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La verifica: Carmignano Terre a Mano 2010 – Bacchereto

Carmignano 2010 Bacchereto

Ho conosciuto Rossella Bencini Tesi una dozzina di anni fa, arrivai in azienda durante una bella giornata di sole, non faceva caldissimo e intorno si poteva ammirare il paesaggio collinare ricco di boschi e vegetazione. All’interno del casale la temperatura era indubbiamente più fresca, la sensazione che ho avuto è stata di un ambiente molto naturale, perfettamente integrato nel territorio quasi selvaggio.
Ho assaggiato tutta la produzione, l’eccellente Vin Santo, uno dei più buoni di tutta l’area carmignanese, il bianco Sassocarlo, ottenuto da trebbiano e malvasia del Chianti, lavorato sulle fecce fini e maturato in barrique, infine il Carmignano, mi pare fosse un 2006, da sottolineare che l’azienda ha abbracciato da molto tempo l’agricoltura biodinamica.
Mi resi subito conto che i vini di Rossella meritavano un lungo periodo in bottiglia per essere apprezzati in tutta la loro complessità. Per questa ragione amo conservare sempre qualche bottiglia per aprirla a distanza di almeno 3-4 anni, o anche più.
Questo 2010, ottenuto da sangiovese con un’aggiunta di cabernet sauvignon e canaiolo, maturato in tonneaux usati per 18 mesi, rivela un colore granato ancora vivo e luminoso, un manto di profumi intensi e profondi, fiori appassiti, mora di gelso, prugna, ciliegia nera, liquirizia, tabacco, cardamomo, sentori di sottobosco.
L’impatto all’assaggio è ancora più incisivo e ricco di suggestioni, tutto appare in perfetta armonia, il frutto si interseca magnificamente con la speziatura regalando emozioni forti e persistenti, il legno è ormai del tutto inserito in una tavolozza di sensazioni che sembrano non voler terminare più.
Non so se sia una bottiglia fortunata, ma non credo, l’esperienza mi ha insegnato che i vini di Bacchereto hanno potenzialità notevoli e dànno il meglio con il passare del tempo.
Da provare con tagliatelle al ragù di cinghiale, faraona ai porcini.

Roberto Giuliani

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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