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Dieci annate di Fontalloro raccontano la straordinaria forza espressiva del sangiovese di Fèlsina

Panorama da FèlsinaIl periodico peregrinare da una passione a un’altra, che caratterizza da sempre la mia vita, passioni che in realtà mai vengono abbandonate bensì rappresentano un continuum, un inevitabile processo di trasformazione e arricchimento di cui ho istintiva appetenza, non mi impedisce di subire a livello emozionale i caratteristici alti e bassi, momenti in cui certi fenomeni o avvenimenti non fanno scattare in me quell’entusiasmo che aveva dato origine a tanto interesse. Da cosa dipende? In parte sicuramente dal mio carattere, ma anche dalla consapevolezza che ciò che stimola la mia curiosità rivela a volte alcuni aspetti piuttosto sgradevoli e deludenti ai quali non riesco ad abituarmi. E’ d’altronde inevitabile che certi fenomeni spiacevoli si presentino con implacabile puntualità, poiché gli uomini non sono tutti uguali e c’è chi porta avanti il proprio lavoro e le proprie idee con onestà, coerenza e impegno, e chi invece è interessato esclusivamente al proprio tornaconto e non ha problemi né di coscienza né di rispetto verso i propri simili, finendo spesso col danneggiare anch’essi.
Per fortuna a questi personaggi, ahimé sempre più tragicamente presenti in ogni sfera del politico e del sociale, fanno da contraltare altri che hanno nel loro animo una vitale positività e un attaccamento alla terra, alla cultura e ai valori che fanno l’uomo grande, grazie ai quali la passione (la mia in questo caso) prende ampio respiro e si nutre di nuova energia.

Questa premessa, doverosa e spero non noiosa, che ho sentito l’esigenza di fare, nasce da quello straordinario evento che per 2 ore e mezza ha coinvolto una sala gremita di appassionati ed esperti martedì 16 gennaio all’Hotel Parco dei Principi di Roma, sede A.I.S./Bibenda: una verticale di 10 annate di Fontalloro, il mitico sangiovese della Fattoria di Fèlsina. A rappresentare l’azienda c’erano Giuseppe Mazzocolin, Franco Bernabei e Giovanni Poggiali, mentre Massimo Billetto aveva il ruolo di condurre la degustazione.

L’acquisto della Fattoria di Fèlsina risale al 1966 per mano dell’imprenditore ravennate Domenico Poggiali, che con il figlio Beppe in qualità di amministratore delegato ha realizzato nuovi vigneti specializzati e restaurato la cantina. Giuseppe Mazzocolin, genero di Domenico (nel 1976 ha sposato la figlia Gloria), è però colui che, insieme all’enologo e amico Franco Bernabei ha dato una decisiva svolta all’azienda. In un periodo in cui il vino italiano stava subendo profondi cambiamenti e prendeva direzioni non sempre condivisibili, a Fèlsina si aveva ben chiaro che si doveva puntare sul sangiovese, che in questa terra di confine fra il Chianti Classico e il Chianti Colli Senesi, dove i terreni si trasformano profondamente passando da rocciosi a sabbiosi, trova una condizione ideale per esprimere le sue migliori qualità. Spesso si dice che questo vitigno è difficile, fa penare, soffre molto le diverse annate. Ebbene, se questo è in parte vero, è altrettanto vero che nel giusto terroir questi alti e bassi tendono a ridursi sensibilmente, e il sangiovese, come del resto altri grandi vitigni come il nebbiolo, il sagrantino, il teroldego o l’aglianico, dimostra di avere una marcia in più.

FontalloroPer Giuseppe e Franco è una sfida, si comincia praticamente da zero, ma c’è la consapevolezza di essere sulla strada giusta. Così nel 1983 nasce il Fontalloro, vino da tavola da uve sangiovese in purezza. Sarà proprio questa etichetta, che con l’annata 1995 diventa Igt Colli Toscana Centrale, a legittimare il sangiovese in purezza nel Chianti Classico. Il Fontalloro nasce dalla vinificazione delle uve provenienti dal vigneto omonimo, sito all’interno della denominazione Chianti Classico, e da altri due vigneti, Casalino e Arcidossino, situati invece nel Chianti Colline Senesi. In questo modo il vino acquista complessità, potendo usufruire delle diverse caratteristiche geologiche dei terreni, in parte calcareo-petrosi (e qui si parla di “macigni”, sassi di dimensioni piuttosto consistenti) in parte determinati da arenarie stratiformi con pillola alluvionale e argilla. Oggi l’azienda si sviluppa su 485 ettari, di cui 62 vitati, con un’altitudine che va da 350 a 420 m. sul livello del mare. La posizione è ideale, ventilata, il mare è molto più vicino di quanto sembri, come sono vicini l’Amiata e le crete senesi, la terra porta le tracce della sua antica storia…e il vino ringrazia.

