Merlot & Syrah South Sakar Selection 2015 – Bratanov

Nella Bulgaria meridionale, attraversata dall’A4 per la Turchia, si trova quella che è una delle migliori regioni d’Europa per la produzione di vino rosso, con le sue colline che si specchiano nel placido fiume Maritsa ai piedi dei Monti Sakar, dove i Traci hanno incominciato a coltivare la vite e a fare il vino già duemila anni avanti Cristo. Questi territori non sono inquinati dalle grosse produzioni industriali e ci sono terreni ancora allo stato naturale, ecologicamente puliti e adatti alle colture biologiche. Il posto si trova all’incirca alla stessa latitudine di Roma, gode di una delle maggiori quantità di ore di sole di tutta la Bulgaria e ha un clima di tipo mediterraneo grazie ai venti che soffiano dal Mar Egeo, moderando la calura delle lunghe estati calde e mitigando i freddi inverni che, di solito, sono senza brina. Il contrasto tra le temperature giornaliere e notturne assicura condizioni perfette per una maturazione lenta e ottimale dell’uva. I suoli sono in prevalenza sabbioso-argillosi e leggermente pietrosi, proprio come a Bordeaux, di buona permeabilità e struttura.
Bratanov Family Winery & Vineyards è un piccolo progetto a conduzione familiare, fondato da Stoycho Bratanov e sostenuto dai suoi figli Daniel e Hristo con la moglie Tanya Avramova. Nel periodo tra il 2005 e il 2008 questa famiglia è riuscita a piantare 24 ettari di merlot, syrah, cabernet franc, mavrud, rubin, chardonnay e tamianka, con un gran duro lavoro e la dedizione a una missione ambiziosa: ripristinare la tradizione ancestrale nello spirito dei loro antenati dopo più di 50 anni, producendo vini originati dalla natura solare del Sud Sakar con la massima attenzione per l’uva di qualità e l’impronta del terroir, attraverso un processo artigianale con il minimo intervento tecnologico, che richiede un’uva forte e un maggior lavoro in vigna. La loro vigna non conosce pesticidi o erbicidi e i lieviti di fermentazione sono quelli indigeni, autoctoni.
L’avvio ufficiale della cantina è stato nel 2006, ma la prima vendemmia imbottigliata in proprio è stata quella del 2010 e fin da subito ciò che entra nella bottiglia è una simbiosi tra la terra, il tipo di uva e quel rapporto tra un padre e i suoi figli che sa trasmettere il carattere del loro vino di generazione in generazione. Per questo motivo i primi tre vini (un rosso, un bianco e un rosato) avevano il marchio Symbiosis…

Bratanov Winery è membro fondatore dell’Associazione Bulgara dei Vignaioli Indipendenti ed è indubbio che faccia parte della nuova, esemplare ondata della vitivinicoltura bulgara, quella dei bulgari che iniziano a creare gioiellini in piccola scala e che sanno collaborare fra loro proprio per realizzare questi sogni. I vigneti sono sicuramente più pittoreschi del brutto edificio industriale che ospita la cantina e che era l’ex-magazzino di una fabbrica di cucito, attualmente usato anche da altre due aziendine interessanti ed emergenti per vinificare le loro uve: quella del pianista Ivo Varbanov e quella di Eolis Estate, di proprietà svizzera, con l’enologo Mark Wunderli. Perciò si scambiano spesso le esperienze. Il risparmio è ancora d’obbligo, perché il rilancio dell’enologia d’autore rimasta bloccata per oltre mezzo secolo richiede un sacco di lavoro di ricerca, di studi del suolo, dei cloni d’uva, del sistema di coltivazione e per chi non ha grandi risorse finanziarie è difficile da raggiungere da soli, ma unendo le forze è certamente realizzabile.
A Bratanov Winery, Stoycho si occupa delle vigne, il figlio Hristo dirige l’azienda e fa progetti per ottenere finanziamenti europei mentre la moglie Tanya si occupa della parte commerciale. Del team di cantina si occupa l’enologa Maria Stoeva, che gode della più completa fiducia della famiglia. Sono, infatti, ”sulla stessa lunghezza d’onda” nella direzione in cui sviluppare i vini. Maria aveva iniziato la sua formazione in Bulgaria e, grazie al suo eccezionale talento, il ramo francofono dell’Università delle Tecnologie Alimentari di Plovdiv l’aveva premiata con una borsa di studio in Francia ed era perciò riuscita a completare gli studi laureandosi a pieni voti con un Diplôme National d’Oenologue a Digione, in Borgogna, con una tesi dal titolo “Riduzione delle dosi di anidride solforosa nella produzione di vini bianchi e rossi“. Largo a questi giovani anche in Bulgaria! È stata anche scelta come primo vincitore del premio “Giovane enologo” recentemente istituito dall’Unione degli Enologi in Bulgaria (SEB) che le è stato assegnato grazie all’entusiasmo per il lavoro, l’indipendenza, la comunicazione con i colleghi del settore, l’iniziativa e la reattività per la partecipazione all’organizzazione degli eventi programmati dall’Unione.
