San Marzano, l’inimitabile pomodoro buono e sano, fedele solo alla sua terra! Lunedì 31 luglio l’edizione 2017 del “San Marzano Day”

Evoca il buon profumo delle domeniche e delle feste comandate, quando rosso, lucido e succulento copre di sugo la pasta fumante…. è il San Marzano, una delle più pregiate ed apprezzate varietà di pomodori esistenti al mondo, ma autoctono solo nel territorio dell’agro nocerino-sarnese.
Il motivo? “E’ una questione di geni” – ha spiegato il professore Luigi Frusciante, ordinario di Genetica agraria presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II- nel corso della conferenza stampa, svoltasi Venerdì 30 giugno scorso presso l’Aula Consiliare del Comune di Sarno (SA) e promossa dalla cooperativa agricola DANIcoop, il sindaco di Sarno e Presidente della Provincia di Salerno, il dottor Giuseppe Canfora, l’Avv. Maria Rosaria Aliberti Presidente del Consiglio comunale e moderata della giornalista Laura Gambacorta, in cui è stata presentata l‘edizione 2017 del “San Marzano Day”, che si svolgerà Lunedì 31 luglio presso i “Giardini del Pomodoro San Marzano DOP” a Sarno, provincia di Salerno, Contrada Faricella.

L’esperto ha illustrato le caratteristiche genetiche del San Marzano e gli studi condotti, i cui esiti hanno confermato che “l ‘ambiente di coltivazione è fondamentale per le proprietà organolettiche di un prodotto, in quanto le caratteristiche precipue del suolo, del clima, dell’ambiente pedoclimatico sono in grado di modificare e, dunque, caratterizzare l’espressione dei geni legati al sapore”.

Si pensi che già il noto Columella Moderatus, aristocratico di origini spagnole, divenuto poi, agricoltore appassionato e scrittore efficace, descriveva, nel “De re rustica”, le pratiche agricole in uso nelle aree mediterranee dell’impero che, di fatto, costituiscono il primo vero trattato di scienza della coltivazione e descrivono come alcune varietà davano risultati migliori se coltivate in determinate aree geografiche piuttosto che in altre, tant’è che egli consigliava di acquistare il grano dalla Sicilia, il vino dalla Campania e l’olio dalla Puglia.
Dunque, l’attecchimento ed il prosperare di date varietà dipende dall’attivazione di un elevato numero di geni che interagiscono con un’ambiente specifico, per cui, conseguentemente, date varietà sono, di fatto, inimitabili, in quanto possono essere coltivate solo in determinati luoghi, come, appunto, il pomodoro San Marzano.
“Esattamente sono 50 le varietà individuate di pomodoro – ha, poi, specificato il professore Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine di Philadelphia – ma solo due hanno rivelato straordinarie proprietà organolettiche che le rendono uniche ed inimitabili: san marzano e corbarino”. Il professore ha, poi, presentato, in anteprima nazionale, i risultati degli studi condotti, che hanno dimostrato l’importanza del pomodoro San Marzano e del pomodoro Corbarino come terapia di supporto nella lotta contro il cancro.
Sul ruolo centrale del pomodoro nella dieta mediterranea, universalmente riconosciuta come la dieta migliore del mondo, è intervenuto il dottore Alfonso de Nicola, responsabile dello staff medico della Società Sportiva Calcio Napoli cui ha fatto eco il Presidente della DANIcoop, Eduardo Angelo Ruggiero, raccontando dell’impegno dell’intera famiglia DANIcoop a difesa del territorio e del San Marzano.
Proprio per queste sue proprietà, il pomodoro san Marzano è anche molto imitato. Come riconoscerlo? Simpaticamente lo ha spiegato il maestro pizzaiolo Enzo Coccia, delle note pizzerie napoletane A’ Notizia e O’ sfizio d’a’ notizia”: ha diviso in due, in senso longitudinale, un pomodoro e ne ha mostrato la sezione dalla forma allungata, con depressioni parallele, colore rosso vivo, scarsa presenza di semi e di fibre placentari, facile pelabilità della buccia. Infine, senza indugi, lo ha mangiato, descrivendone il sapore tipicamente agrodolce.
Eppure, dopo la sua scoperta, la forma atipica del san Marzano, così allungata e decisamente insolita, indusse per lungo tempo i contadini dell’800 a ritenerlo un “aborto”, per cui veniva estirpato dal terreno e scartato. Fu solo grazie ad una delle alluvioni – provvidenziali, in questo caso! – del fiume Sarno che l’abbondanza d’acqua ne incrementò la diffusione a dismisura e, quindi, la conoscenza di questa particolare varietà.
E‘ solo agli inizi del 900 che il san Marzano assunse grande apprezzamento gastronomico ad opera dell’imprenditore Francesco Cirio, con le prime industrie di conservazione, che producevano il famoso “pelato” da salsa. Oggi l’Italia è il primo esportatore mondiale di pomodori in scatola.
Nel 1996 è anche arrivato il riconoscimento dell’Unione Europea del pomodoro San Marzano come D.O.P.
Dietro a un grande prodotto c’è sempre un grande lavoro ed ancora oggi, nell’Agro Sarnese-Nocerino il sistema di allevamento verticale delle piante, su pali di legno, è rimasto immutato, nel rispetto della tradizione secolare che richiede una manualità di tipo artigianale costante in tutti i vari passaggi di lavorazione, per garantire l‘inconfondibile qualità del prodotto finale: sano, pulito e giusto!