La degustazione
Dati generali sulla vinificazione e maturazione del Fontalloro:
Fermentazione e maturazione in vasche d’acciaio termocontrollate per 18 giorni, con frequenti rimontaggi giornalieri. La malolattica viene svolta sempre in acciaio. La maturazione avviene in barrique di diversa composizione e passaggio per 18-20 mesi, cercando di mantenere un equilibrio tra un’annata e l’altra. Le ultime annate, potendo contare su vigne più mature, godono dell’apporto di un 70-80% di barriques nuove.

Fontalloro 1985 (VdT)
Andamento climatico: primavera mite con temperature abbastanza calde in fase di gemmazione, superiori alla media in estate. Scarsa piovosità nel mese di agosto e nella prima metà di settembre. Assenza di variazioni climatiche durante la vendemmia. Riduzione della produzione del 30%. Uve perfettamente sane e ricche di sostanze estrattive.
Dati tecnici (tutti rilevati pochi giorni prima della degustazione): titolo alcolimetrico 13,95% – estratto 24g/l – acidità totale 6,90g/l.
Degustazione: colore granato ancora fitto e compatto con unghia che tiene molto bene; profumi intensi e complessi che spaziano dai frutti di bosco maturi (mora e mirtillo, ciliegia) a pepe nero, sigaro toscano, muschio, terra bagnata, mallo di noce, funghi, menta, grafite, cuoio e liquirizia, sensazioni straordinarie che si amplificano man mano che passano i minuti. Al palato è straordinario, sapido, quasi salato, il tannino è perfetto, vellutato e ben fuso con gli altri elementi, molto corrispondente al retrolfatto e di persistenza quasi infinita. @@@@@/94

Fontalloro 1990 (VdT)
Andamento climatico: piovosità e temperature ottimali in primavera ed estate. Tutte le fasi fenologiche (gemmazione, fioritura, allegagione e invaiatura) si svolgono nel migliore dei modi. Buone escursioni termiche nel periodo che precede la vendemmia. Raccolta anticipata a fine settembre. Quantità limitata dalle piccole dimensioni dei grappoli.
Dati tecnici: titolo alcolimetrico 13,85% – estratto 27g/l – acidità totale 5,10g/l.
Degustazione: leggermente meno concentrato del precedente ma di tonalità molto bella e lineare; il profilo olfattivo ricorda in parte l’85, in particolare per le note di tabacco, liquirizia e pepe; qui si sente molto bene la viola, un sottile richiamo all’oliva nera matura, poi humus, china, polvere di caffé. All’assaggio ha una progressione esemplare, tannino fitto ma elegantissimo, quasi setoso, al retrogusto ripropone con evidenza le note di liquirizia e china, c’è una leggera sensazione lattica. Grande millesimo, una delle annate più emozionanti. @@@@@/93

Fontalloro 1994 (VdT)
Andamento climatico: il caldo prolungato nei mesi di luglio e agosto ha provocato qualche fenomeno di disidratazione delle uve. Fra il 16 e il 25 settembre si sono verificati frequenti piovaschi, poi il tempo si è assestato fino alla terza settimana di ottobre, favorendo una buona maturazione delle uve. Nonostante le temperature mediamente elevate, le bucce hanno mantenuto una buona consistenza. Il PH è stato leggermente superiore alla norma mentre l’acidità si è rivelata un po’ inferiore alla media.
Dati tecnici: titolo alcolimetrico 13,80% – estratto 26,61g/l – acidità totale 4,80g/l.
Degustazione: qui il colore appare più compatto, un bel granato intenso e luminoso. Il bouquet appare più fresco, non c’è un aroma che spicca bensì sensazioni amalgamate, dalla viola passita alla classica liquirizia, dal caffé al pepe nero, mentre il frutto sembra spingere particolarmente sulla ciliegia in confettura. In bocca appare leggermente meno fresco e meno sapido ma ha una notevole misura ed eleganza d’insieme. Un vino già ben delineato che si manterrà con buona probabilità su questo livello per molto tempo.
@@@@/88

