Introduzione ai vini francesi
Oggi apriamo un nuovo capitolo all’interno di Mondovino, parlando dei nostri cugini d’Oltralpe, grandissimi produttori di vino, capaci d’inventare, di produrre, vini sublimi, d’incredibile successo mondiale, persino in aree in cui nessuno se lo sarebbe aspettato. Per darvi un esempio lampante, l’area dello Champagne è situata molto a nord nel territorio francese, con un clima non più mediterraneo, quasi ostile alla coltivazione della vite.
I francesi sono riusciti ad ottenere, a creare l’eccellenza in un territorio, che rispetto a quello italiano è meno baciato dal sole. I vini francesi, sebbene nel mondo abbiano una reputazione leggendaria, sono ancora poco conosciuti da noi italiani, unica eccezione diffusa è lo Champagne, la motivazione della scarsa presenza forse è racchiusa nell’eterna rivalità, e nel semplice fatto che in Italia di vino se ne produce tanto, almeno quanto in Francia, e quindi si predilige il prodotto domestico, che si conosce anche meglio, ma sono sicuro che con il tempo, la maggiore informazione e il sempre crescente interesse dei consumatori più avventurosi, la fascia di mercato del vino d’Oltralpe aumenterà.
Prima di andare a parlare di zone specifiche, o del famoso Terroir, parola francese oramai di uso comune in tutto il mondo, vorrei riconoscere un grandissimo merito ai nostri vicini, che in qualche modo esula dalle qualità agricole ed enologiche, ma che risulta importantissimo per renderlo famoso in tutto il mondo, la capacità di fare e avere fatto un ottimo marketing, mi scuso nell’utilizzare questa parola così poco poetica, ma racchiude perfettamente tutte le attività necessarie per fare un prodotto (o servizio, o organizzazione, ecc.) di successo, dalla strategia di vendita, alla pubblicità. I francesi adorano il loro vino e i loro vigneti, li proteggono e ne parlano come se fossero il Louvre o la Tour Eiffel, sono considerati patrimoni inestimabili. I nostri cugini hanno tenuto massima cura dei loro vigneti per secoli, sono sempre stati attenti ed uniti, nel momento di prendere decisioni sul loro patrimonio vitivinicolo, a partire dallo stabilire i dettami per la produzione, facendo classificazioni capillari del territorio, persino proteggendoli dalla guerra.
Quest’articolo vuole essere un’introduzione a successivi approfondimenti, quindi voglio indicare alcune delle zone più vocate e famose del territorio francese, ognuna di queste pluricentenarie aree vinicole, ha migliaia di storie da raccontare, e quindi dedicheremo a ciascuna di esse lo spazio necessario, per riconoscergli il meritato onore. Sebbene la coltivazione dell’uva venga effettuata su quasi tutto il territorio del centro e sud, con nuove aree che stanno imponendosi per qualità/prezzo, le principali zone restano il Bordeaux, la Champagne, la Côtes du Rhône, l’Alsace, la Loire e non per ultima la Bourgogne. La Champagne ed il Bordeaux sono aree leggendarie, il loro nome è riconosciuto e protetto in tutto il mondo, alcuni dei vini, qui prodotti, specialmente nel Bordeaux, sono venduti a cifre stratosferiche, incredibili, contesi dai ricconi di mezzo mondo col sistema dei features, quando ancora sono nella botte ad invecchiare; ecco, per tornare al marketing, un esempio dei meriti e delle astuzie dei francesi, capaci di rifinanziarsi immediatamente, senza dover aspettare due o tre anni per vendere il vino in bottiglia.
La Bourgogne è divisa in sei diverse aree collinari, qua i monaci cistercensi fecero le prime classificazioni dei vitigni nel medioevo, l’area parte dai dintorni di Lione e si estende fino ad un centinaio di chilometri da Parigi, nella zona di Auxerre. I vini della Bourgogne hanno profili all’assaggio, completamente differenti l’uno dall’altro, che li rendono unici, sebbene le uve dominanti siano principalmente due, lo chardonnay ed il pinot noir. L’Alsace e la Loire, peraltro aree turistiche d’incommensurabile bellezza, e con una storia incredibile, sono decisamente più devote alla produzione di vini bianchi, o meglio sono diventate famose nel mondo per i loro bianchi, sebbene anche i buoni rossi non manchino. Ultima area, non per quantitativi di produzione, è la Côtes du Rhône, produttrice tra l’altro del famoso Châteauneuf-du-Pape, qui in opposizione alle due aree di Loire e Alsace sono i vini rossi i dominatori.
Antonio Cabibi

