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Il vino nel bicchiereSimposi

Colli Bolognesi Cabernet Sauvignon Bonzarone 1997 – Tenuta Bonzara

Cabernet Sauvignon Bonzarone Riserva 1997

Vent’anni e non sentirli. Ci sono vini di cui non si parla più come un tempo, questo perché ogni giorno si affacciano nuove realtà, si percorrono strade nuove, si alimentano nuove idee, e poi il mercato è volubile, lo sappiamo bene, inseguirlo è da stupidi. Del resto fa parte dell’inevitabile, avviene con la musica, perché non dovrebbe succedere anche con il vino? Certo, le grandi opere rimangono nel tempo, diventano immortali, ma questo non significa che se ne continui a parlare con la stessa enfasi ogni momento, comunque si dà spazio al nuovo, agli orizzonti ancora inesplorati.
Il Bonzarone è un cabernet sauvignon, figlio di un’accurata selezione di uve provenienti da San Chierlo, sulle Colli Bolognesi, annata 1997, quella che fu osannata come annata del secolo, e che per un certo periodo contribuì al successo dei cosiddetti “vini en primeur”, pagati sull’unghia prima della loro uscita e, quindi, prima di conoscerne l’effettivo valore.
Il tempo, poi, come era prevedibile, ha ridimensionato questo millesimo, ma rimane il fatto che ancora oggi si possono stappare grandi bottiglie, vini che hanno dimostrato sia un’ottima tenuta, sia una qualità indubbiamente elevata.
Proprio di questo Bonzarone scrivemmo nel lontano 2000, quasi 17 anni fa, ed è interessante riproporvelo oggi, dopo un così lungo periodo di riposo in cantina.
Francesco Lambertini ne sarà contento, visto che il vino gode di ottima salute, non potrebbe stare meglio! Oltre a presentare un colore profondo e integro, granato netto con qualche riverbero rubino, ha profumi ancora “freschi”, la componente terziaria è appena accennata, sono il frutto e le spezie a dominare la scena, il vegetale maturo tipico del vitigno è quasi assente, segno di un’ottima maturazione delle uve sulla pianta; sorprende la vivacità della prugna e del ribes, anche dopo un’ora dall’apertura, nel calice non affiorano le classiche venature di funghi, cenere, polvere da sparo, cuoio, che ti aspetti da un cabernet di vent’anni, sembra come se il tempo si sia fermato al momento di massima luminosità e non intenda cedere il passo all’inevitabile vecchiaia. Non che il cuoio non ci sia, così come il cacao, la menta e la liquirizia, ma i toni sono del tutto privi di qualunque accenno ossidativo.
E al gusto le cose non cambiano, c’è davvero freschezza e un tannino praticamente perfetto, presente ma setoso, magnificamente integrato con una polpa rinfrescante, balsamica.
Chi ha avuto la buona idea di acquistarne qualche bottiglia, potrà rimanerne piacevolmente sorpreso.

Roberto Giuliani

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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