Fontalloro 1995 (IGT Colli Toscana Centrale)
Andamento climatico: piuttosto irregolare con temperature estive basse e piogge frequenti che hanno provocato un ritardo nella maturazione di una decina di giorni. L’acidità naturale si è manifestata più elevata del normale favorendo un ottimo sviluppo del patrimonio aromatico. La raccolta delle uve è stata eseguita a metà ottobre.
Dati tecnici: titolo alcolimetrico 13,04% – estratto 26,01g/l – acidità totale 5,55g/l.
Degustazione: colore molto simile al precedente. Al naso spicca la nota eterea, le spezie dominano la scena soprattutto nella fase iniziale, con liquirizia e tabacco in prima linea seguiti dal pepe, poi affiora il cassis, la prugna. Al gusto è sempre un grande vino, morbido, non estremo, il tannino è appena più scomposto ma c’è buona vena sapida e soprattutto una vivida freschezza. La gradazione inferiore e la decisa acidità tendono a frenare la persistenza gustativa.
@@@@/87

Fontalloro 1997 (IGT Colli Toscana Centrale)
Andamento climatico: fine inverno e inizio primavera con clima temperato e asciutto che ha favorito il germogliamento precoce. Il aprile si sono registrate temperature piuttosto basse che hanno bloccato la crescita dei germogli e la riduzione della quantità. L’estate è stata calda e soleggiata fino a tutto settembre e durante la vendemmia.
Dati tecnici: titolo alcolimetrico 13,41% – estratto 28,82g/l – acidità totale 6,05g/l.
Degustazione: con questo millesimo affiorano i primi ricordi rubini che ravvivano il colore. Naso intenso, balsamico, compare la viola netta insieme ad una rosa particolarmente fresca, poi il frutto si espande generoso dando ampio spazio a ciliegia, mora e mirtillo, una bellissima nota di legno di cedro lo rende particolarmente piacevole, poi compare il tabacco, soprattutto la scatola di sigaro su una base di speziatura dolce. Al palato l’annata si fa sentire, fittezza e consistenza di polpa superiori alla media, tannino forte ma sempre molto fine e buona rotondità offerta dall’alcool. L’acidità si fa sentire nettamente mentre la componente sapida affiora nel lungo finale.
@@@@@/91

Fontalloro 1998 (IGT Colli Toscana Centrale)
Andamento climatico: primavera piovosa e temperature moderate con conseguente anticipo di fioritura e allegagione. Caldo sopra la media nei mesi estivi con assenza di piogge. Le lavorazioni in vigna hanno reso possibile un accumulo di acqua in profondità. La maturazione lenta ma costante delle uve ha consentito di vendemmiare ai primi di ottobre.
Dati tecnici: titolo alcolimetrico 13,67% – estratto 28,29g/l – acidità totale 5,80g/l.
Degustazione: il colore è ovviamente molto più giovanile, un bel rubino con ancora riflessi purpurei. Al naso è molto fine e gradevole, con un bel mirtillo in primo piano, davvero molto riconoscibile, poi arriva la prugna e il tabacco, una leggera liquirizia e spezie in formazione, di grande pulizia espressiva. All’assaggio appare altrettanto ben fatto, pulito, nitido, stimolante nella beva, equilibrato, preciso nella trama tannica e ammantato di gradevoli sfumature pepate. Un gran bel vino con ottime possibilità evolutive.
@@@@/90

