Pouilly-Vinzelles 2018 La Soufrandière – Bret Brothers

Nel sud della Borgogna e soprattutto nel Mâconnais si trovano suoli che si sono formati più di 180 milioni di anni fa e che si sono rivelati particolarmente vocati alla coltivazione della vite. Sono composti da argille rosse molto ricche di ossido di ferro conglomerate con sbriciolamenti e sfaldamenti di dure rocce calcaree chiamate che si sono formate più di 180 milioni di anni fa, come quella della scarpata più famosa della zona, la Roche de Solutré, e che sono caratterizzate dalla presenza di numerosi fossili marini della famiglia dei crinoidi (gigli di mare, stelle marine, ricci). Questo ”calcaire à entroques” si adatta bene alla coltivazione dello Chardonnay.
È proprio qui che Jules Bret nel 1947 aveva acquistato il Domaine La Soufrandière con 1 solo ettaro di vigna e insieme con la moglie Louise aveva incominciato a ingrandire la superficie vitata, affidandone la coltivazione a dei mezzadri e consegnando le uve per la vinificazione e la vendita alla Cave Coopérative de Vinzelles. Nel 1969 è stato suo figlio Jean-Paul a prendere le redini dell’azienda e a favorire l’ambizione dei suoi figli Jean-Philippe e Jean-Guillaume di fare il vino in proprio, mandandoli dal 1991 a studiare enologia e ritirandosi nel 1998 dalla cooperativa con i suoi 4,55 ettari. Il 2000 è stata la loro prima annata vinificata, maturata e imbottigliata in proprio a La Soufrandière, ma anche l’anno in cui hanno iniziato la loro avventura nel biologico e con la biodinamica. L’anno successivo viene creata la società di maturazione e imbottigliamento Bret Brothers che accoglierà anche il terzo fratello Marc-Antoine, scomparso però tragicamente nel 2014.
Certificati da Demeter nel 2006, oggi i fratelli Jean-Philippe e Jean-Guillaume Bret stanno producendo da 10,55 ettari alcuni dei vini più emozionanti del Mâconnais da viti vecchie (da un minimo 33 anni fino a oltre 80 anni), circa 50.000 bottiglie per una decina di terroirs bianchi e rossi etichettati.
Il Pouilly-Vinzelles 2018 è uno dei vini di base e proviene da una parcella di 2 ettari a 230 metri s.l.m. di terreno collinare dai suoli di argilla e calcare Bajocien del Giurassico con esposizione a est. Qui le viti di chardonnay hanno un’età dai 33 ai 55 anni e un densità di 8.500 ceppi per ettaro. Le uve sono state vendemmiate a mano il 26 e 27 agosto e pigiate a grappolo intero, i mosti sono fermentati con lieviti indigeni all’80% in vasca e al 20% in botticelle di rovere da 228 litri e hanno completato la malolattica. Tenore alcolico del 13%, pH 3,10 e solfiti aggiunti 50 mg/l per un totale di 10.682 bottiglie e 401 magnum. Di colore giallo paglierino luminoso, all’attacco un profumo di limone speziato introduce un bouquet ricco di aromi di mela, cedro, pera abate e pesca gialla tra sfumature salmastre. In bocca è intensamente fresco, equilibrato, un’evoluzione perfetta in cui non si sente assolutamente il legno, con una gran bella acidità su fondo sapido, al quarzo. Un finale fragrante di erbe aromatiche e nocciola.
Consiglierei di servirlo in calici ampi a una temperatura di 10 °C per gustarlo meglio, con frutti di mare e crudité di pesce, tartare di tonno rosso o gamberetti, aragoste e astici e primi piatti con molluschi o polpa di pesce. Ottimo anche con pollame o coniglio in fricassea e a fine pasto con i formaggi a pasta molle.
Mario Crosta
Tipologia: AOC Pouilly-Vinzelles
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: BRET BROTHERS
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 30 euro



