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AnteprimeIl vino nel bicchiere

Il fascino dell’Albana, vitigno versatile e schietto

L'ingresso al bellissimo Museo delle Ceramiche di Faenza dove si è svolto Vini ad Arte 2019
L’ingresso al bellissimo Museo delle Ceramiche di Faenza dove si è svolto Vini ad Arte 2019

Arte, vini e ceramiche, un legame intimo e consolidato che distingue il territorio romagnolo e ne caratterizza l’interessante manifestazione Vini ad arte, arrivata alla sua 14ª edizione. Lo scorso Febbraio, il prestigioso Mic, – il Museo internazionale delle ceramiche in Faenza, uno dei più importanti musei d’arte ceramica del mondo – è stato il luogo prescelto per presentare il territorio Romagnolo con i suoi vitigni principe, L’Albana e il Sangiovese, tracciando una prima sull’annata 2018.

Il manifesto di Vini ad Arte 2019
Il manifesto di Vini ad Arte 2019

Un bilancio positivo come ha commentato Giordano Zinzani, presidente del Consorzio Vini di Romagna, entusiasta per la crescita qualitativa dei vini presentati e della partecipazione da parte dei giornalisti e del pubblico.
Di grande coinvolgimento e interesse il seminario introduttivo “Romagna Sangiovese: un carattere, diverse peculiarità territoriali”, che ha dato modo ancora una volta di approfondire e cogliere l’importante lavoro scientifico e di ricerca che si è svolto in questa area romagnola. Il tutto eseguito attraverso un approccio smart e innovativo, attraverso videoclip-racconto svolti in prima persona da alcuni produttori di ciascuna sottozona.

La sala degustazione attrezzata nel Museo delle Ceramiche
La sala degustazione attrezzata nel Museo delle Ceramiche di Faenza

La Romagna è una regione che sta lavorando per delineare in modo sempre più concreto la sua identità territoriale. Grande partecipazione per quest’Anteprima del Romagna Sangiovese, con circa centoventi campioni in assaggio, suddivisi tra L’Albana di Romagna DOCG nella versione Secco e Passito e le annate 2018 e 2017 del Romagna Sangiovese Superiore DOC e 2016 per il Romagna Sangiovese Superiore Riserva DOC.

Albana in degustazione

Doveroso un rapido commento sulle annate presentate, a partire dalla 2018, che si presenta come più leggera, connotata da un andamento climatico dalla buona piovosità, con una vendemmia molto lunga confermata nei diversi periodi di raccolta delle varie MGA, che ha dato vini di maggiore leggerezza e con una carica di profumi di maggiore leggibilità. Diverso il discorso per la 2017, frutto di un’annata siccitosa, che ha dato luogo a vini dai tannini incisivi, capaci però di far emergere il frutto. La 2016 seppur frutto di una vendemmia anticipata, ha dato vita a vini di eleganza e profondità. Sempre più interessante nel corso degli anni il vitigno Albana, “Vino potente e di nobile sapore, ben serbevole e mezzanamente sottile…e questa maniera (tipo) d’uva è avuta migliore in tutta la Romagna”, lettura assolutamente attuale, quella che Pier de’ Crescenzi faceva nel 1200 nel suo famoso Trattato d’Agricoltura.  Le cantine credono sempre più nel progetto Albana e stanno lavorando in modo più attento e puntuale su questo storico vitigno. Conosciuto e apprezzato nella versione passita, ma estremamente interessante nelle svariate interpretazioni di Albana secca, che lo vedono lavorato in anfora, legno o ancora in versioni briose. L’Albana di Romagna è stato il primo vino bianco in Italia a ricevere il riconoscimento DOCG nel 1987, un vitigno con una sua importanza; i primi a parlare di Albana sono stati Plinio il Vecchio e il Giovane nelle cui descrizioni, viene presentato come vino di pregio. Vitigno che in passato è stato trascurato e relegato a un vino tendenzialmente rustico e dolce, presente in tutto il territorio romagnolo, ma capace di distinguersi per qualità e finezza espressiva soprattutto in alcune zone. Una ventina scarsa i campioni assaggiati nella versione secca, tra le Albana 2018, spicca il Romagna Albana Secco 2018 “A” di Fattoria Monticino Rosso, un vino espressivo e goloso, carnoso e fresco allo stesso tempo. Lo segue il Romagna Albana Secco Vigna Rocca 2018 di Tre Monti, che colpisce per le sue note floreali camomilla e lavanda, un timido accenno di miele di acacia lo rende piacevole al sorso.