Fontalloro 1999 (IGT Colli Toscana Centrale)
Andamento climatico: germogliamento anticipato con primavera temperata e piovosa. I mesi centrali estivi sono stati particolarmente caldi. A settembre alcune giornate piovose hanno evitato lo stress idrico delle piante. Ridotta escursione termica con caldo notturno piuttosto marcato che ha prodotto una maturazione graduale ma anticipata. La raccolta delle uve è terminata fortunatamente il 13 ottobre, poiché la seconda metà del mese è stata caratterizzata da abbondanti piogge.
Dati tecnici: titolo alcolimetrico 13,84% – estratto 28,28g/l – acidità totale 6,10g/l.
Degustazione: bel rubino cupo e quasi impenetrabile, naso molto fruttato con cassis, ciliegia e mirtillo in bella evidenza; la speziatura è meno marcata ma si notano già i tratti caratteristici di questo vino, affiorano cioccolato e fondo di caffé in particolare. Al palato è caratterizzato dalle stesse sfumature, un bel frutto pieno e rotondo e caffé, tocchi minerali, tannino sempre molto pulito e ben estratto e una bella sapidità nel finale.Vino con notevoli prospettive di crescita.
@@@@/91

Fontalloro 2000 (IGT Colli Toscana Centrale)
Andamento climatico: inverno e primavera piuttosto miti. Frequenti piogge e temperature in aumento a partire dal mese di maggio hanno permesso un’ottima e abbondante fiortura. Il caldo estivo ha ridotto i tempi tra le diverse fasi fenologiche. Al momento della vendemmia, avvenuta con un certo anticipo, le uve apparivano di buona qualità.
Dati tecnici: titolo alcolimetrico 13,48% – estratto 29,42g/l – acidità totale 6,22g/l.
Degustazione: il colore è abbastanza vicino al precedente ma appena meno concentrato. Al naso si sente l’annata matura, netta la mora, molto intensa, poi la prugna, ma c’è anche un bel richiamo floreale di rosa e geranio; seguono note di caffé, liquirizia, cioccolato, tabacco da pipa. Al gusto è molto ben fatto, si sente la giovinezza ma c’è tanto frutto, tannino non ancora del tutto polimerizzato ma sempre molto fine. Il vino è ancora nella prima fase evolutiva.
@@@@/87

Fontalloro 2001 (IGT Colli Toscana Centrale)
Andamento climatico: germogliamento anticipato in primavera a causa di temperature superiori alla media e buona piovosità. L’estate si è presentata calda e asciutta. con temperature mutturne fresche e buona escursione termica soprattutto a settembre. Raccolta effettuata ai primi di ottobre. Le uve si sono presentate di ottima qualità.
Dati tecnici: titolo alcolimetrico 13,34% – estratto 28,99g/l – acidità totale 5,94g/l.
Degustazione: come spesso avviene con i grandi vini nella loro fase iniziale, si è presentato piuttosto chiuso al naso, ci sono voluti parecchi minuti di ossigenazione perché cominciasse a far intravedere il suo ricco potenziale. Il bouquet è ovviamente imperniato di frutto fresco, come ciliegia, mora, prugna, ma ci sono anche delicate sfumature di cannella, noce moscata e una bella, quanto rara, percezione di scorza di agrumi, melograno, perfino chinotto. Al palato, nonostante la giovinezza, appare già piuttosto morbido e godibile, appena amarognolo, di fresca tannicità e lascia presumere un’evoluzione straordinaria. La valutazione è in prospettiva.
@@@@/92

Fontalloro 2003 (IGT Colli Toscana Centrale)
Andamento climatico: l’inverno e la primavera nella fase iniziale sono stati piuttosto miti, ma il 9 aprile una gelata notturna ha danneggiato alcune gemme riducendo ovviamente le rese future. Estate molto calda e asciutta con temperature davvero elevate per tutto il periodo, tanto da spingere ad una raccolta anticipata di ben due settimane. Le uve si sono presentate comunque in buono stato, con grappoli spargoli e acini piccoli ma con buccia molto spessa.
Dati tecnici: titolo alcolimetrico 13,52% – estratto 29,64g/l – acidità totale 5,75g/l.
Degustazione: colore sempre molto buono, rubino pieno. Al naso spicca molto intensa la nota di mirtillo (è dove l’ho percepita di più, insieme alla 1998), poi arriva la ciliegia e una bella viola; si percepisce ancora un po’ il legno ma nella forma delicata della speziatura dolce (cannella e noce moscata) e del balsamico (fra menta ed eucalipto). All’assaggio è ricco di polpa, più asciutto nel tannino meno straordinario che nelle precedenti versioni; qui, più che in altre annate si può intuire la grande esperienza e capacità di interpretare l’annata sia in vigna che in cantina. Un 2003 tutt’altro che di serie B.
@@@@/89

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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