troppi e così, ravanando nel frigo dell’anfitrione, avevo scovato qualcosa da bere a garganella per sedare la sete. Parlo di una bottiglia di polietilene che conteneva il ”wodniak”, cioè l’acqua di fonte che aveva pulito per bene le vasche e le damigiane dalle fecce nobili…

Terra Winnica vigneto

Devo confessare che allora era giusto crederci e cominciare, ma c’era così tanto da fare e così tante porte di politici da sfondare che mi sembrava un’utopia o, quantomeno, un cammino lunghissimo di cui non avrei mai potuto vedere la fine. Invece con quel giovane ministro che era venuto a vedere, ad assaggiare, a promettere, evidentemente siamo stati così convincenti che alle sue promesse sono seguiti i fatti. Ne è nata in fattiva collaborazione la nuova legge enologica polacca e la trattativa con l’UE per fare vino in Polonia. Oggi le vigne in Polonia sono quasi 500 e tutte fanno vino. Tante ospitano pure gli enoappassionati in agriturismo, tutte possono anche, finalmente, venderlo, quindi tutte le enoteche e i supermercati espongono già dei vini polacchi sui loro scaffali, anche se è ancora vietata la pubblicità dei prodotti contenenti alcool.

Terra Winnica vigneti

Sinceramente, non avrei mai creduto in passi così spediti e così lunghi in pochi anni. Ma loro si sono costruiti l’enologia polacca così bene che io a un certo punto ho deciso di ”non cavalcare la tigre”, di lasciarli rispettosamente lavorare da soli, senza mettere più il dito, defilandomi per poter leggere via via dei loro concorsi, delle loro riunioni, dei loro viaggi per i vigneti d’Europa e dei loro crescenti successi anche ad alcuni concorsi all’estero.
Se ci penso ancora mi vien da piangere per la commozione, in fondo è come se avessi assistito da vicino al parto di un bambino, ma ”tiremm innanz”, andiamo avanti. Oltre 10 anni fa, per lavoro, avevo attraversato ogni due settimane, andata e ritorno, di giorno e di notte, la regione Świętokrzyskie e in particolare la zona delle campagne e dei boschi sulle colline di Sandomierz e avevo visto e toccato con mano le migliori condizioni possibili per fare del vino nel bacino della Vistola.

Terra Winnica vigneti

Bene. In questo luogo caro a Bacco sono sorte da allora diverse tenute vitivinicole, tra cui la prima che ha potuto commercializzare i suoi vini, la più grande, la più famosa: Winnica Płochockich. Tutte hanno partecipato ai concorsi e agli eventi e ne continuano a nascere di nuove. Alcune fanno vini prestigiosi e premiati.
Nel 2014, in un meraviglioso punto panoramico a 20 minuti d’auto da Sandomierz e a 10 da Opatów, è spuntata un’altana sotto un tendone con botti, tavoli di legno e sedie, un punto di ristoro servito da un furgone di prodotti alimentari e prelibatezze a km zero dove si può interrompere il viaggio e rifocillarsi alla grande con un gustoso spuntino davanti a un gran bel vedere. Quest’idea è venuta due anni fa anche a un mio amico di Montalcino, Giulio Minocci, che oggi delizia i passanti appena fuori dal borgo sulla provinciale Maremmana.

Terra Winnica vini

Ma in quell’altana in Polonia, però, per un paio d’anni da bere c’erano solo bibite e birra (che peraltro è molto buona), finché poi è arrivato finalmente anche del vino… polacco! Intendiamoci bene, non si tratta dei vari ”jabole” o ”sikacze” (vinacci) e nemmeno dei ”wina owocowe” (dai frutti di ribes nero, sorbole, prugne, ciliegie…).
Il vino che si serve è proprio fatto da uve da vino come lo si fa in Italia, non è un vino d’uva da tavola condito con alcool e zucchero come da sempre in Polonia si sono fatti quelli che per comodità chiamano “wina domowe” (vini casalinghi), per me imbevibili. La vista può spaziare su un pendio coperto di viti e durante le visite a monte di ogni vigna vengono posti dei solidi tabelloni con le informazioni sui ceppi e sul piano di conduzione dei lavori. C’è pure una parcella ben separata, con dei filari non trattati con nulla perché sono stati destinati alla gioia dei bambini e degli ospiti che ne possono scorrazzarci e raccoglierne anche i grappoli per mangiarseli. Sapete come sono fatto io, vero? È proprio di questa umile impresa famigliare, infatti, che vi voglio parlare. Le glorie le lascio agli altri.
Sono 4,15 ettari in tutto e ci vengono allevati 20.000 ceppi di vitigni creati da incroci tra cloni di vitis vinifera e viti selvatiche (come le vitis amurensis, berlanderi, riparia, rupestris, lincecumii). Si tratta dei rossi Regent, Rondo, Cabernet Cortis e dei bianchi Johanniter, Hibernal, Seyval Blanc, Muscaris e Solaris. Tutti questi vitigni appartengono alle cosiddette varietà “Piwi” e sono già stati aggiunti all’elenco dei vitigni ammessi per la produzione di vini a indicazione geografica protetta in Austria e Germania e sono stati iscritti nell’elenco nazionale delle varietà di vite (vedere la nostra G. U. 186 del 9.8.2013 e G. U. 258 dell’11.6.2014).
Ebbene, dopo 25 anni mi sono deciso adesso, per la prima volta, a descrivere in proprio un vino polacco esattamente come faccio con gli altri di tutto il mondo, invece che tradurre le descrizioni di altri come avevo fatto fin’ora, fra cui anche gli amici Wojtek Bosak, Mariusz Kapczyński, Marek Jarosz del Polski Instytut Winorośli i Wina. Sì, mi sono deciso soltanto adesso perché finalmente ho trovato un vino che sembra fatto in Veneto, con tutti i crismi del vino fatto bene e buono con una piacevole freschezza, un buon corpo, un notevole livello di acidità soprattutto asciutto, delicata, floreale, abbastanza liscio nella trama tannica, insomma un bel bianco gradevole per la serata con gli amici.
Sì, questo taglio di Seyval Blanc – Muscaris ”Lineo” 2017 è il primo vino con cui comincio, grazie all’amico Bartek Seniów che sta studiando i miei testi in polacco di un corso di formazione per sommelier e che gira adesso lui per me la Polonia, per raccogliere i campioni da degustare e iniziare la sua avventura con il vino come ho fatto io più di mezzo secolo fa.

