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L’agriturismo Casa Shangri-La fra le vigne sul Natisone

sala interna Casa Shangri-La

Come avevo scritto in un articolo precedente, nel recente raid fra i Colli Orientali del Friuli ho riposato una notte all’agriturismo Casa Shangri-La accanto a uno dei vigneti della Cantarutti Alfieri sulla riva sinistra del fiume Natisone e in quell’autentica pace tornerò anche con la famiglia, perché è un posto benedetto, dove ci sono ancora i caprioli, i boschi, l’aria pulita, insomma un bel paesaggio bucolico dove si fa il Pinot Grigio nello stile più moderno.
Agriturismo Casa Shangri-LaIn questo territorio la coltivazione della vite e la produzione di vino risalgono all’epoca preromana, ai Celti che stanziavano qui prima ancora che arrivassero le legioni dell’Urbe, i cui militi le svilupparono meglio. Alfieri Cantarutti (classe 1937), che era un noto industriale nel campo delle vernici, nel 1969 decise di investire il suo capitale proprio qui, su queste terre non ancora famose, in vino bianco, vendendo la fabbrica di vernici per acquisire la Casa Shangri-La e alcuni ettari intorno. È così che era nata l’Azienda Agricola ”Cantarutti Alfieri” che negli anni successivi si è poi ampliata con altri terreni acquisiti sulla strada dell’abbazia di Rosazzo in alta collina e che attualmente è condotta dalla figlia Antonella con suo marito, l’appassionato vitivinicoltore Fabrizio Ceccotti.
vigneto Cantarutti AlfieriQuando Fabrizio mi ha portato a vedere questo vigneto, fra l’agriturismo e quella Sigmar Vernici che un tempo era di Alfieri, abbiamo percorso una stradina posta su un gradone di dislivello  tra due vigne e pensavo a quanto spreco di buona terra per mantenerla in quel modo così largo. Come se ci fosse stato un flash telepatico, Fabrizio mi diceva che sì, la stradina rubava molta superficie coltivabile, ma serviva a un confinante di accedere più facilmente al proprio terreno e la pratica del buon vicinato per lui aveva ancora più valore. Allo stesso modo, quando si era fermato a toccare le prime gemme, mi aveva fatto notare che il primo filare di ceppi era lasciato apposta per dar da mangiare qualcosa ai caprioli del boschetto sulla riva. Altro spazio coltivabile e non sfruttato, ma dedicato al massimo rispetto della natura e degli altri suoi abitanti, quegli animali selvatici che hanno pur diritto al loro… tajùt.
vigneto CantaruttiDel resto, questo vigneto era interamente dedicato alla coltivazione monovitigno del Pinot Grigio, ma non come quello del ”Ronco San Michele”, che è un Friuli Colli Orientali, un vino di alta collina al confine con Rosazzo e che ha un colore giallo dorato carico molto fitto, con aromi di frutta matura (pesca gialla, cumquat o mandarino giapponese, vaniglia, canditi) e un tenore alcolico molto elevato, anche del 14,5%. Qui il terreno è diverso ed è stato formato dalle alluvioni del Natisone che, nel corso dei millenni, hanno depositato enormi quantitativi di materiale calcareo-dolomitico strappati alla montagna dalla violenza delle acque e trascinati a valle lungo il loro alveo. Tutta l’area vitata intorno alle rive dei fiumi friulani è caratterizzata da terreni di origine alluvionale. A mano a mano che i fiumi proseguono il loro corso, i suoli da grossolani diventano più minuti. I ciottoli in superficie accumulano calore durante il giorno e lo rilasciano dopo il tramonto, le montagne riparano dai venti freddi provenienti da nord, le brezze che salgono dall’Adriatico temperano il clima. Tutto ciò concorre alla creazione di condizioni ideali alla coltivazione di quelle viti che sviluppano doti aromatiche adatte per vini freschi e fruttati.
È molto bello raggiungere la riva de fiume attraverso questo vigneto, ma non usate né tacchi né ciabatte, mi raccomando. Le scarpe non adatte lasciatele in macchina. Il parcheggio è sorvegliato da un’oca bianca come quelle che salvarono il Campidoglio! Casa Shangri-La non è un agriturismo solo di tipo Bed & Breakfast, ma un vero e proprio piscina dello Shangri-Lacomplesso agricolo, turistico e sportivo, nato all’inizio degli anni ’90 dalla ristrutturazione di un’antica dimora rurale di proprietà della famiglia Cantarutti che ha voluto creare un luogo in cui l’ospite potesse godersi la comodità, la tranquillità, la sicurezza di un ambiente di campagna. La ristrutturazione ha interessato non solo gli edifici, ma anche tutte le aree circostanti, dalla corte con i suoi gelsi secolari che è diventata un ampio giardino ombreggiato per accedere alle attività sportive. Le opportunità di praticare sport all’aria aperta e nella quiete più assoluta qui sono tante e ben attrezzate.
