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Donatella aveva appena solo finito di presentarci gli antipasti che già avevo in mente il titolo per questo pezzo. La location unica con panorama mozzafiato, l’antico casolare che ti accoglie con i suoi profumi di spezie ed erbe officinali, l’arredamento rustico, caldo, avvolgente, con la ficaia sul cui pavimento nudo mi sarebbe piaciuto accucciarmi e giacere fino all’indomani, le lucciole che brillano tra le campagne circostanti, gli amici, il vino e la travolgente simpatia, il sorriso e la spontaneità di Donatella avevano rappresentato, fino a quel momento, la toccante prefazione a quella che sarebbe stata una rara quanto irripetibile degustazione di prodotti tipici. Non solo materia prima ma abbinamento originale e combinazione creativa, senza risultare mai ridicola né ossessiva, di materie prime del territorio.
Si comincia con fantasie di pane mediterraneo: pane con i fichi (del cilento), con mandarino, con farro orzo e ceci (di cicerale), con mostarda di mele e prugne, con radicchio e noci. Misto di formaggi: con bacche di mirto, con noci, con camomilla, con spezie, con peperoncino, ricottine con fiori selvatici ed erbette di campo. Quindi patè di ceci e fichi con marmellata di peperoncino e patè di piselli e fior di rosmarino con mele di stagione. Zucchine impanate con marmellata di arancio. Soppressata locale. Fiori di zucca imbottiti e impanati. Biscotti di polenta ed involtino di bietola con uova rafferme e ciliegia aromatica. Se ancora non l’avete capito è il trionfo dell’agrodolce. Ma anche di prodotti semplici e contadini: frutta, spezie, verdure, formaggi di capra e salumi, uova e pane. Ingredienti tanto poveri quanto ricchi nella loro esplosione di sapori e di sensazioni.
Non vi lasciate però ingannare dal titolo, è l’atmosfera fiabesca a circondare una cucina concreta che non ha nulla di cerebrale. La “cucina di una mamma” come ci avverte, con sincera modestia, Donatella, appena entrati. Preparazioni che affondano le loro radici nella storia e nelle tradizioni locali. “Piatti di terroir” come mi piace definirli. Alla fine di questa serie interminabile di antipasti non nascondo che ci saremmo potuti alzare ed andar via già contenti e soddisfatti così. In realtà si doveva ancora incominciare. Ecco, allora, i primi: i fusilli fatti in casa con ragù misto ed i raviolini di ricotta e borragine insaporiti con sughetto di salsa di bietola, frutta secca (castagne, mandorle e pinoli) ed una spruzzatina di limone e farina di ceci. Ecco, dunque, il secondo: uno strepitoso cinghiale aromatico con patate all’insalata. La pancia è piena ma l’occhio sembra non essere mai sazio di cotanto ben di Dio. E c’è ancora da fare un pò di spazio nello stomaco per non rinunciare al gran finale. La fiaba non potrebbe essere, infatti, tale se non fosse coronata da un degno corollario di dolci così belli da vedere prima ancora che buonissimi da mangiare. Le zeppole, la ricotta con estratto di fichi, la gelatina di fichi con bacche di mirto, i dolci nasprati. Dal tavolo a fianco al nostro vedo alcune bambine avventarsi sulla tavola imbandita, ed ecco ancora una volta di più la conferma definitiva: sì, è proprio la cucina delle fiabe…
Azienda Agrituristica Le Chiusulelle Località Chiusulelle, frazione Eredita Ogliastro Cilento (Sa) tel. 0974/833111, 335/8746249 Sempre aperto, necessaria la prenotazione
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