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Editoriali

Oscar del Vino e nomination di dubbio “Gusto”

L'oscar del vinoSempre più evento mondano, sempre meno evento vinicolo l’appuntamento annuale organizzato dalla dozzina sciampagnona dell’Hilton di Roma. Non sono più numerosi di noi di laVINIum ma muovono una quantità di denaro infinitamente più grande, i dodici sommelier, imprenditori, comunicatori ed editori, che sino ad oggi hanno saputo orchestrare la delegazione romana dell’Associazione Italiana Sommelier in modo tale da non lasciar capire ad alcuno dove finisse l’AIS e dove iniziasse AisRoma, dove finisse AisRoma e dove iniziasse Bibenda. Leggo il pieghevole inviatomi contenente le nomination all’Oscar 2003, che suscita in me emozioni e spunti di riflessione, a volte positivi a volte negativi, che mi permetto di esprimere sommessamente su questa testata, alla maniera di Cyrano:

Content. Le bollicine dell’Asti De Miranda, il “moscato champagne”, finalmente in corsa per un importante riconoscimento. Non solo Franciacorta quindi. Che l’anno prossimo si trovi uno spazio anche per il Prosecco?

Sceptique. Che sia migliorato? Il mio ricordo dell’Angialis di Argiolas di un paio di vendemmie fa, non ne giustifica l’attuale presenza tra le nomination.

Curieux. Chi avrà realizzato l’etichetta del Greco di Tufo di Feudi San Gregorio? Forse la LM di Luca Maroni?

Ennuyé. La nomination di Daniele Cernilli quale miglior giornalista, ancora lui, lo stesso Cernilli che l’Oscar lo aveva già vinto nell’edizione 2000. Via, un po’ di fantasia…

Surpris. La nomination di Lamberto Sposini, anche lui come miglior giornalista, ma non siamo all’Oscar del Vino? D’accordo, Bibenda (o AisRoma?) è entrata nel Tg5 con la rubrica “Gusto” ed in qualche modo desidera ringraziarne la direzione, ma in questo modo si supera il limite della fantasia, della credibilità e del buon gusto (excusez-moi il gioco di parole).

Etonné. A proposito di gusto. Da dove salta fuori questo ristorante di Roma anch’esso tra le nomination, dal nome guarda caso “‘Gusto” che mea ignorantia non conoscevo?

Amoureux. Per te, spigliata, intelligente, bella, Antonella (Clerici). Per te che unica tra le donne, saprai presentare gli Oscar e comunicare con i telespettatori guardando la telecamera e non te stessa sul monitor, per te due sole parole da un ammiratore… quelle intorno all’apostrofo rosa.

Maurizio Taglioni

Sociologo e giornalista enogastronomico, è direttore responsabile di laVINIum - rivista di vino e cultura online e collabora con diverse testate del settore. Ha curato la redazione dell’autobiografia Vitae di un vignarolo di Antonio Cugini (2007), ha scritto il saggio “Dall’uva al vino: la cultura enologica ai Castelli Romani” in Una borgata che è tutta un’osteria a cura di Simona Soprano (2012), e ha pubblicato la ricerca socio-economica «Portaci un altro litro» - Perché Roma non beve il vino dei Castelli (2013). Collaboratore scientifico del Museo diffuso del Vino di Monte Porzio Catone, porta avanti dal 2009 la ricerca qualitativa volta alla raccolta e documentazione delle storie di vita degli anziani vignaioli dei Castelli Romani, confluita nell’allestimento museale multimediale Travaso di cultura e nell’installazione artistica itinerante Vite a Rendere, per la riscoperta e il recupero delle tradizioni vitivinicole dei Castelli Romani.

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