I vini altoatesini di Erste+Neue incontrano la cucina partenopea

Dall’Alto Adige alla Campania, così la cantina Erste+Neue ha scelto Napoli e la cucina concreta e tradizionale de “La Locanda Gesù Vecchio”, a pochi passi dalla statua del Nilo e da piazza San Domenico maggiore, cuore pulsante della realtà partenopea, per presentare le ultime annate della linea Puntay. Una storia di unione che incarna in pieno la realtà aziendale altoatesina, che rappresenta una parte importante della storia vitivinicola non solo del territorio di Caldaro, quanto di tutto l’Alto Adige, grazie ad un cammino che procede senza sosta da oltre 120 anni.

Una realtà storica che fa risalire la sua nascita all’inizio del secolo scorso, con da una parte Erste Kellerei, prima cantina sociale di Caldaro nata nel 1900, e dall’altra Neue Kellerei, che iniziò il suo percorso nel 1925, entrambe poi decisero di unire le forze fondendosi nel 1986, diventando quella che oggi tutti conosciamo: Erste+Neue.
Una storia di unione che prosegue con la scelta nel 2016 di confluire all’interno di Cantina Kaltern; una decisone coraggiosa e al contempo importante, legata al desiderio di consolidare la tradizionale fama legata alla produzione di vini di ottima qualità e al tempo stesso rinnovare la brand identity, collegandola sempre di più al contesto alpino all’interno del quale ha la fortuna di poter condurre i suoi vigneti.

Un aspetto che va menzionato è l’approccio di Erste+Neue sia in vigna che in cantina, che ha come obiettivo principale quello di ottenere vini alpini e di valorizzare le singole caratteristiche di ciascuno dei vitigni presenti. Sessanta gli ettari di vigne dei soci della cantina, che sono distribuiti in parcelle con esposizione prevalentemente a sud, posizionate a partire dai pendii più bassi della Costiera della Mendola fino ad arrivare alle pendici delle Dolomiti; luogo ideale per la viticoltura grazie alle ore di luce a disposizione durante il giorno e al grande sbalzo termico durante la notte a causa dei venti provenienti dalle montagne.

In particolare, la linea Puntay – come ricordato da Thomas Scarizuola, kellermeister dell’azienda e Christoph Fischer, direttore commerciale – vuole puntare in alto rivolgendo il suo sguardo attento alle montagne, cercando di far emergere sempre di più nel calice l’essenza e la freschezza delle alte quote ed esprimere al meglio la personalità dei singoli varietali.
La degustazione
Nato un poco come esperimento nel 2021, il Peak Nat 2022 è la seconda annata di questo spumante; prodotto in sei mila bottiglie, è naturalmente frizzante, realizzato con metodo ancestrale, ma con sboccatura, una scelta dettata dal desiderio di togliere la feccia per renderlo più limpido, pulito e fresco. Il nome Peak Nat è un gioco di parole che rimanda sonoramente al Pét-nat metodo di lavorazione, abbreviazione di pétillant naturel. Come varietà viene usato Pinot Bianco in purezza, proveniente dai vigneti situati a circa 600 metri di altitudine, il risultato è un vino divertente e piacevole, caratterizzato da note leggermente erbacee, di agrumi, frutta gialla e delicate suggestioni floreali. Perfetto in abbinamento con la golosa Mozzarella in carrozza.

A seguire serviti in coppia, il Puntay Pinot Bianco 2021 – sempre proveniente da vigneti situati tra i 400 e i 600 metri di altitudine, caratterizzati da suolo calcareo – e il Puntay Chardonnay 2021.
La 2021 come hanno ricordato è stata un’annata fresca con vendemmia intorno alla prima decade di settembre, più tardiva delle ultime trascorse. Di grande eleganza ed equilibrio il Puntay Pinot Bianco vinificato in acciaio e maturato per alcuni mesi in botte grande, esprime all’olfatto profumi sottili di frutta bianca e di fiori di sambuco, scattante, di buona freschezza e piacevolmente lungo al sorso. Intrigante anche il Puntay Chardonnay 2021, che si rivela ben gestito, dal carattere fruttato e pieno, con note di agrumi; avvolgente e piacevolmente morbido al sorso.

Si continua con i bianchi e stavolta la coppia è costituita dal Puntay Sauvignon 2021 e dal Puntay Gewürztraminer 2022. Entrambi vini precisi ed espressivi. Colpisce in particolare il Gewurtraminer per la non eccessiva esuberanza aromatica, che si sposa perfettamente con Paccheri in cassuola, conditi con baccalà, olive e capperi. Una combinazione vincente per bilanciamento e pulizia del palato, oltre che per la nota di fiore di cappero del vino che ben si armonizza con la traccia salina e aromatica dei capperi presenti nel condimento.

Si chiude con i due rossi, il Puntay Pinot Nero Riserva 2021 e il Puntay Lagrein Riserva 2021, stavolta abbinati al Coniglio alla Cacciatora. Note di ciliegia e richiamo di spezie dolci per il Pinot Nero, che rivela la sua struttura, con un sorso fresco e avvolgente e di bella persistenza. Decisamente coinvolgente, succoso di frutti di bosco e more, con nuance speziate il Lagrein Riserva “Puntay”, che si rivela in ottimo equilibrio gustativo e molto versatile e gastronomico.
Fosca Tortorelli




