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Editoriali

Pubblicità e politica: le ronde cittadine in uno spot


denaroPer la pubblicità non ci sono limiti, tutto è possibile e tutto è giustificato, il fine è vendere, con qualunque mezzo, utilizzando magari gli slogan, le frasi che fanno più effetto in quel particolare momento sociale e politico. Così un prodotto intimo, un sapone liquido, si assurge a simbolo di protettore della donna, associando la sua delicatezza alle necessità femminili nel sociale e citando, con valutazioni statistiche tutte da dimostrare, che “42 donne su 100 si sentirebbero più sicure con le ronde cittadine“. Siamo alla follia! Ma dove è andato a finire quell’organo preposto che si chiama →Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che oltre a vigilare sui comportamenti che possono impedire la concorrenza sul mercato, dovrebbe occuparsi di controllare la correttezza dei messaggi contenuti nelle pubblicità?
Che la donna sia strumentalizzata per il suo corpo, questo si sa, basta andare in un’edicola e vedere su quante copertine, non importa se si tratti di riviste politiche o di intrattenimento, appaiono donne in atteggiamenti provocanti per attirare l’attenzione, o accendere la televisione e osservare come in ogni spettacolo, reality, addirittura telegiornale, le donne siano principalmente oggetto di esibizione fisica, spesso di ostentazione di attributi che neanche gli appartengono, ma frutto di interventi chirurgici che in molti casi le deturpano.
Ma che si debba addirittura assistere, come se fosse del tutto normale, a spot dove la donna viene usata come strumento propagandistico, citando le violenze che subisce e il suo ardente desiderio di essere “protetta” dalle ronde cittadine, mentre guarda caso in Parlamento si discute proprio l’emendamento, per poi dire che quel sapone, o meglio quella casa produttrice, è dalla loro parte, è davvero troppo.
Gentili signore (ma anche signori), che ne direste di fare una bella telefonatina al numero verde dell’Autorità Garante per esprimere la vostra opinione su questa correttissima pubblicità?
Per coloro che non hanno avuto il “piacere” di vederlo in TV, eccolo puntualmente su Youtube.

Roberto Giuliani

Figlio di un musicista e una scrittrice, è rimasto da sempre legato a questi due mestieri pur avendoli traditi per trent’anni come programmatore informatico. Ma la sua vera natura non si è mai spenta del tutto, tanto che sin da ragazzo si è appassionato alla fotografia e venticinque anni fa è rimasto folgorato dal mondo del vino, si è diplomato sommelier e con Maurizio Taglioni ha fondato Lavinium, una delle prime riviste enogastronomiche del web, alla quale si dedica tutt’ora anima e corpo in qualità di direttore editoriale. Collabora anche con altre riviste web e ha contribuito in più occasioni alla stesura di libri e allo svolgimento di eventi enoici. Dal 2010 collabora all'evento Terre di Vite di Barbara Brandoli e dal 2011 fa parte del gruppo Garantito Igp.

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