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Brda Rebula Época 2013 Ferdinand (kmetija Četrtič)

Panorama sui vigneti di Kojsko nella Brda

La zona vinicola Brda è nel Collio sloveno, appena al di là del confine, a una trentina di km dal mare e a una quarantina dalle vette delle Alpi. Si tratta di una zona collinare molto ondulata a un’altitudine tra i 150 e i 300 m s.l.m. particolarmente adatta alla produzione di vini bianchi di alta qualità grazie al clima e ai terreni. Tra queste colline protette a nord dalle montagne c’è un’ampia escursione termica fra il giorno e la notte che permette una maturazione delle uve molto equilibrata. Qui la ponca, che è la marna arenaria tipica della zona in cui crescono le viti, dona una notevole mineralità a questi vini di buon corpo e ricchi di acidità e fruttato.
Matjaz CetrticLa cantina Ferdinand, che è pur sempre nota come kmetija Četrtič, ha le sue vigne in questa zona poco distante da Gorizia, a un paio di chilometri dal confine italiano, tutte oltre i 150 metri s.l.m. e tutte coltivate biologicamente. Non si usano diserbanti, insetticidi o acaricidi. Si utilizzano solo prodotti a base di zolfo e di rame. Tutti i vigneti sono inerbati per fare a meno dei fertilizzanti minerali, usando con moderazione soltanto letame pellettato certificato biologico. Si tratta di due ettari a merlot e cabernet sauvignon e di quattro a ribolla gialla, pinot grigio, pinot bianco, chardonnay e sauvignon, tutti a rese basse, da 40 a 60 quintali per ettaro per via dei diradamenti che arrivano fino al 50% e della rigorosa selezione dei grappoli durante le vendemmie, tutte esclusivamente manuali. Sembrerebbe il frutto di una scelta matura, fatta da esperti che ne hanno sperimentate tante e si sono alfine decisi a tornare al buon vino più naturale possibile e di gran classe. Invece…
Matjaž Četrtič conduce l’azienda fin da adolescente, ma proprio da ragazzino, dal 1992, quando ha deciso di accollarsi un vecchio vigneto di famiglia, e via via è stato aiutato in questo sogno dal fratello Iztok e dal padre Marijan che ha creduto fino in fondo alla passione di suo figlio (e non viceversa, quindi cosa rara di questi tempi), ha abbandonato la sua precedente attività e si sta dando ancora da fare come un ragazzino, con la moglie Jasna, vivendo una seconda gioventù. Matjaž si è impegnato subito a studiare e a produrre soltanto vini di alta qualità. Le sue prime bottiglie sono uscite sul mercato nel 1997. Mentre già lavorava in cantina, Matjaž si è laureato in agronomia all’Università e poi ha conseguito il diploma nel master MBA. Oggi produce, accanto a qualche vino rosso, alcuni vini bianchi soltanto in acciaio inossidabile, come la Rumena Rebula e il Sivi Pinot, senza malolattica, freschi, minerali, sapidi. Altri bianchi vengono vinificati lasciando che svolgano il lento processo naturale senza interrompere la fermentazione alcolica e la malolattica, permettendone la maturazione fino a gennaio in legno di rovere, senza Marijan Cetrtictravasarli, per poi passare a riposare in acciaio inox fino ad agosto e ad affinarsi in bottiglia per almeno un altro anno, come la riserva di Rebula e l’assemblaggio bianco, il Belo. So di preferire i primi, secondo il mio gusto personale, ma non posso esimermi dal fargli i complimenti per la riserva, che vale davvero la pena di consigliare agli amici con certe ricette più elaborate di pesce, non soltanto quelle tipiche del pescato di mare, ma espresse, cioè alla brace, alla griglia o al sale.
