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Il Chianti presenta l’annata 2012 al Palazzo Borghese di Firenze

Firenze - Santa Maria di NovellaSeconda edizione dell’anteprima promossa dal ►Consorzio Vino Chianti, nelle bellissime sale di Palazzo Borghese a Firenze il 16 febbraio 2013. Mia prima partecipazione, consapevole che la settimana delle anteprime toscane sta trasformandosi pericolosamente in “quindicina”, visto che quest’anno è iniziata sabato 16 febbraio con il Chianti, per proseguire domenica e lunedì con la Vernaccia di S. Gimignano, martedì e mercoledì con il Chianti Classico – nuovamente a Firenze, ma alla Stazione Leopolda – giovedì con il Nobile di Montepulciano, venerdì e sabato con il Brunello di Montalcino, per concludersi domenica 24 con l’anteprima del Chianti Colli Senesi nella bellissima Certosa di Pontignano presso Castelnuovo Berardenga, alla quale non ho potuto partecipare.

Palazzo Borghese - La sala degustazioneComplessivamente l’anteprima del Chianti, che prevedeva in degustazione l’annata 2012, mi è sembrata già abbastanza ben rodata, sebbene meriti qualche spunto di riflessione. Ad esempio, dato che lo svolgimento della manifestazione era concentrato nello spazio pomeridiano, mettere la conferenza stampa di presentazione alle 14.30 (durata circa 2 ore), con relatori del calibro di Marco Sabellico ed Ernesto Gentili, e prevedere l’inizio della degustazione dell’annata 2012 del Chianti a partire dalle 15.30, con possibilità di degustare in altra sala in presenza dei produttori anche le annate in commercio, ha creato qualche difficoltà per noi partecipanti.
Non lo nascondo, l’esperienza mi ha aiutato, perché ho subito intuito che se avessi partecipato alla conferenza, avrei rischiato, dovendo degustare alla cieca una sessantina di campioni, o di non riuscire a provarli tutti o di dover rinunciare a fare qualche excursus tra i banchi d’assaggio nelle sale adiacenti. Ho scelto quindi, anche se a malincuore, di non assistere alla conferenza e iniziare subito a degustare, cosa che mi ha permesso nella prima ora, essendo la sala quasi vuota, di velocizzare il lavoro. L’affluenza in massa dei giornalisti, a fine conferenza, ha inevitabilmente prodotto un forte rallentamento dei tempi, nonostante i bravi sommelier AIS abbiano messo tutto il loro impegno per assecondare le richieste dei numerosi partecipanti.

Palazzo Borghese - La sala della ConferenzaUn altro punto che, a mio avviso, andrebbe valutato, è la possibilità di convogliare in un unico evento, magari di due giorni, la degustazione della Docg Chianti con tutte e sette le sottozone, o quantomeno comprendendo le quattro sottozone in provincia di Firenze: Colli Fiorentini, Montalbano (anche se qui una parte rientra nella provincia di Pistoia), Rufina e Montespertoli.
Dato che il territorio del Chianti Docg abbraccia ben sei province (Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato e Siena), l’ingresso delle sottozone nella manifestazione potrebbe essere utile anche per far capire meglio a chi non è esperto conoscitore, le differenti caratteristiche di un’area che coinvolge oltre 2.500 produttori, con 10.500 ettari di vigneto per una produzione media annua di 550.000 ettolitri.

La sala dell'anteprimaLA DEGUSTAZIONE
Sebbene si trattasse di un’anteprima la maggior parte dei campioni proposti si è rivelata in condizioni sufficientemente pronte per fornire un quadro chiaro dell’annata 2012, anche perché, salvo eccezioni, i vini sarebbero entrati in commercio a partire dal primo marzo.
Dice bene il presidente del Consorzio Giovanni Busi: “Quando si parla di Chianti, si vuole comunicare un vino fresco, profumato, accattivante che ben si abbina a moltissime delle nostre tipicità toscane e della tradizione culinaria della nostra penisola“. E sono proprio la freschezza e la indubbia bevibilità gli elementi che accomunano quest’annata, accompagnata da piacevoli note fruttate, dove trionfano ciliegie, lamponi e fragoline di bosco, in alcuni casi non sono mancate espressioni floreali, cenni di liquirizia ed erbe aromatiche, così come qualche spunto minerale. Vini che sembrano fatti davvero per accompagnare la nostra tavola, senza mai la presunzione di rubarne la scena, ma proponendo un garbato gioco dei sensi che ha il grande pregio di offrire equilibrio e digeribilità al pasto.
Palazzo Borghese - una postazione dei degustatoriFra i vini che ho maggiormente apprezzato voglio citare il Chianti di San Gervasio (tannino esemplare e grande progressione fruttata), Castello del Trebbio (privilegia la viola e la rosa, per poi aumentare in complessità giocando su frutta, spezie, liquirizia), il Chianti “Puro” di Fattoria Lavacchio (vino bio senza aggiunta di solfiti, puro nella sua espressione fruttata e minerale, godibilissimo), il Colli Fiorentini “Respiro” di Le Sorgenti (più complesso della media ma senza per questo perdere in piacevolezza e bevibilità), il Chianti de La Querce (un trionfo di fragoline e lamponi con spunti di rosa), il Montespertoli di Podere dell’Anselmo (si distingue per una maggiore predisposizione speziata, che fa da contraltare ad un bel fruttato di ciliegia e amarena), il Chianti di Pieve de’ Pitti (con una cremosità che avvolge il frutto senza sottrargli la freschezza), il Valpiana di San Leolino (sangiovese con un contributo di alicante bouschet, dai profumi fruttati invitanti e un tannino ancora bisognoso di integrarsi), il Galardi della Fattoria di Poggiopiano (rosa, viola e ciliegia su sfondo minerale e bocca piacevolmente sapida).
Altri Chianti che hanno offerto spunti interessanti sono stati quelli delle aziende Casale di Giglioli, Badia di Morrona, Bonacchi, Castello di Gabbiano, Castello di Oliveto e Fattoria Campigiana.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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