L’apertura agli esperimenti, alla consulenza, alla ricerca è una delle doti dell’enologia rampante di Bratanov Winery: nel 2011 è stato proposto un taglio interessante e virtualmente senza precedenti tra chardonnay e tamianka che nel 2013 è stato prodotto in collaborazione con gli enologi Jess Weaver (Nuova Zelanda) e Richárd Labancz (Ungheria). Ora stanno producendo vini di standard internazionale, come uno Chardonnay ”sur lie”, levigato, fine, con sfumature agrumate, che per la prima volta nella vendemmia 2015 è stato fermentato con la microflora naturale delle uve, o come il Tamianka (moscato bianco), un single vineyard da selezione tardiva di un solo ettaro (3.585 bottiglie nel 2015), molto fine, con sfumature di confettura d’arancia, albicocca e mela cotogna. L’enfasi, tuttavia, è sui rossi. Particolarmente impressionante è il Cabernet Franc 33 long aged 2011 etichetta nera, potente, robusto e succoso, una bomba di aromi di frutta rossa, ormai introvabile, purtroppo, perché fatto solo in 900 bottiglie (sulle 100.000 che la cantina produce annualmente). Va detto che il Cabernet Franc nel nord della Bulgaria, dove fa più freddo, cresce in un altro modo, mentre qui nel sud, nella regione calda, acquista caratteristiche diverse, quindi spero proprio che proseguano nella messa a punto di questo vino per farne uno dei migliori del mondo.
Un vino maggiormente reperibile sul mercato e che mi ha ben impressionato già con l’annata 2013 è il Merlot & Syrah South Sakar Selection 2015, un assemblaggio alla pari di Merlot e Syrah imbottigliato in 13.395 bottiglie nel dicembre 2017 che si può trovare al buon prezzo di 11-12 € e che è stato classificato tra i 50 migliori vini bulgari nel DiVino Taste 2016 dalla guida bulgara di Julia Kostadinova ed Emil Koralov, giornalisti e critici del vino con oltre 10 anni di esperienza. La vendemmia manuale, la rigorosa selezione dei grappoli, la resa del mosto di 38 ettolitri per ettaro e il metodo di lavorazione e di filtrazione estremamente delicato per preservare la struttura naturale del vino gli garantiscono una qualità di prim’ordine.
A mio modesto parere ”rompe le regole”, dato che combina il vino di un vitigno bordolese con quello di un vitigno valle del Rodano, sebbene entrambi felicemente trapiantati nell’agro di Shishmanovo. Nonostante il rapporto fifty-fifty, però, mi sembra in qualche modo un po’ più dominato dal Syrah. Credo che sia dovuto al diverso percorso di vinificazione. Il Merlot è maturato per 24 mesi in vasche neutre, mentre il Syrah è maturato in botti da 500 litri di rovere sia ungherese sia francese. In ogni caso, il fruttato e la morbidezza del Merlot sono ben fusi in armonia con la gradevole piccantezza e la succosità del Syrah, anche per un residuo di zuccheri naturali appena accennato di 4,4 g/l e un livello abbastanza elevato di acidità totale intorno a 6,7 g/l.
Di colore rosso granato intenso con riflessi violacei, all’attacco è seducente con fini aromi di prugne secche, cuoio, note di muschio e pepe nero con un leggero ricordo fumé. In bocca è di corpo pieno e ben strutturato, con tannini vellutati e maturati. Delizioso e succoso, sprigiona aromi di more e mirtilli, amarene mature e un tocco di noce moscata, chiodi di garofano e violetta. Il finale è equilibrato e lungo. Tenore alcolico 14,5%. Raccomando di stappare la bottiglia almeno un’ora prima di gustarlo e di servirlo a 18 °C. Non è filtrato, quindi potrebbero esserci tracce di sedimenti di tartaro, perciò una decantazione non sarebbe poi una cattiva idea. Il vino ha un discreto potenziale di ulteriore maturazione per un altro lustro, forse anche qualche anno di più. Lo consiglierei con la pasta al ragù napoletano oppure al sugo (e, quando piace, magari anche un po’ piccante) o con la bulgarian moussaka di carne macinata di vitello e di maiale, le grigliate miste, le ricette di selvaggina e i formaggi stagionati.
Mario Crosta
Bratanov Family Winery & Vineyards
sede in Yanko Sakazov str., Harmanli (BULGARIA)
tel. +359.88.7002193
cantina in Bulgaria Blvd. 9, 6450 Tsentar, Harmanli (BULGARIA)
tel. +359.88.5109650, +359.889.008860 e +359.887.615767
GPS: lat. 41.924972 N, long. 25.919917 E
sito www.bratanov.wine
e-mail sales@bratanov.wine e winery@bratanovi.com