La rebula (ribolla gialla) è un vitigno autoctono accasatosi perfettamente in questa zona tra le Alpi Giulie, la slovena Goriska Brda e la Carinzia austriaca, dove soffia spesso la potente Bora, qui chiamata Burja, un luogo ideale per le varietà bianche. Questo vitigno ha fatto un gran viaggio attraverso i secoli, provenendo dal Caucaso e trovando qui, nel XIV secolo, il suo luogo d’elezione. Buccia spessa, di colore giallo intenso e punteggiato su acini piuttosto grossi, eppure con grappoli molto coesi. L’uva dei Četrtič, prodotta da vigneti di età tra i 15 e i 40 anni, è raccolta e selezionata a mano. Il mosto fiore, raffreddato a una temperatura di 10 °C e pressato sofficemente, macera sulle bucce per un giorno e poi va in tini di acciaio inossidabile. La fermentazione avviene a temperatura controllata di 16-18 gradi e il vino rimane in acciaio fino a marzo dell’anno successivo, quando viene imbottigliato. La ribolla gialla piace per i suoi sentori di minerali e l’acidità bilanciata: è un ottimo vino leggero da antipasto e per accompagnare il pesce. Va servito freddo, alla temperatura di 12 gradi circa.
Rebula Con uve scelte dalle sue vigne migliori, si produce anche la Rebula Época 2013, una riserva di cui avevo già degustato l’annata 2006 quando si chiamava Rumena Rebula reserva (alcool 13,9%). Dopo la fermentazione in acciaio il mosto è stato travasato in tonneaux di rovere da 500 litri, dove ha continuato la sua evoluzione sulle bucce con la fermentazione malolattica. Fino a gennaio il vino è stato agitato dal batonnage per alzare le fecce nobili e arricchirne il gusto. La maturazione è proseguita fino alla fine di agosto, poi il vino è passato in vasche di acciaio inossidabile, dove è rimasto fino a marzo o aprile dell’anno successivo. Una volta imbottigliato è stato ancora affinato per almeno due anni. Prodotto in circa 4.000 bottiglie. Tenore alcolico intorno al 13%.
È un vino dall’intenso colore paglierino con riflessi dorati ed è molto estrattivo. Si apre lentamente, al naso però spicca subito il bouquet di aromi floreali tipici di questa varietà (zafferano, fiori secchi, camomilla) con una notevole mineralità sullo sfondo degli aromi floreali, ma poco a poco cominciano a dominare gli aromi di lime, albicocca, pesca con un tocco di basilico e dal finale leggermente mandorlato e delicato nei suoi profumi di acacia, lavanda e biancospino. Questo vino è pieno di vigore, gustoso, con buona acidità e una grande bevibilità. In bocca è ricco, pieno, gustoso e mostra corposità, robustezza, grande struttura e ha un buon potenziale di evoluzione nel tempo, anche più di una decina d’anni dopo la vendemmia.
Ideale come aperitivo, lo consiglio a 12-14 °C con le pietanze di pesce d’acqua dolce in gelatina e in salse nobili, con le pietanze delicate della cucina asburgica e di quella carnica o giuliana (tipo cjalsóns de Timau, gnochi de’ susini, macaróns di cóce) le ostriche, i gamberetti in salsa rosa, ma in Polonia per me è stato un vino superbo con la ricotta caprina cagliata in casa impastata con un trito fresco di rapanelli rossi ed erba cipollina.

Mario Crosta

Vinska klet Ferdinand
5211 Kojsko 5c, SIovenia
tel. +386.53043600, fax +386.53043601
sito www.ferdinand.si, email info@ferdinand.si

Mario Crosta

Di formazione tecnica industriale è stato professionalmente impegnato fin dal 1980 nell’assicurazione della Qualità in diverse aziende del settore gomma-plastica in Italia e in alcuni cantieri di costruzione d’impianti nel settore energetico in Polonia, dove ha promosso la cultura del vino attraverso alcune riviste specialistiche polacche come Rynki Alkoholowe e alcuni portali specializzati come collegiumvini.pl, vinisfera.pl, winnica.golesz.pl, podkarpackiewinnice.pl e altri. Ha collaborato ad alcune riviste web enogastronomiche come enotime.it, winereport.com, acquabuona.it, nonché per alcuni blog. Un fico d'India dal caratteraccio spinoso e dal cuore dolce, ma enostrippato come pochi.

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