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Le DOC del Piemonte: Strevi

Le Doc del Piemonte: Strevi


❂ Strevi D.O.C.
(D.M. 6/07/2005 – G.U. n.163 del 15/7/2005; ultima modifica D.M. 7/3/2014, pubblicato sul Sito ufficiale del Mipaaf, Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP)


zona di produzione
● in provincia di Alessandria: l’intero territorio amministrativo del comune di Strevi;


base ampelografica
● passito: Moscato bianco;


norme per la viticoltura
le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata “Strevi”:

  • terreni: argilloso-marnosi o calcarei;
  • esposizione: sono da considerarsi idonei soltanto i vigneti in esposizione solare sui versanti collinari est, sud, ovest;
  • giacitura: deve essere collinare con quota altimetrica minima di 160 metri s.l.m., con esclusione dei vigneti di basso o di fondo valle, ombreggiati, pianeggianti o umidi;
  • forme di allevamento e sistemi di potatura: la controspalliera con vegetazione assurgente; il guyot tradizionale, il cordone speronato basso;

per i nuovi impianti e reimpianti, sono da intendersi idonei esclusivamente i vigneti con una densità di almeno 4.000 viti ad ettaro;
la resa massima di uva ammessa in coltura specializzata e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale devono essere di 6 t/Ha e 12% vol.;
le uve destinate alla produzione del vino a Denominazione di Origine Controllata “Strevi” passito che intendono fregiarsi della specificazione aggiuntiva “vigna” debbono presentare un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di 12,5% vol.;


norme per la vinificazione
le uve devono essere sottoposte a graduale appassimento dopo la raccolta, al sole e all’aria aperta; all’aria aperta in cassette o su graticci, in locali chiusi e ventilati, in camera termoidrocondizionata escludendo il riscaldamento dell’uva e dell’ambiente;
le operazioni di vinificazione, affinamento, invecchiamento obbligatorio e imbottigliamento devono essere effettuate nel territorio del comune di Strevi e dei comuni confinanti con lo stesso (Acqui Terme, Cassine, Morsasco, Orsara Bormida, Ricaldone, Rivalta Bormida, Visone);
il vino a Denominazione di Origine Controllata “Strevi” passito può essere immesso al consumo solo dopo essere stato sottoposto a un periodo di affinamento e invecchiamento di almeno due anni a decorrere dal 1° ottobre dell’anno di produzione delle uve;


norme per l’etichettatura e l’imbottigliamento
nella designazione dei vini a denominazione di origine controllata “Strevi”, può essere utilizzata la menzione “vigna” a condizione che sia seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, che la vinificazione e la conservazione del vino avvengano in recipienti separati, che tale menzione venga riportata sia nella denuncia delle uve, sia nei registri e nei documenti di accompagnamento e che figuri nell’apposito elenco regionale ai sensi dell’art. 6 comma 8 del decreto legislativo n. 61/2010;
nella presentazione e designazione dei vini è obbligatoria l’indicazione dell’annata di produzione delle uve
per l’immissione al consumo non sono consentiti recipienti diversi dalle bottiglie di vetro nelle forme tradizionali;
le bottiglie in cui vengono confezionati i vini, con l’aggiunta della menzione “vigna” seguita dal toponimo o nome tradizionale, per la commercializzazione devono essere di capacità non superiore a 50 cl.;


legame con l’ambiente geografico
A) Informazioni sulla zona geografica
Il meraviglioso territorio vinicolo in cui si trova il paese di Strevi è cuore di un’importante produzione enologica, in particolare del vino moscato passito.
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
È un vino aromatico da meditazione, che nasce da queste colline soleggiate, a struttura prevalentemente argillosa-marnosa e calcarea, effettuando, da vigneti selezionati per esposizione e sanità delle uve, un accurata raccolta.
C) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B)
Il vino moscato passito di Strevi ha una caratteristica fondamentale: la longevità si possono trovare bottiglie prodotte da oltre un lustro che sviluppano sentori che esprimono il territorio strevese ancora oggi. Per ottenerlo si scelgono i grappoli più sani e spargoli che vengono poi sistemati sui graticci ad appassire per almeno 30/40 giorni, sia direttamente al sole che in fruttaio al coperto.
Nel mese di novembre si procede alla pigiatura e il tutto viene messo a fermentare con parte delle bucce, pulite dai vinaccioli e dalle scorie. Il vino moscato passito prodotto può essere commercializzato dopo il secondo anno dalla vendemmia.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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