Nel giardino c’è un’ampia piscina che è stata recentemente dotata di una struttura telescopica dalla copertura trasparente per nuotare anche durante le giornate nuvolose senza rinunciare alla vista sul bel paesaggio circostante. Su richiesta, si organizzano corsi di nuoto e di acquagym (una delle discipline fitness di maggior successo fra le donne di ogni età) oppure un cocktail party che si può servire grazie al piccolo bar di cui è dotata e che è rifornito di tutto, dagli aperitivi agli spuntini dolci e salati per soddisfare tutte le esigenze, e grazie anche al barbecue. Un po’ più avanti si trovano due campi da tennis in terra battuta, illuminati durante le ore serali e perciò praticabili anche dopo cena. La passione di Antonella è il maneggio con un campo coperto accanto a quello scoperto con gli ostacoli. Un esperto istruttore può avviare e assistere gli interessati al dressage e tenere lezioni di monta inglese. Maneggio Shangri-LaPer il riposo in condizioni confortevoli, le camere matrimoniali sono rivolte a sud con le finestre sul giardino, la piscina e la campagna circostante. Quelle del primo piano hanno anche il terrazzo, mentre quelle del secondo hanno il soffitto spiovente con le travi a vista. Le camere singole si affacciano sulla borgata Bolzano. Tutte le camere sono dotate di servizi sanitari privati, televisione, telefono e frigobar.
La prima colazione è quella classica internazionale a buffet, ma non mancano mai le tipiche specialità friulane di formaggi, salumi e pasticceria che sono rigorosamente prodotte secondo le antiche tradizioni di questa terra e che si troveranno anche al ristorante. La gestione del ristorante è ritornata alla famiglia Cantarutti e si avvale delle cure del fondatore, Alfieri. Le proposte stagionali comprendono i piatti tipici della tradizione culinaria friulana e i piatti internazionali. L’atmosfera è tranquilla nelle due sale interne, quella del camino e quella dell’affresco. Nella bella stagione a queste sale si aggiunge quella dell’ampio sottoportico circondato dal giardino.
veduta dallo Shangri-LANon può mancare l’enoteca, ricavata nell’antica cantina sotterranea, il ritrovo ideale per tutti gli enoappassionati in cui è possibile degustare e acquistare tutta la gamma dei vini prodotti dall’azienda agricola Cantarutti Alfieri. Avendo già degustato su in collina quelli dei Colli Orientali del Friuli, mi sono incuriosito per quello prodotto proprio qui nei 5 ettari presso la Casa Shangri-La in via Bolzano.
Qui si coltiva soltanto il pinot grigio e Fabrizio mi ha spiegato che in questi terreni è l’uva che matura per prima e che i vignaioli preferiscono continuare a coltivarla proprio per questo motivo, poiché dal suo vino ricavano il primo introito in ordine di tempo dopo un intero anno di costi e di fatiche. Il che non è poco per quelle aziende di piccole dimensioni che possono così uscire sul mercato per realizzare un po’ prima i loro guadagni.
Friuli Pinot Grigio 2017 Cantarutti AlfieriQuesto Friuli Pinot Grigio 2017 è vinificato in purezza da uve raccolte a macchina con un trattore della Pellenc Italia alla fine di agosto. Pressature molto soffici per estrarre solo il mosto fiore della prima e della seconda, fermentazione innescata da lieviti selezionati e svolta a temperatura controllata dai 18 ai 20 °C in vasche d’acciaio inox per circa 20 giorni, quindi svinatura dalle fecce nobili depositate.
Il vino è stato imbottigliato tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo. Ha un colore giallo paglierino carico e brillante con tenui riflessi rosa che ricordano il ramato tipico. All’attacco il profumo è intenso e il bouquet sprigiona gli aromi tipici del vitigno: fieno, salvia, menta e fiori bianchi di campo. In bocca ritornano queste fragranze, cui si aggiungono le sfumature di agrumi, mela golden e marzapane. È un vino asciutto, pieno, morbido e oleoso, ma profondo e robusto. Nel finale è ampio e leggero, anche se mostra la capacità di maturare ancora per qualche anno, purché ben conservato. Lo suggerirei servito in calici ampi a 14 °C d’inverno e a 12 °C nelle altre stagioni, non troppo freddo per gustarlo maggiormente con pastasciutte, minestre, risotti, carni bianche e formaggi vaccini freschi.

Mario Crosta

Azienda Agrituristica Casa Shangri-La
Via Bolzano 60, 33048 San Giovanni al Natisone (UD)
Tel +390432757844 – Fax +390432746005
coord. GPS: lat. 45.968863 N, long. 13.387517 E
sito www.casashangrila.it
e-mail agriturismo@casashangrila.it

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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