Maciej Glinka e il suo vino Lineo Bianco di Seyval Blanc e Muscaris
Maciej Glinka e il suo vino Lineo Bianco di Seyval Blanc e Muscaris

Il proprietario è Maciej Glinka, un giornalista televisivo di Varsavia che, dopo aver visitato in giro per il mondo diversi vigneti in Argentina, Cile, Italia, Spagna e perfino in Gran Bretagna, si era talmente appassionato al vino che aveva perciò piantato subito, forse solo per diletto, 2 ettari di viti resistenti al freddo e alle malattie fungine, ma aveva rapidamente scoperto che già con quel poco terreno c’era da lavorarci assai e non era certamente un passatempo da fine settimana. Già un altro giornalista, Krzysztof Fedorowicz, aveva fatto lo stesso percorso a Łaz sul fiume Odra di Milsk. E così Maciej si è trasferito nella vigna per occuparsene in pieno e regolarmente. Un be coraggio! Ha lasciato la capitale, ha lasciato gli affari e ha cominciato nel 2015 a produrre il primo vino di prova, mentre dal 2016 è riuscito a fare il primo vino su scala commerciabile e il 27 aprile 2017 ne ha venduto la prima bottiglia. Nello stesso anno, visto il primo successo, sono stati piantati a vite altri 2 ettari ed è stata aperta la cantina alle visite guidate in certi orari e nei mesi più caldi, ma anche per appuntamento. Non c’è mai fretta in questo posto.
Più su c’è anche una terrazza panoramica sotto una tettoria, ci si può anche rilassare sui lettini da spiaggia, guardando i magnifici pendii vitati in pace e tranquillità. Si spiega dunque in questo modo l’altro elemento nel nome in etichetta del vigneto Terra che ne descrive meglio lo scopo: “Winnica Smaku”, cioè vigna del gusto. Non bisogna credere però che siano tutte rose e fiori. I vini li fanno soltanto da 4 anni e le viti sono ancora troppo giovani. I vini bianchi sono quelli più riusciti fin’ora, ma i rossi hanno eccessi di acidità e tannini. Sui rosati non mi pronuncio. Questa mi sembra più una terra per ice-wines e per sparkling wines. Non dubito che in qualche anno aggiusteranno meglio il tiro. Ricordo bene i miglioramenti notevoli del Rondo di Roman Myśliwiec che assomiglia agli onesti Blauburgunder del Weinviertel sopra Vienna e infatti recupererò altri campioni nelle prossime annate per riparlarne, però devo sottolineare che, visti i risultati dei bianchi e la scrupolosità di Maciej Glinka, sono molto fiducioso. Ecco perché questo è il mio primo articolo (dopo ben 20 anni!) che oso scrivere su una buona bottiglia di vino polacco.
Come tutte le cantine giovani, all’inizio devono sperimentare tutti i monovitigno e devono fare anche molti tagli per trovare la quadra. Nella pagina interna WINO del loro sito li descrivono schematicamente tutti, annata per annata e tipo per tipo, bianco, rosato, rosso e novello. A mio gusto, però, vedo molto, ma molto bene il Seyval Blanc – Muscaris ”Lineo” 2017, un bianco secco leggero con un tenore alcolico del 12,0%. È stato prodotto da un taglio di due uve bianche: seyval blanc (85%) e muscaris (15%).

Terra Winnica cantina

Il seyval blanc è un ibrido allevato a Saint-Vallier in Francia dall’incrocio di tre diverse varietà di seibel con le originarie proporzioni del 43,8% di vitis vinifera, 28,1% di vitis rupestris, 12,5% di vitis berlandieri, 12,5% di vitis riparia e 3,1% di vitis lincecumii. Il muscaris è un ibrido allevato a Friburgo in Germania dall’incrocio tra le varietà solaris (merzling x geisenheim) e muskateller.
All’attacco è delicato con aromi di cedronella, fiori di campo e fieno che aprono a un bel fruttato fresco di uva spina, ribes bianco, pera abate matura. In bocca è sapido, l’acidità prevale leggermente sulla dolcezza. Il finale è verde ed è ideale per aperitivi, taglieri di formaggi con salumi, bruschette, tramezzini, torte salate e insalata russa.

Mario Crosta

Terra – Winnica Smaku
Malice Kościelne 22, 27-540 Lipnik nad Opatówką, POLONIA
cell. +48.570.971971 e +48.570.972972
coord. GPS: lat. 50.771743 N, long. 21.513825 E
sito www.winnicaterra.pl
e-mail winnica@winnicaterra.pl

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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