Albana in degustazione

Composto e deciso il Romagna Albana Secco 2018 di Felsina – Podere La Berta, connotato da note di frutta polposa, scorza agrume che si ravvisa anche al palato, esprimendone il carattere.
Una certezza il Romagna Albana Secco Bianco di Ceparano 2018 di Fattoria Zerbina, che profuma di acqua di fiori d’arancio, agrumi e un deciso e al contempo delicato bouquet floreale; lungo e masticabile, dal buon piglio acido-sapido al sorso, con ritorno di agrumi, pompelmo e lime in retrolfazione. Piacevole nella beva, il Romagna Albana Secco 2018 Sette Note di Poderi Morini, incisivo e piacevole al sorso. Una conferma il Romagna Albana Secco I Croppi 2018 di Celli, sapido e carico di polpa, con sentori di pesca gialla, dove al palato pulizia ed eleganza si distinguono.
Chiude la batteria dei 2018 il Romagna Albana Secco di Tenuta Santa Lucia di corpo e carattere soprattutto al palato.
Discreta personalità olfattiva e gustativa per il Romagna Albana Secco 2017 di Fratta Minore; colpisce il Romagna Albana Secco Amarcord d’un Bianc 2017 di Trerè, passato in cemento, si esprime in modo diretto e si dimostra di buona bevibilità.
Il Romagna Albana Secco Masselina 2017 di Tenuta Masselina, è piacevole all’olfatto per il suo floreale e per le dolci note di pera; di buona verve al palato.
Il Romagna Albana Secco Cleonice 2017 di Fiorentini  ha nerbo, freschezza e profondità, un vino di carattere, che si distingue soprattutto al palato.
Chiude la batteria il Romagna Albana Secco 2017 di Tenuta La Viola, vinificato e affinato in anfore georgiane è un Complesso all’olfatto, con note quasi balsamiche di salvia, acidità e struttura lo rendono piacevole al sorso.
Ne consegue che l’Albana è un vitigno versatile, che ben si offre anche a un ventaglio ampio di abbinamenti.
Un successo quindi per questo vitigno, frutto del lavoro, in termini di ricerca della qualità da parte dei produttori vinicoli; un prodotto che non tradirà mai l’essenza stessa del vitigno, capace di appassionare e incuriosire con la sua versatilità e personalità.

Calici di Albana

Le valutazioni

Romagna Albana Docg Secco 2018 “A” – Fattoria Monticino Rosso @@@@
Romagna Albana DOCG Secco Vigna Rocca 2018 – Tre Monti @@@
Romagna Albana DOCG Secco 2018 – Felsina/Podere La Berta @@@@
Romagna Albana DOCG Secco Bianco di Ceparano 2018 – Fattoria Zerbina @@@@@
Romagna Albana DOCG Secco 2018 Sette Note – Poderi Morini @@@
Romagna Albana DOCG Secco I Croppi 2018 di Celli @@@@@
Romagna Albana DOCG Secco 2018 – Tenuta Santa Lucia @@@+
Romagna Albana DOCG Secco 2017 – Fratta Minore @@@+
Romagna Albana DOCG Secco Masselina 2017 – Tenuta Masselina @@@@
Romagna Albana DOCG Secco Amarcord d’un Bianc 2017 – Trerè @@@
Romagna Albana DOCG Secco Cleonice 2017 di Fiorentini @@@@
Romagna Albana DOCG Secco 2017 – Tenuta La Viola @@@+

Legenda: @=mediocre, @@=discreta, @@@=buona, @@@@=ottima, @@@@@=eccellente

Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli

È Sommelier e Degustatrice ufficiale A.I.S. rispettivamente dal 2003 e dal 2004; ha sviluppato nel suo lavoro di dottorato in Industrial Design, Ambiente e Storia, la tesi sperimentale dal titolo “Reinterpretare le Cellae Vinariae. Ambiente, Processo, Produzione” e una successiva pubblicazione in collaborazione con la Prof. Muzzillo F. dal titolo “Vitigni del Sud: tra storia e architettura” (Roma Natan Edizioni, 2012). Ha conseguito il Master Sommelier ALMA-AIS (luglio 2016) presso ALMA a Colorno (Parma). Fa parte dei Narratori del Gusto e insieme al Centro Studi Assaggiatori di Brescia partecipa a panel di degustazione di rilievo nel settore enogastronomico. Fa parte anche dell’associazione Donne del Vino, ha scritto sulla rivista l’Assaggio, oltre che su diverse testate registrate e ha preso parte alle degustazioni per la Guida Vitae, per la guida Slow wine 2017 e per la guida Altroconsumo. Dal 2018 è giornalista pubblicista.

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